La prima edizione è stata: I sistemi di paesaggio della Toscana. ROSSI R., MERENDI G.A., VINCI A. (1994): Stampa Litografica della Giunta regionale Toscana, Firenze, 144 p.
I SISTEMI DI PAESAGGIO DELLA TOSCANA
°
Regione Toscana, Dipartimento delle politiche territoriali e ambientali
^
Regione Toscana, Dipartimento dello sviluppo economico
2. Metodologia di individuazione e
descrizione dei sistemi di paesaggio
2.1. Individuazione dei sistemi di
paesaggio
2.2. Metodologia della descrizione dei
sistemi di paesaggio
2.2.1. Superficie approssimativa
2.2.2. Clima
2.2.3. Litologia
2.2.4. Rilievo
Intensità di rilievo
Fasce altimetriche prevalenti
Quota min-max
2.2.3. Uso del suolo
2.2.4. Profilo del paesaggio
2.2.5. Caratteristiche del paesaggio
Eterogeneità dell'uso del suolo
Densità di siepi
Presenza di terrazzamenti
2.2.6. Degradazione del suolo
Erosione
Consumo di territorio
Inondabilità
Effetti di degradazione indotti a valle
Erosione della costa
2.2.7. Altri rischi naturali
Salinizzazione dei suoli e delle falde
superficiali
Rischio d'incendio
Danni forestali di nuovo tipo
2.2.8 Caratteristiche dell'agricoltura
3. Descrizione dei sistemi e
sottosistemi di paesaggio
Toscana
Sistema di paesaggio AP = Appennino
Sistema di paesaggio AA = Alpi Apuane
Sistema di paesaggio RA = Rilievi dell'Antiappennino
Sistema di paesaggio CP = Colline
plioceniche
Sistema di paesaggio RT = Ripiani
tufacei
Sistema di paesaggio CI = Conche
intermontane
Sistema di paesaggio PA = Pianure
alluvionali
Sistema di paesaggio PC = Pianure
costiere
Sistema di paesaggio IP = Isole e
promontori
1. INTRODUZIONE
In molte circostanze è necessario disporre di ambiti di riferimento
territoriale che abbiano una più stretta correlazione con l'ambiente geografico
fisico. Questa necessità si presenta anche per analisi e rappresentazioni del
territorio a piccola scala (1:250.000, 1:100.000).
La disponibilità di una classificazione geografica più rispondente ai
caratteri naturali del territorio permette infatti di distinguere situazioni
territoriali con caratteristiche diverse, con una precisione che, pur nei limiti
di approssimazione dovuti alla piccola scala, è ben maggiore di quella che
risulta dall'impiego dei confini amministrativi. Questo vale anche per la
possibilità di impiegare le unità cartografiche come riferimento per la
raccolta e il confronto di dati naturali, sociali o economici.
L'elaborazione dei dati statistici relativi a un comune, se non
analizzati criticamente in base alle differenze presenti nel suo territorio, può
portare a inserirlo in una categoria completamente diversa dalla realtà.
Infatti che significato può avere il valore medio di fenomeni, insediamenti o
produzioni di un comune come quello di Capannori (in provincia di Lucca), nel
quale grosso modo un terzo di territorio è sui Monti Pisani, un terzo nella
pianura di origine palustre dell'ex alveo del Bientina e un terzo sui rilievi
collinari del margine meridionale del versante dell'Appennino. Quest'esempio
rappresenta un caso limite, ma non si pensi che una situazione in cui il
territorio comunale sia composto da parti affatto diverse sia tanto eccezionale
in un ambiente così articolato come quello toscano; solo per fare un ulteriore
esempio si pensi alla gran parte dei comuni della Val di Chiana che per metà
ricadono in pianura e per metà sono montani.
I "sistemi di paesaggio",
descritti in questo lavoro, sono unità geografiche che consentono di
raggiungere, in modo rapido, la correlazione con l'ambiente geografico fisico
che si propone.
I sistemi di paesaggio sono ambiti territoriali molto ampi che presentano
caratteristiche fondamentali del paesaggio molto diverse; naturalmente qui il
termine "paesaggio" va inteso nel senso di "paesaggio
geografico" (Sestini 1963).
I criteri adottati in questo tipo di cartografia, descritti più avanti,
in linea di principio sono gli stessi che il Dipartimento dello sviluppo
economico (ex Dipartimento agricoltura e foreste) sta adottando nel progetto
"Sistemi territoriali" (Favi et al. 1992; Bocciai et al. 1983). In
quest'ultimo, che è in corso di realizzazione, la definizione e la descrizione
degli aspetti fisici saranno molto più dettagliate e approfondite: è
necessario quindi un tempo maggiore per il completamento della raccolta dei dati
e per la successiva aggregazione delle unità cartografiche più piccole
("unità territoriali") in un sistema gerarchico che arriva fino ai
"sistemi territoriali" e alle "province territoriali".
Il processo speditivo di individuazione di unità cartografiche a piccola
scala adottato per i sistemi di paesaggio, descritto più avanti, individua
direttamente le unità geografiche di livello superiore, distinguendo poi in
esse un livello più basso di unità geografiche che indicano, in prima
approssimazione, situazioni del territorio complessivamente diverse nell'ambito
dello stesso sistema di paesaggio.
2. METODOLOGIA
DI INDIVIDUAZIONE E DESCRIZIONE
DEI SISTEMI DI PAESAGGIO
2.1.
Individuazione dei sistemi di paesaggio
In questo studio i sistemi di
paesaggio sono stati individuati dettagliando e modificando le unità di
paesaggio proposte da Sestini (1963).
La maggior parte delle modificazioni apportate nella ridelimitazione
delle aree è dovuta principalmente alla scala di lavoro che è molto più
dettagliata. Un'altro cambiamento introdotto rispetto alla classificazione di
Sestini è che la pianura di Firenze, Prato e Pistoia è stata inclusa nel
sistema di paesaggio delle pianure alluvionali e non in quello delle conche
intermontane (tra le quali andrebbe se la si considerasse dal punto di vista
strutturale); ciò è stato fatto perché essa, a differenza delle ultime, è
costituita esclusivamente da depositi alluvionali e pianeggianti.
La definizione delle unità cartografiche è fatta su base litologica
(Bigi et al. 1985) e, talvolta, in base all'intensità di rilievo (Merendi et
al. 1985, 1991).
Le unità cartografiche sono state infine ridelimitate per
interpretazione diretta di un'immagine Landsat della Toscana (Regione Toscana
1988).
Data la scala adottata nello studio, per non determinare un'eccessiva
frammentazione delle unità cartografiche, in vari casi è stato necessario
accorpare unità di territorio di estensione limitata a sistemi di paesaggio in
cui predominano caratteristiche litologiche o del rilievo diverse.
Nell'ambito dei sistemi di paesaggio individuati sono stati distinti vari
"sottosistemi di paesaggio"
che differiscono per posizione geografica o per particolari differenziazioni
nella configurazione complessiva della litologia, della fisiografia e dell'uso
del suolo. Essi vengono definiti "sottosistemi" perché, di regola,
sono costituiti da più unità di paesaggio diverse. Sono stati inoltre
considerati come sottosistemi diversi anche quelle unità cartografiche che in
fase di memorizzazione risultavano come poligoni separati.
I sistemi di paesaggio della Toscana sono:
AP "Appennino":
comprendente le unità di Sestini: 34 = Appennino emiliano (per parte); 35 =
Appennino romagnolo (per parte); 39 = Monti della Liguria marittima (per parte);
43 = Appennino toscano; 45 = Monti e colline dell'Umbria (per parte). In questo
sistema sono stati distinti 19 sottosistemi.
AA "Alpi Apuane":
comprendente l'unità di Sestini: 42 = Alpi Apuane. In questo sistema sono stati
distinti 2 sottosistemi.
RA "Rilievi dell'Antiappennino"
(colline e montagne): comprendente l'unità di Sestini: 54 = Monti e colline
dell'Antiappennino toscano. In questo sistema sono stati distinti 16
sottosistemi.
CP "Colline plioceniche"
(prevalentemente argille e sabbie): comprendente l'unità di Sestini: 53 =
Colline plioceniche della Toscana. In questo sistema sono stati distinti 15
sottosistemi.
RT "Ripiani tufacei":
comprendente l'unità di Sestini: 57 = Ripiani tufacei e colline plioceniche del
Lazio (per parte). In questo sistema non sono stati distinti sottosistemi.
CI "Conche intermontane":
comprendente l'unità di Sestini: 44 = Conche intermontane della Toscana (per
parte). In questo sistema sono stati distinti 8 sottosistemi.
PA "Pianure alluvionali":
comprendente le unità di Sestini: 44 = Conche intermontane della Toscana (per
parte); 58b = Pianure della Toscana settentrionale, pianura alluvionale. In
questo sistema sono stati distinti 5 sottosistemi.
PC "Pianure costiere":
comprendente le unità di Sestini: 58a = Pianure della Toscana settentrionale,
pianura costiera; 59 = Pianure tirreniche bonificate; 60 = Isole, spiagge e
promontori tirrenici (per parte). In questo sistema sono stati distinti 7
sottosistemi.
IP "Isole e promontori":
comprendente l'unità di Sestini: 60 = Isole, spiagge e promontori tirrenici
(per parte). In questo sistema sono stati distinti 11 sottosistemi.
La Carta dei sistemi di paesaggio della Toscana a scala 1:250.000 (Rossi
e Merendi, 1992), da cui sono tratte le illustrazioni di questo studio, è
reperibile (su supporto cartaceo elioriproducibile e su supporto magnetico)
presso l'Area "SIT e cartografia" del Dipartimento delle politiche
territoriali e ambientali.
2.2.
Metodologia della descrizione dei sistemi di paesaggio
I sistemi e i sottosistemi di paesaggio vengono descritti in base alla
frequenza delle caratteristiche prevalenti relative a "clima";
"litologia", "rilievo", "uso del suolo" e
"caratteristiche del paesaggio".
Per i sottosistemi di paesaggio vengono descritti anche la
"degradazione del suolo", gli "altri rischi naturali" e le
"caratteristiche dell'agricoltura".
La descrizione di ciascun sottosistema comprende, quando sono pertinenti,
i seguenti aspetti: "zone interessate"; "principali centri
abitati"; "superficie approssimativa"; "clima";
"litologia"; "rilievo", comprendente "intensità di
rilievo", "fasce altimetriche prevalenti" e "quota min-max";
"uso del suolo"; "degradazione del suolo", comprendente
"erosione", "consumo di territorio per urbanizzazione",
"inondabilità" ed "effetti di degradazione indotti a
valle"; "altri rischi naturali", comprendenti "erosione
della costa", "salinizzazione dei suoli e delle falde
superficiali", "rischio d'incendio" e "danni forestali di
nuovo tipo" (da deposizioni acide e altre fonti d'inquinamento);
"caratteristiche dell'agricoltura", comprendenti "indice di
ruralità", "tipologia azienda-famiglia", "provenienza
reddito aziendale", "superficie aziendale madia", "SAU
media", "numero di corpi dell'azienda" e "indirizzo
colturale prevalente".
Nei vari sottosistemi di paesaggio, le frequenze relative a buona parte
dei parametri sono state analizzate tramite la banca dati dell'Inventario
forestale della Toscana (IFT) (Bianchi e Preto 1984), gli altri parametri invece
sono stati descritti tramite vari studi e documentazioni a disposizione
dell'amministrazione.
L'Inventario forestale della Toscana è costituito da molteplici basi di
dati realizzate con rilevamenti riferiti a una maglia inventariale quadrata
avente 400 m di lato.
Le principali informazioni disponibili nell'IFT sono costituite da:
1) basi di dati "raster" di
parametri rilevati in superfici di 5.000 mq poste nell'intorno del centro della
maglia inventariale: "morfometria" (quota, pendenza, esposizione,
intensità di rilievo), "uso del suolo" (1978 e 1991),
"erosione", "specie forestali prevalenti nei boschi",
"grado di copertura del suolo", ecc., comprendenti anche alcuni
parametri derivati dai precedenti;
2) basi di dati relative a parametri
rilevati al continuo su cartografia 1:25.000: "viabilità",
"idrografia", eccetera.
L'IFT comprende inoltre una fase di rilevamento a terra in aree di saggio
campione dei parametri forestali che caratterizzano i diversi tipi di formazioni
forestali (tipologia del bosco, dendrometria, ecc.); tali informazioni sono
rilevate in aree di saggio di 500 mq situate nell'intorno del centro della
maglia inventariale. Quest'ultimo tipo di informazioni, il cui rilevamento è in
fase di ultimazione, comunque non è stato utilizzato in questo studio.
2.2.1.
Superficie approssimativa
I valori relativi alla superficie dei vari sistemi e sottosistemi sono
calcolati tramite i dati dell'IFT, contando i punti inventariali ricadenti nelle
unità cartografiche e moltiplicando per la superficie della maglia inventariale
che è di 16 ettari (0,16 kmq).
Il livello di approssimazione dei valori risultanti sarà quindi tanto
maggiore quanto più alto sarà il numero dei punti inventariali interessati. La
stessa avvertenza per il livello di approssimazione dei dati, che diminuisce con
la diminuzione delle dimensioni delle unità cartografiche prese in esame, va
tenuta presente anche per tutti gli altri parametri analizzati.
2.2.2. Clima
Per il clima viene segnalata la frequenza dei tipi climatici riportati
nello studio "Regime idrico dei suoli e tipi climatici in Toscana"
(Rustici e Bigi 1984).
La classificazione seguita è quella di C.W. Thornthwaite (Pinna 1977),
che si basa sull'indice di umidità globale "Im", e individua i
seguenti tipi climatici:
A0
"perumido" (Im maggiore o uguale a 100),
B4 "umido"
(Im compreso tra 80 e 100),
B3 "umido"
(Im compreso tra 60 e 80),
B2 "umido"
(Im compreso tra 40-60),
B1 "umido"
(Im compreso tra 20 e 40),
C2
"subumido" (Im compreso tra 0 e 20),
C1
"subumido asciutto" (Im compreso tra -33,3 e 0),
D0
"semiarido" (Im compreso tra -66,6 e -33,3),
E "arido"
(Im compreso tra -100 e -66,6), non presente in Toscana.
2.2.3.
Litologia
Anche le frequenze relative alla litologia sono state analizzate con l'IFT.
Va tenuto presente però che la base di dati relativa alla litologia utilizzata
deriva dalla memorizzazione di una carta a piccola scala, 1:250.000 (Bigi et al.
1985), in cui necessariamente sono stati fatti molti accorpamenti tra le unità
litologiche.
Le categorie litologiche rappresentate nella carta sono:
1)
"spiagge e dune", comprendenti depositi sabbiosi di spiaggia e
dune costiere recenti e attuali;
2)
"depositi alluvionali recenti", comprendenti depositi
alluvionali recenti e attuali, depositi di bonifica, depositi palustri e terreni
torbosi;
3)
"travertini", comprendenti anche i calcari detritico-organogeni;
4)
"depositi alluvionali antichi terrazzati", comprendenti
depositi fluviali, lacustri e marini, antichi e terrazzati;
5)
"conglomerati", comprendenti conglomerati poligenici, con
intercalazioni di sabbie e argille, e brecce sedimentarie poligenetiche;
6)
"argille", comprendenti depositi argillosi di origine
fluvio-lacustre e marina, talora lignitiferi, con intercalazioni di sabbie e
ghiaie;
7)
"sabbie", comprendenti depositi sabbiosi di origine
fluvio-lacustre o marina, con intercalazioni di argille e ghiaie;
8)
"marne e argilliti", comprendenti marne, argilliti,
argilloscisti (argille varicolori, scisti policromi), talvolta con
intercalazioni di altri litotipi;
9)
"arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche", comprendenti arenarie
quarzoso-feldspatiche con intercalazioni di marne e argilliti (Macigno A,
Macigno del Chianti, Pietraforte, Arenarie di M. Senario, Formazione marnoso
arenacea);
10)
"turbiditi con scisti siltosi e marne", comprendenti scisti
siltosi, marne, argilliti e arenarie (Macigno di Londa, Macigno del Mugello,
Macigno B);
11)
"alternanze turbiditiche calcaree", comprendenti alternanze di
calcari, calcareniti, calcari marnosi, marne, brecciole calcaree (Alberese,
calcareniti degli scisti policromi, Brecciole nummulitiche, Formazione di
Sillano);
12)
"calcari massicci", comprendenti calcari massicci o
grossolanamente stratificati, talvolta metamorfosati, con rare intercalazioni
(Marmi, calcari saccaroidi, calcari ceroidi);
13)
"calcari stratificati", comprendenti calcari ben stratificati,
calcari litografici, calcari selciferi, subordinatamente calcareniti e calcari
marnosi (Maiolica, Calcare a Calpionelle);
14)
"calcari stratificati nodulari", comprendenti calcari
stratificati nodulari, calcari marnosi e marne (Rosso ammonitico, Marne a
Posidonia, Calcari ad Avicula);
15)
"Calcare cavernoso", comprendenti calcari cavernosi (calcari e
dolomie vacuolari), dolomie e calcari dolomitici (Grezzoni);
16)
"scisti metamorfici", comprendenti scisti metamorfici, filladi,
anageniti, calcescisti e micascisti (Verrucano, Formazione di Tocchi);
comprendenti inoltre diaspri, radiolariti e scisti silicei;
17)
"rocce ignee intrusive", comprendenti rocce ignee intrusive
acide (graniti, granodioriti, quarzomonzoniti e apliti) e rocce filoniane;
18)
"rocce ignee effusive", comprendenti rocce ignee effusive
acide: ignimbriti, tufi vulcanici e vulcaniti (lipariti, trachiti,
trachiandesiti, quarzolatiti, tefriti fonolitiche;
19)
"rocce ofiolitiche", comprendenti rocce ofiolitiche (diabasi,
gabbri, serpentini, peridotiti) e rocce ignee effusive basiche (trachibasalti,
basaniti, leuciti);
20)
"gessi", comprendenti gessi, anidriti con intercalate argille,
marne e sabbie (Formazione Gessoso-solfifera);
21)
"argilliti scompaginate del Complesso caotico", comprendenti il
Complesso caotico (masse scompaginate a matrice argillosa inglobanti blocchi di
calcari marnosi, brecce ofiolitiche e calcareniti) e il Complesso
indifferenziato (alternanze di argilloscisti "galestri" e calcari
silicei "palombini" talora caoticizzati, con intercalazioni di
arenarie calcaree, calcari marnosi e argilliti).
2.2.4. Rilievo
Il rilievo è stato descritto attraverso i parametri "intensità di
rilievo", "fasce altimetriche prevalenti" e "quota min-max";
tutti e tre i parametri sono stati studiati tramite la banca dati dell'IFT
(Bianchi e Preto 1984).
Intensità
di rilievo
Per "intensità di rilievo" (detta anche "energia di
rilievo") si intende il dislivello presente in una superficie unitaria.
Questo parametro in elaborazioni a piccola scala risulta più utile di altri
parametri caratterizzanti il rilievo, come la quota e la pendenza del versante,
perché fornisce una rappresentazione più efficace degli ambienti generali, con
la loro complessità e variabilità interna.
Come superficie unitaria è stata scelta quella di 1,44 kmq,
corrispondente a 9 pixel della maglia di rilevamento dell'inventario forestale
della Toscana (Merendi et al. 1985, 1991).
La suddivisione in classi dell'intensità di rilievo si è basata sui
seguenti criteri:
-
"intensità di rilievo di pianura" (dislivello 0-20 m); con
questo parametro vengono definite come pianura solo le porzioni di territorio
pianeggiante di sufficiente ampiezza, in pratica ad un punto della maglia è
stata attribuita intensità di rilievo di pianura solo se i punti circostanti
erano tutti pianeggianti. Tale criterio è giustificato dal fatto che le piccole
pianure presenti in alcune valli interne o su alcune porzioni del territorio
collinare e montano presentano comunque problematiche legate alla collina o alla
montagna e non quelle presenti nelle aree di pianura vere e proprie;
-
"intensità di rilievo di collina"; come limite tra intensità
di rilievo collinare e quella montana è stato scelto quello corrispondente a
quei territori dove sono presenti (o possono essere presenti) forme di
agricoltura "produttiva". Vengono distinte la "collina a bassa
intensità di rilievo" (dislivello 21-40 m) e la "collina ad alta
intensità di rilievo" (dislivello 41-150 m);
-
"intensità di rilievo di montagna"; questo tipo intensità di
rilievo contraddistingue territori in cui le problematiche sono di tipo montano e quindi
prevalentemente forestali. In quest'ambito sono state distinte la "montagna
a bassa intensità di rilievo" (dislivello 151-250 m), dove possono ancora
essere trovate forme di agricoltura, anche se molto marginali, la "montagna
a media intensità di rilievo" (dislivello 251-450 m) e la "montagna
ad alta intensità di rilievo" (dislivello maggiore di 450 m),
corrispondente quest'ultima intensità di tipo alpino.
Per intensità di rilievo non sono state riportate le classi poco
frequenti.
Fasce
altimetriche prevalenti
Per quanto riguarda le "fasce altimetriche prevalenti", esse
vengono riportate seguendo l'ordine che va dalle fasce altimetriche di 100 metri
più frequenti a quelle meno frequenti; quando più fasce contigue hanno la
stessa frequenza esse vengono indicate in modo accorpato.
Quota
min-max
Per quanto riguarda la differenza di quota esistente nelle varie unità
cartografiche, "quota min-max", il valore risultante dall'inventario
forestale è stato controllato anche direttamente sulla cartografia.
2.2.3. Uso
del suolo
Per la descrizione dell'uso del suolo è stata utilizzata la base di dati
ottenuta per rilievi a terra nei punti dell'IFT effettuati nel 1991-92 (Goretti
e Merendi 1991). Sono state inoltre date indicazioni relative alla dinamica dei
cambiamenti nell'uso del suolo, confrontando i dati relativi all'uso del suolo
del 1991 con la base di dati ottenuta per interpretazione di foto aeree (a scala
1:33.000) del 1978-79 (Merendi 1985).
Le categorie di uso del suolo adottate sono le seguenti:
-
"aree urbanizzate" (1)
-
"colture erbacee" (2)
-
"colture arboree" (3), che comprendono:
-
"vigneti" (31)
-
"frutteti" (32)
-
"oliveti" (33)
-
"altre colture arboree" (34: vivai, pioppeti e simili)
-
"formazioni forestali" (4), che comprendono:
-
"boschi" (41)
-
"macchia mediterranea, gariga e altri arbusteti e cespuglieti"
(42: è compresa anche la macchia mediterranea a portamento arboreo; nel caso di
assenza di elementi della vegetazione mediterranea, la categoria è indicata
come "arbusteti e cespuglieti")
-
"pascoli" (5)
-
"aree nude" (6)
-
"aree estrattive" (7)
-
"corpi d'acqua" (8: sono comprese anche le aree umide, con
vegetazione palustre)
-
"altro" (X: sono comprese, tra l'altro, le aree non
fotointerpretabili e i punti non classificati per vari motivi).
Nell'ambito della categoria "boschi" sono stati riportati anche
i dati relativi ai "castagneti da frutto".
La dinamica relativa alle varie categorie di uso del suolo è stata
segnalata come "in aumento" o "in diminuzione" solo quando
le variazioni percentuali erano superiori al 2%, in caso contrario non è stata
data nessuna indicazione ritenendo la copertura "costante"; questa
soluzione è stata scelta anche per ovviare alla componente di variazione dovuta
alla diversa sensibilità dei due tipi di rilevamento effettuati.
Per ogni sottosistema di paesaggio è stata riportata anche una tabella
di confronto dell'uso del suolo risultante nei due rilevamenti. Come si è
detto, è importante tenere presente che le differenze tra i valori rilevati
sono anche frutto della diversa sensibilità delle metodologie impiegate. Le
variazioni quindi sono da ritenersi indicative e la loro attribuzione a un
effettivo cambiamento dell'uso del suolo è tanto meno attendibile quanto più
piccole sono le dimensioni del territorio indagato come, ad esempio, nel caso
del sottosistema di paesaggio AP12 (exclave di Badia Tedalda), nel quale la
diversa classificazione di un solo punto inventariale nell'ambito di un
urbanizzato diffuso risulta come un'apparente diminuzione del territorio
urbanizzato.
Va precisato che nel 1991 non sono state rilevate alcune isole (Gorgona,
Capraia, Pianosa, Montecristo e Giannutri) per una superficie di circa 46
chilometri quadrati.
Il confronto dell'uso del suolo nell'intera Toscana e nel sistema di
paesaggio Isole e promontori è stato fatto assumendo che in queste isole l'uso
del suolo non fosse cambiato rispetto al 1978; la superficie interessata è pari
allo 0,2% del territorio regionale e al 9,45%
dell'intero sistema di paesaggio.
2.2.4. Profilo
del paesaggio
Per i sistemi di paesaggio e per i sottosistemi, lo studio delle
caratteristiche del paesaggio è stato approfondito ulteriormente attraverso
un'analisi incrociata dell'uso del suolo (rilevato nel 1991) e dell'intensità
di rilievo.
Il risultato dell'analisi della distribuzione dei tipi di uso del suolo
nelle porzioni di territorio aventi intensità di rilievo "di pianura,
"di collina" e "di montagna", che evidenzia la particolare
prevalenza di determinati tipi nelle diverse condizioni del rilievo, è stato
definito "profilo del paesaggio".
Per i sottosistemi nei quali è stato rilevato l'uso del suolo nel 1991,
la descrizione del profilo del paesaggio è stata effettuata utilizzando i dati
del 1978.
I profili del paesaggio (illustrati anche nei grafici fuori testo), oltre
a mettere in evidenza i caratteri comuni a più sistemi di paesaggio, consentono
di rilevare anche aspetti tipici dei singoli sistemi.
Ad esempio, esaminando le aree urbane, è evidente che esse interessano
in modo significativo le pianure alluvionali e costiere, le conche intermontane
e le isole e promontori; nelle pianure costiere esse si trovano soprattutto
nelle parti di pianura, nelle pianure alluvionali sia in quelle di pianura che
di collina, nelle conche intermontane e nelle isole e promontori soprattutto
nelle parti collinari.
Gli affioramenti rocciosi e le aree estrattive sono presenti
significativamente solo nelle parti montane delle Alpi Apuane e, in misura molto
minore, nelle parti montane delle isole e promontori.
Si può notare come i corpi d'acqua siano presenti significativamente
solo nelle pianure costiere (ovviamente nelle parti di pianura). Le colture
erbacee, che sono più o meno consistenti ovunque, eccetto che nell'Appennino e
nelle Alpi Apuane, sono particolarmente rappresentate nelle pianure alluvionali
e costiere, soprattutto nelle parti di pianura ma anche in collina; nelle conche
intermontane esse sono fortemente presenti sia in pianura che in collina; nelle
colline plioceniche e nei ripiani tufacei, e in misura minore anche nei rilievi
dell'antiappennino e nelle isole e promontori, esse sono presenti in modo
significativo solo nelle parti collinari.
Le colture arboree si trovano in modo significativo soprattutto nelle
parti collinari delle colline plioceniche, dei ripiani tufacei, delle conche
intermontane, dell'Appennino e dei rilievi dell'antiappennino; esse sono
presenti anche nelle parti montane delle Alpi Apuane e in quelle di pianura
delle pianure alluvionali.
La presenza dei pascoli è significativa nelle parti collinari dei
ripiani tufacei, delle colline plioceniche, dei rilievi dell'antiappennino e, in
misura minore delle conche intermontane; essi sono presenti anche nelle parti
montane dell'Appennino e delle Alpi Apuane e, in misura ridotta, nelle parti di
pianura delle pianure costiere.
E' molto evidente la presenza della vegetazione mediterranea soprattutto
nelle isole e promontori, in collina e in montagna; essa è ben rappresentata
anche nei rilievi dell'antiappennino, più nelle parti di collina che in quelle
di montagna; essa si trova anche nelle parti collinari delle colline plioceniche
e, in misura inferiore, nelle parti montane delle Alpi Apuane.
Infine i boschi sono presenti in modo molto rilevante soprattutto nelle
parti montane delle Alpi Apuane e nelle parti montane e, in misura minore,
collinari dell'Appennino; essi sono presenti anche nelle parti collinari e
montane dei rilievi dell'antiappennino e nelle parti collinari dei ripiani
tufacei; si trovano, meno diffusi, anche nelle parti montane e collinari delle
isole e promontori, in quelle collinari delle colline plioceniche e in quelle di
pianura delle pianure costiere (pinete litoranee e altre formazioni boschive).
Nella tabella viene riportata una classificazione dei sistemi e
sottosistemi di paesaggio effettuata in base alle classi prevalenti di intensità
di rilievo, all'uso del suolo prevalente (considerando anche la presenza del
mare per i sottosistemi "costieri" e insulari), agli elementi del
profilo del paesaggio prevalenti e a quelli comunque presenti.
2.2.5.
Caratteristiche del paesaggio
Le caratteristiche del paesaggio che vengono considerate per i vari
sistemi e sottosistemi di paesaggio sono la "eterogeneità dell'uso del
suolo", la "densità di siepi" e la "presenza di
terrazzamenti", analizzandone le frequenze relative tramite la banca dati
dell'Inventario forestale della Toscana (IFT) .
Eterogeneità
dell'uso del suolo
L'analisi dei tipi di uso del suolo presenti in un dato territorio
consente di elaborare un utile indicatore del paesaggio: la "eterogeneità"
dell'uso del suolo, parametro denominato anche come "variabilità" o
"complessità" (es.: Pedroli et al. 1988), il quale rappresenta, alla
scala di rilevamento studiata, una prima approssimazione della "diversità"
dell'ambiente.
Alla base della scelta di questo indicatore sta la considerazione che, a
parità di altri fattori, il "valore" attribuito a un paesaggio
aumenti con l'aumentare della sua eterogeneità. Uno scenario infatti, entro
certi limiti, tende a essere apprezzato di più quanto più è complessa la
struttura dei diversi elementi che lo compongono.
D'altra parte, dal punto di vista ecologico, si ritiene che, a parità di
altri fattori, un paesaggio più eterogeneo, composto da un maggior numero di
tipi di uso del suolo, sia caratterizzato da una maggiore quantità di habitat
diversi, rispondendo alle esigenze di disponibilità di aree contigue per il
rifugio, la pastura, l'accoppiamento e la riproduzione di un numero maggiore di
specie.
Ciò si verifica in primo luogo nelle situazioni di margine tra tipi
principali di uso del suolo (al contatto tra bosco e seminativi, tra aree umide
e rivierasche, ecc.), ma si verifica anche all'interno di questi. Un'area
boscata non omogenea, con tipi diversi di bosco e con gradi diversi di
copertura, infatti offrirà una gamma più diversificata di condizioni alle
specie animali di quella offerta da un'area omogenea; nell'ambito dei terreni
agricoli, d'altra parte, saranno offerte maggiori possibilità di sopravvivenza
e rifugio nelle zone coltivate "a mosaico" con tipi diversi di colture
che in quelle soggette a monocoltura; nella prima situazione infatti gli
animali, nei momenti di maggior disturbo dovuto alle operazioni colturali,
possono passare da un tipo all'altro di coltura .
Per l'eterogeneità dell'uso del suolo, come per la densità di siepi, sono stati elaborati i dati relativi alla base inventariale
del 1978-79 (Rossi et al. 1991; Rossi e Bini 1991).
Il computo è stato effettuato tramite un programma di calcolo che tiene
conto, nell'ambito di 9 pixel dell'inventario (pari a 1,44 kmq), sia delle
singole diverse categorie di uso del suolo sia dei sei tipi principali in cui è
stato suddiviso quest'ultimo: colture erbacee, colture arboree, bosco, pascolo,
rocce nude, acque (non vengono conteggiate le aree urbanizzate e le aree
estrattive).
Si è voluto infatti dare un peso maggiore alla presenza di più tipi
principali di uso del suolo rispetto a quello attribuito a un uguale numero di
categorie appartenenti allo stesso tipo principale (ad esempio: seminativo
semplice, seminativo arborato a vite, ecc.), un paesaggio formato solo da queste
ultime infatti sarebbe caratterizzato da minore eterogeneità.
La classificazione finale dell'eterogeneità è la seguente:
- "bassa eterogeneità" da 2
a 4 punti;
- "media eterogeneità" da 5
a 7 punti;
- "alta eterogeneità" 8 o più
punti.
Nella descrizione dei sistemi e sottosistemi di paesaggio viene indicata
la frequenza delle due classi prevalenti.
Densità
di siepi
Con il termine "siepi" si deve qui intendere l'insieme delle
formazioni vegetali lineari, arboree e/o arbustive (compresi i canneti),
naturali o comunque non soggette a continue operazioni colturali; sono prese in
considerazione comunque anche le "alberature" stradali molto dense, le
cui chiome non presentano soluzione di continuità.
L'importanza ecologica delle siepi è ampiamente nota (es.: Forman e
Godron 1986, AA.VV. 1988, Caporali 1989,
Ferrara e Rossi 1991), esse infatti danno un grande contributo alla diversità
biologica del paesaggio, sia per quanto riguarda le specie vegetali sia per
quanto riguarda le specie animali.
I corridoi ecologici costituiti dalle siepi, che permettono la
comunicazione tra ambienti diversi, assumono una particolare importanza
nell'ambito delle aree ad agricoltura intensiva. In queste aree, prive o quasi
di formazioni boschive, le siepi costituiscono infatti anche l'unico serbatoio
per le varie specie animali e vegetali.
Molto importante, inoltre, è il ruolo che le siepi svolgono nella
valorizzazione estetica del paesaggio (es.: Di Fidio 1990, Pedroli et al. 1988,
Forman e Godron 1986), costituendo elementi importanti di articolazione dello
scenario che conferiscono struttura al paesaggio e lo arricchiscono.
La densità di siepi è stata valutata attraverso lo studio della
"densità di formazioni arboree lineari non colturali" rilevate nell'IFT.
Come si è detto, sono stati elaborati i dati relativi alla base inventariale
del 1978-79.
In tre aree campione con caratteristiche di copertura del suolo molto
diverse è stato effettuato un rilevamento delle "siepi" e una
correlazione tra le due diverse densità (Rossi et al. 1991; Rossi e Bini 1991).
In tal modo è stata resa possibile
l'estrapolazione per tutta la regione della densità di siepi a partire dalla
densità di formazioni arboree lineari.
La densità di siepi viene classificata per le aree non coperte da
formazioni forestali e le classi indicate sono:
- "molto bassa" minore o
uguale a 20 m/ha,
- "bassa" tra 20 e 25 m/ha,
- "media" tra 25 e 30 m/ha,
- "alta" tra 30 e 40 m/ha),
- "molto alta" maggiore o
uguale a 40 m/ha.
Nella descrizione dei sistemi e sottosistemi di paesaggio viene indicata
la frequenza delle varie classi, accorpando le classi "bassa e molto
bassa" e "alta e molto alta". La differenza a 100 dei valori
riportati è rappresentata da formazioni forestali.
2.2.6.
Degradazione del suolo
I processi di degradazione del suolo che vengono descritti per i vari
sottosistemi di paesaggio sono "erosione", "consumo di
territorio", "inondabilità", "effetti di degradazione
indotti a valle" ed "erosione della costa".
Erosione
Per quanto riguarda l'"erosione"
è stata usata la "Carta dell'erosione del suolo in atto" (Regione
Toscana 1992; Rossi et al. 1997). Per la parte settentrionale (compresa la
provincia d'Arezzo a nord di Monte San Savino), non coperta da tale carta, è
stata fatta una stima speditiva dell'erosione per fotointerpretazione.
Nell'ambito delle segnalazioni dell'erosione in atto, i termini riportati
vanno intesi come segue:
-
"erosione media" si riferisce ad aree in cui è presente
erosione idrica incanalata moderata, ossia con presenza di rigagnoli di erosione
poco profondi che possono essere obliterati completamente dalle normali
lavorazioni agricole, oppure in cui sono presenti processi erosivi di massa che
presentano un grado assimilabile di erosione;
-
"erosione severa" si riferisce ad aree in cui è presente
erosione idrica incanalata severa, ossia con prevalenza di rigagnoli o fossi di
erosione profondi (> 30 cm) che non possono essere obliterati dalle normali
lavorazioni agricole e che pongono limitazioni all'uso del suolo, oppure in cui
sono presenti processi erosivi di massa che presentano un grado assimilabile di
erosione; vengono compresi anche i "calanchi poco attivi", ossia le
aree calanchive (in senso lato), comprese le "biancane", in cui vi è
una forte prevalenza della copertura vegetale erbacea o arbustiva;
-
"erosione molto severa" si riferisce alle aree intensamente
denudate e ai "calanchi molto attivi", cioè alle aree calanchive
(s.l.) in cui prevalgono le aree nude.
Consumo
di territorio
Nei vari sottosistemi di paesaggio, le frequenze relative al
"consumo di territorio" "per
urbanizzazione" e "per
attività estrattive" (che comprende cave e discariche, attive e non
attive) vengono analizzate tramite la banca dati dell'Inventario forestale della
Toscana (IFT), confrontando le due basi di dati dell'uso del suolo.
Nell'analisi della dinamica del processo di consumo di territorio è stato effettuato un confronto più dettagliato rispetto a
quello effettuato per le altre categorie di uso del suolo.
Esso infatti è stato classificato come:
- "non frequente" 1-5%,
- "comune" 6-10%,
- "frequente" 11-25%,
- "molto frequente" 26-50%.
La dinamicità dell'espansione urbana è stata così classificata:
- "costante" fra -2% e +2%,
- "in aumento lento" fra +2,1
e +3%,
- "in aumento moderatamente
veloce" fra +3,1 e +6%,
- "in aumento rapido" fra
+6,1% e +9,9%,
- "in aumento molto rapido"
oltre +9,9%
Va segnalato che il computo è stato fatto prescindendo dall'eventuale
parte di urbanizzato obliterata sulle foto aeree.
Inondabilità
Anche per il parametro "inondabilità" è stata usata la
"Carta dell'erosione del suolo in atto" (Regione Toscana 1992; Rossi
et al. 1997) nella quale vengono segnalate anche le aree inondabili soggette a
fenomeni ricorrenti per esondazione o ristagno (meno di 4-5 anni) e quelle
soggette a fenomeni non ricorrenti.
Per la parte settentrionale (compresa la provincia d'Arezzo a nord di
Monte San Savino), non coperta da tale carta, sono state usate le informazioni
contenute nella "Carta delle aree inondabili della Toscana settentrionale e
delle isole" (Regione Toscana 1994).
Effetti
di degradazione indotti a valle
Per quanto riguarda questo tipo di processi sono stati segnalati i
fenomeni di interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua sulla base di
conoscenze dovute a studi vari.
Erosione
della costa
Per il parametro "erosione della costa" sono stati utilizzati i
dati riportati da uno studio specifico effettuato dal Dipartimento ambiente
della Regione Toscana in collaborazione con i Dipartimenti di scienze della
terra e di ingegneria civile dell'università di Firenze (Regione Toscana
1989a). E' stata segnalata quindi erosione "rilevante" o
"moderata" a seconda delle variazioni della linea di costa segnalate
nella cartografia di quello studio.
2.2.7. Altri
rischi naturali
Gli altri rischi naturali descritti per i vari sottosistemi di paesaggio
solo la "salinizzazione dei suoli e delle falde superficiali", il
"rischio d'incendio" e i "danni forestali di nuovo tipo".
Salinizzazione
dei suoli e delle falde superficiali
Per la "salinizzazione dei suoli e delle falde superficiali",
sono state effettuate delle stime sulla base di conoscenze dovute a studi vari,
in particolare di carattere pedologico (Breteler 1983; Schoemaker et al. 1986;
Edafos 1988; Sevink et al. 1988; Agnelli et al. 1991; Van Berghem et al. 1991;
Amm.ne provinciale di Grosseto 1992).
Rischio
d'incendio
Per il "rischio d'incendio" ci si è basati in parte sulla
carta della "Entità del fenomeno degli incendi boschivi in Toscana nel
periodo 1970-1983" (Regione Toscana 1984) e sulla "Carta della
statistica degli incendi" nel periodo 1984-1987 (Regione Toscana 1989b),
elaborate dal dipartimento agricoltura e foreste nell'ambito del Piano operativo
antincendi boschivi. Queste informazioni sono state utilizzate insieme a una
carta inedita che stima il rischio d'incendio basandosi sulla tipologia delle
formazioni forestali e sull'accessibilità del territorio.
Vengono segnalate le classi di rischio
d'incendio "moderato", "severo" e "molto severo".
Danni
forestali di nuovo tipo
Per i "danni forestali di nuovo tipo" (da deposizioni acide e
altre fonti d'inquinamento) è stato preso in considerazione l'inventario
effettuato nel 1990 sul demanio regionale della Toscana (Bussotti et al. 1991),
confrontato con quello effettuato nel 1986 e nel 1987 (Regione Toscana e Società
botanica italiana 1988).
La segnalazione dei danni avviene sulla base della percentuale di piante
danneggiate per cause non note; qui essa è stata raccorpata nelle seguenti
classi:
- "assenti",
- "poco diffusi" < 40%,
- "mediamente diffusi"
40-60%,
- "molto diffusi" > 60%c.
2.2.8
Caratteristiche dell'agricoltura
Per quanto riguarda le caratteristiche dell'agricoltura, sono state
riportate stime su "indice di ruralità"
(rapporto tra popolazione attiva in agricoltura e popolazione attiva totale), "tipologia azienda-famiglia", "provenienza del reddito familiare",
"superficie aziendale media",
"SAU media" (superficie
agraria utilizzata), "numero di corpi dell'azienda" e "indirizzo colturale prevalente" riprese da uno studio
sulla struttura sociale e produttiva delle famiglie e delle aziende agricole,
effettuato con dati del 1981 (Angeli et al. 1987; Valenti 1992).
La classificazione della Toscana in otto zone rurali, che in quello
studio viene effettuata al livello comunale, è stata incrociata con i
sottosistemi di paesaggio. L'analisi critica della distribuzione delle diverse
classi in questi ultimi ha consentito di associare da essi una classe specifica
o di descriverne la variabilità. Va comunque messo in evidenza che i dati
ottenuti sono da considerare puramente indicativi. I valori riportati inoltre
sono i valori medi che figurano nello studio: anche quando è indicato un arco
di variabilità ci si riferisce alla variabilità tra valori medi.
In qualche caso il confronto effettuato ha portato anche alla correzione di alcuni limiti tra sottosistemi di paesaggio.
3. DESCRIZIONE
DEI SISTEMI E SOTTOSISTEMI DI PAESAGGIO
TOSCANA
SUPERFICIE 22.992,48 kmq.
CLIMA
Subumido 46% (C2 31% e C1 15%), umido 37% (B1 17%, B2 9%, B4 6% e B3 5%),
perumido 16% e semiarido 1%.
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta
46%, bassa 7%) e montana (bassa 21%, media 12%, alta 1%); subordinatamente di
pianura (13%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m
(22%), 100-300 m (32%), 300-500 m (22%), 500-700 m (11%), 700-900 m (7%),
900-2.100 m (6%).
Quota min-max: 0-2.054 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (47% in aumento; di cui boschi 39%: castagneti da
frutto 1%) e colture agrarie (35% in diminuzione; di cui colture arboree 9%,
oliveti 5%); subordinatamente pascoli (10%) e aree urbanizzate (5% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (23%: castagneti da frutto 1%) e di collina (16%) e
colture erbacee di collina (17%); subordinatamente colture erbacee di pianura
(7%), pascoli di collina (7%) e colture arboree di collina 6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 46%, bassa 29%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
17%, media 5%, alta e molto alta 36%.
Presenza di terrazzamenti: 1,5%.
SISTEMA DI PAESAGGIO AP = APPENNINO
ZONE INTERESSATE
Catene montuose della Lunigiana, della Garfagnana, della Lucchesia, della
Val di Nievole, della Montagna Pistoiese, del Mugello, dell'Alto Mugello, del
Pratomagno, del Casentino, della Valtiberina, dell'Alpe di Poti, della zona di
Cortona, del Monte Albano, del Chianti e della zona di Civitella in Val di
Chiana.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Abetone, Arezzo (per parte), Badia Tedalda, Bagni di Lucca, Bagno a Ripoli
(p.p.), Bagnone, Barga (p.p.), Borgo a Mozzano, Buggiano, Calenzano (p.p.),
Cantagallo, Capolona, Caprese Michelangelo, Carmignano, Carrara (p.p.), Casaglia,
Casola in Lunigiana, Castel S.Niccolò, Castellina in Chianti, Castiglione di
Garfagnana, Castiglion Fiorentino, Cavriglia, Chitignano, Chiusi della Verna,
Civitella in Val di Chiana, Comano, Coreglia Antelminelli, Cortona, Cozzile,
Cutigliano, Dicomano, Fiesole, Firenze (p.p.), Firenzuola, Fivizzano,
Fosciandora, Fosdinovo, Gaiole in Chianti, Gallicano (p.p.), Giuncugnano, Greve
in Chianti, Impruneta, Incisa in Valdarno (p.p.), Lamporecchio (p.p.), Larciano
(p.p.), Lastra a Signa (p.p.), Licciana Nardi (p.p.), Londa, Loro Ciuffenna
(p.p.), Lucca (p.p.), Lucignano, Marliana, Marradi, Massa (p.p.), Massa (PT),
Molazzana, Monsummano Terme (p.p.), Montale (p.p.), Monte San Savino (p.p.),
Montecatini Terme (p.p.), Montemignaio, Montemurlo (p.p.), Mulazzo, Ortignano,
Palazzuolo sul Senio, Pelago, Pergine Valdarno, Pescia (p.p.), Pian di Scò
(p.p.), Piazza al Serchio, Pieve S.Stefano, Pistoia (p.p.), Piteglio, Podenzana,
Poggio a Caiano (p.p.), Pontassieve, Pontremoli (p.p.), Poppi (p.p.), Prato
(p.p.), Pratovecchio (p.p.), Quarrata (p.p.), Radda in Chianti, Raggiolo,
Rapolano Terme (p.p.), Rassina, Rufina, S.Godenzo, S.Marcello Pistoiese, San
Piero a Sieve, San Romano in Garfagnana, Sanbuca Pistoiese, Scandicci (p.p.),
Serravalle Pistoiese, Serre di Rapolano, Sestino, Sesto Fiorentino (p.p.), Signa
(p.p.), Sillano, Sinalunga (p.p.), Stia, Subbiano, Talla, Tresana, Vaglia,
Vernio, Villa Basilica, Vinci (p.p.), Zeri.
SUPERFICIE 7.619 kmq.
CLIMA
Umido 48% (B1 16%, B3 11%, B4 11% e B2 10%), perumido 41% e subumido 11% (C2 10%
e C1 1%).
LITOLOGIA
Variabile, arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (46%), turbiditi con
scisti siltosi e marne (18%) e alternanze turbiditiche calcaree (15%);
subordinatamente argilliti scompaginate del Complesso caotico (11%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (bassa
40%, media 28%) e collinare (alta 32%).
Fasce altimetriche prevalenti: 600-800
m (19%), 300-600 m (40%), 200-300 m (9%), 800-1.000 m (13%), 0-200 m (7%),
1.000-2.100 (11%).
Quota min-max: 11-2.054 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (70% in aumento; di cui boschi 66%: castagneti da
frutto 3%); subordinatamente colture agrarie (17% in diminuzione; di cui colture
arboree 10% in aumento, oliveti 7% in aumento) e pascoli (9%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (51%: castagneti da frutto 3%) e di collina (15%);
subordinatamente colture arboree di collina (7%) e pascoli di montagna (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 52%, alta 26%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 2%, media 1%, alta e molto
alta 32%.
Presenza di terrazzamenti: 4%.
Sottosistema di paesaggio AP1
Dorsale occidentale della Lunigiana
ZONE INTERESSATE
Dorsale occidentale della Lunigiana, da M. Molinatico a Massa.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Borghetto di Vara (per parte), Carrara (p.p.), Casola in Lunigiana (p.p.),
Cervara, Fosdinovo, Massa (p.p.), Monzone (p.p.), Mulazzo, Podenzana, Tresana,
Zeri.
SUPERFICIE 422 kmq.
CLIMA
Perumido 83% e umido 17% (B2 12%, B3 4% e B2 1%).
LITOLOGIA
Arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (52%) e argilliti scompaginate del
Complesso caotico (21%); subordinatamente alternanze turbiditiche calcaree
(17%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (bassa 43%, media 41%);
subordinatamente collinare (alta 15%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-400
m (30%), 400-600 m (22%), 100-200 m (10%), 600-900 m (23%), 0-100 m (4%),
900-1.600 m (10%).
Quota min-max: 22-1.555 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (75% in aumento; di cui boschi 72%: castagneti da
frutto 6% in aumento); subordinatamente colture agrarie (9% in diminuzione; di
cui colture arboree 5% in aumento, oliveti 3%) e pascoli (10%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (65%: castagneti da frutto 6%); subordinatamente pascoli
di montagna (8%) e boschi di collina (7%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 48%, bassa 29%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
1%, media 1%, alta e molto alta 27%.
Presenza di terrazzamenti: 9%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente da media a severa, in particolare a nord e nelle parti
alte.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (4%) in
aumento lento.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Magra, T. Verde, T. Betigna, T. Gordana, T. Teglia, T.
Geriola, F.so Osca, T. Penola, T. Aulella, T. Bardine e T. Lucido; fenomeni non
ricorrenti lungo il F.so Carrione.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20% in genere, < 10% a Carrara.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (39-53%, i valori più alti verso Carrara) e a tempo pieno (29-33%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (42%) ed extraziendale (30%) in genere, extraziendale (43%) e
aziendale (32%) a Carrara.
Superficie aziendale media: 14 ha in
genere, 5 ha a Carrara.
SAU media: 6 ha in genere, 3 ha a Carrara.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(40%) e 2-3 (35%) in genere, 1 (50%) e 2-3 (40%) a Carrara.
Indirizzo colturale prevalente: in genere foraggere (52%), cereali
(48%) e colture arboree (20%), tra le quali prevale l'olivo; a Carrara cereali
(48%) e colture arboree (28%), tra le quali prevale la vite.
Sottosistema di paesaggio AP2
Dorsale orientale della Lunigiana
ZONE INTERESSATE
Dorsale orientale della Lunigiana, da M. Molinatico a M. La Nuda.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Bagnone, Bratto, Casola in Lunigiana (per parte), Comano, Crespiano,
Fivizzano, Gravagna Montale, Licciana Nardi (p.p.), Pontremoli
(p.p.), Rocca Sigillina, Sassalbo.
SUPERFICIE 405 kmq.
CLIMA
Perumido 90% e umido B4 10%.
LITOLOGIA
Arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (43%) e alternanze turbiditiche
calcaree (37%); subordinatamente argilliti scompaginate del Complesso caotico
(13%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (media
50%, bassa 33%, alta 10%).
Fasce altimetriche prevalenti: 400-700
m (37%), 700-800 m (12%), 800-1.000 m (17%), 300-400 m (9%), 100-300 m (5%), 1.000-2.000 m (19%).
Quota min-max: 175-1.906 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (76% in aumento; di cui boschi 74% in aumento:
castagneti da frutto 5% in aumento); subordinatamente pascoli (15%) e colture
agrarie (5% in diminuzione; di cui colture arboree 4% in aumento, oliveti 3%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (70%: castagneti da frutto 5%); subordinatamente pascoli
di montagna (14%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 57%, bassa 25%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
1%, alta e molto alta 28%.
Presenza di terrazzamenti: 7%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente da media a molto severa, in particolare a nord e nelle
parti alte.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (1%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Magra, T. Magriola, T. Caprio, T. Redivalle, T. Bagnone,
T. Ciniglia, T. Tanerone, T. Rosaro, T. Mommio e T. Aulella.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a molto severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (39%) e a tempo pieno (33%).
Provenienza reddito aziendale: aziendale (42%) ed extraziendale
(30%).
Superficie aziendale media: 14 ha.
SAU media: 6 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(57%) e 2-3 (25%).
Indirizzo colturale prevalente: foraggere (52%) e cereali (28%).
Sottosistema di paesaggio AP3
Rilievi della Garfagnana e versante destro della Val di Lima
ZONE INTERESSATE
Catene montuose della Garfagnana e del versante settentrionale della Val di
Lima.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Abetone, Bagni di Lucca (per parte), Barga (p.p.), Borgo a Mozzano (p.p.),
Camporgiano, Casola in Lunigiana (p.p.), Castiglione di Garfagnana, Coreglia
Antelminelli, Cutigliano, Fosciandora, Gallicano (p.p.), Giuncugnano, La Lima
(p.p.), Lucignana, Molazzana, Montefegatesi, Piazza al Serchio, Popiglio (p.p.),
S.Cassiano, San Romano in Garfagnana, Sillano, Sommocolonia, Tereglio, Villa
Collemandina.
SUPERFICIE 666 kmq.
CLIMA
Perumido 100%.
LITOLOGIA
Arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (63%) e marne e argilliti (7%);
subordinatamente argilliti scompaginate del Complesso caotico (7%) e calcari
stratificati (6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (media
57%, bassa 31%, alta 6%).
Fasce altimetriche prevalenti: 600-900
m (28%), 400-600 m (16%), 900-1.300 m (29%), 1.300-2.100 m (19%), 0-300 m (7%).
Quota min-max: 72-2.054 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (77%; di cui boschi 76% in aumento: castagneti da
frutto 7% in aumento); subordinatamente pascoli (15% in aumento) e colture
agrarie (5% in diminuzione; di cui colture arboree, vigneti, 1%)
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (74%: castagneti da frutto 7%); subordinatamente pascoli
di montagna (13%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 49%, bassa 36%.
Densità di siepi: alta e molto alta
25%.
Presenza di terrazzamenti: 4%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente da media a severa, in particolare a nord e nelle parti
alte.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo F. Serchio, T. Serchio di Sovaggio, Fiume a Corte, T. Edron, T. di
Castiglione, T. Corsonna, T. Ania, T. Fegana, T. Lima, R. Maggiore e R. Botre.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a molto severo.
Danni forestali di nuovo tipo:
da mediamente a molto diffusi, in particolare nella zona di M. Rondinaio,
in forte aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: in genere < 10%, nel versante settentrionale della
Garfagnana 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di autoconsumo e a tempo pieno,
rispettivamente 63% e 25% in genere e 39% e 33% nel versante nord della
Garfagnana.
Provenienza reddito aziendale:
extraziendale (35%) e da pensione (35%) in genere, aziendale (42%) ed
extraziendale (30%) nel versante nord della Garfagnana.
Superficie aziendale media: 11-14 ha.
SAU media: 5-6 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(40-57%) e 2-3 (25-35%), con maggior frammentazione (> 3) nel versante nord
della Garfagnana.
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (36-52%), con valori più alti nel versante nord della Garfagnana,
cereali (28-34%), tra le colture arboree prevale la vite.
Sottosistema di paesaggio AP4
Dorsale compresa tra Val di Lima e Val di Nievole
ZONE INTERESSATE
Le Pizzorne e dorsale compresa tra Val di Lima e Val di Nievole.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Aquilea, Bagni di Lucca (per parte), Benabbio, Borgo a Buggiano (p.p.),
Borgo a Mozzano (p.p.), Buggiano, Campotizzoro (p.p.), Cireglio, Collodi,
Cozzile, Femminamorta, La Lima (p.p.), Le Grazie, Lucca (p.p.), Lucchio,
Marliana, Massa (PT), Momigno, Montagnana, Montecatini Terme (p.p.), Montecatini
Alto, Ombreglio, Pescia (p.p.), Piaggiori (p.p.), Piastre, Piteccio (p.p.),
Piteglio, Ponte a Moriano, Popiglio (p.p.), Prunetta, S.Marcello Pistoiese
(p.p.), Serravalle Pistoiese, Villa Basilica.
SUPERFICIE 484 kmq.
CLIMA
Perumido 67% e umido 33% (B3 14%, B4 13% e B2 6%.
LITOLOGIA
Arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (76%); subordinatamente alternanze
turbiditiche calcaree (9%), marne e argilliti (5%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (bassa
41%, media 36%) e subordinatamente collinare (alta 22%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-800 m
(83%), 800-900 m (8%), 900-1.000 m (6%), 1.000-1.200 m (3%).
Quota min-max: 11-1.176 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (74% in aumento; di cui boschi 74% in aumento:
castagneti da frutto 3% in diminuzione); subordinatamente colture agrarie (18%;
di cui colture arboree 14% in aumento, oliveti 12% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (63%: castagneti da frutto 3%) e di collina (10%);
subordinatamente colture arboree di montagna (8%) e di collina (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 49%, bassa 33%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
1%, media 1%, alta e molto alta 27%.
Presenza di terrazzamenti: 7%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente da media a severa, in particolare a ovest.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (4%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Serchio, T. Lima e T. Pescia di Collodi; fenomeni non
ricorrenti lungo il T. Freddana.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a molto severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10% in genere, 10-20% a Villa Basilica, Pescia e
Marliana.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo e a tempo pieno, rispettivamente 53-63% e 25-29% in genere, e 39-40%
e 33-40% a Villa Basilica, Pescia e Marliana.
Provenienza reddito aziendale:
extraziendale (35-43%) e aziendale (30-32%) in genere, aziendale (42-45%) ed
extraziendale (42-45%) a Villa Basilica, Pescia e Marliana.
Superficie aziendale media: 5 ha nella
parte bassa dei versanti affacciati sulle pianure, 10-14 ha nelle altre zone.
SAU media: 3 ha nella parte bassa dei
versanti affacciati sulle pianure, 5-7 ha nelle altre zone.
Numero di corpi dell'azienda: 1
(36-50%) e 2-3 (35-40%) nella parte bassa dei versanti affacciati sulle pianure
e nella valle del Pescia; > 3 (40-57%) e 2-3 (25-35%) nelle altre zone.
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (34-48%), foraggere (15-25%) e colture arboree (24-28%), con prevalenza
della vite, nella parte bassa dei versanti affacciati sulle pianure e nella
valle del Pescia; foraggere (36-52%, con valori più alti a Villa Basilica e
Marliana), cereali (28-34%) e colture arboree (20-28%), con prevalenza
dell'olivo, nelle altre zone.
Sottosistema di paesaggio AP5
Rilievi nord orientali della Montagna Pistoiese e Val di Bisenzio
ZONE INTERESSATE
Rilievi nord orientali della Montagna Pistoiese, dal Corno alle Scale a M.
Bucciana, e Val di Bisenzio.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Cantagallo, Campo Tizzoro (per parte), Fornacelle (p.p.), Gavinana, Lizzano,
Maresca, Montale (p.p.), Montemurlo (p.p.), Montepiano, Pistoia (p.p.), Piteccio
(p.p.), Ponzano, Pracchia, Prato (p.p.), Sambuca Pistoiese, S.Marcello Pistoiese
(p.p.), Vaiano (p.p.), Vernio (p.p.).
SUPERFICIE 462 kmq.
CLIMA
Perumido 83% e umido 17% (B4 10%, B2 5% e B3 2%.
LITOLOGIA
Turbiditi con scisti siltosi e marne (59%) e arenarie turbiditiche
quarzoso-feldspatiche (30%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (media
53%, bassa 37%) e subordinatamente collinare (alta 10%).
Fasce altimetriche prevalenti:
600-1.000 m (46%), 1.000-1.100 m (8%), 200-600 m (29%), 0-200 m (7%),
1.100-1.900 m (9%).
Quota min-max: 66-1.832 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (81%; di cui boschi 80% in aumento: castagneti da
frutto 4%); subordinatamente pascoli (8%) e colture agrarie (7% in diminuzione;
colture arboree 6%, oliveti 6% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (76%: castagneti da frutto 4%); subordinatamente pascoli
di montagna (7%) e boschi di collina (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 49%, bassa 30%.
Densità di siepi: alta e molto alta 21%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (3%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo T. Volata, T. Orsigna e F. Bisenzio; fenomeni non
ricorrenti lungo il T. Bagnolo e il T. Bardena.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a severo.
Danni forestali di nuovo tipo: molto
diffusi, in particolare nella zona di M. La Croce.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (63%) e a tempo pieno (25%).
Provenienza reddito aziendale:
extraziendale (35%), da pensione (35%).
Superficie aziendale media: 11 ha.
SAU media: 5 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(40%) e 2-3 (35%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (36%), cereali (34%) e colture arboree (28%), in prevalenza olivo.
Sottosistema di paesaggio AP6
Rilievi nord occidentali del Mugello e dell'Alto Mugello
ZONE INTERESSATE
Rilievi nord occidentali del Mugello e dell'Alto Mugello, dal passo della
Raticosa alla valle del T. Stura.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Bruscoli, Cornacchiaia, Firenzuola, Montecarelli, Pagliana, Panna,
Pietramala, S.Lucia, Traversa.
SUPERFICIE 214 kmq.
CLIMA
Perumido 50% e umido 50% (B4 39%, B3 9% e B2 2%.
LITOLOGIA
Argilliti scompaginate del Complesso caotico (58%) e turbiditi con scisti
siltosi e marne (18%); subordinatamente arenarie turbiditiche
quarzoso-feldspatiche (16%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (bassa 46%, media 7%) e collinare
(alta 46%).
Fasce altimetriche prevalenti: 500-600
m (19%), 600-800 m (31%), 400-500 m (14%), 800-1.000 m (22%), 1.000-1.300 m
(8%), 200-400 m (5%).
Quota min-max: 250-1.290 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (58% in aumento; di cui boschi 47% in aumento:
castagneti da frutto 1%) e pascoli (36%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (28%: castagneti da frutto 1%) e di collina (19%),
pascoli di collina (19%) e di montagna (17%); subordinatamente arbusteti e
cespuglieti di montagna (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 55%, alta 32%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
10%, media 3%, alta e molto alta 39%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a severa.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (3%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo F. Santerno, F.so Risano, T. Diaterna e T. Violla.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente severo, nell'area compresa tra M. Citerna e
Barberino di Mugello.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di autoconsumo (39%) e a tempo pieno
(33%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (42%) ed extraziendale (30%).
Superficie aziendale media: 14 ha.
SAU media: 6 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(57%) e 2-3 (25%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (52%) e cereali (28%).
Sottosistema di paesaggio AP7
Rilievi dell'Alto Mugello e dell'Alpe di San Benedetto
ZONE INTERESSATE
Versante nord orientale dell'Alto Mugello e dell'Alpe di S.Benedetto.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Badia di Susiniana, Bibbiana Coniale, Casaglia, Castro S.Martino, Corella,
Dicomano (per parte), Gattaia, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Petrognano,
Piancaldoli, Piedimonte, Popolano, Razzuolo, Ronta (p.p.), S.Godenzo (p.p.),
S.Pellegrino, Villore.
SUPERFICIE 626 kmq.
CLIMA
Umido 65% (B4 37%, B3 22%, B1 3% e B2 3%) e perumido 35%.
LITOLOGIA
Arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (86%) e subordinatamente
turbiditi con scisti siltosi e marne (10%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (bassa 53%, media 35%) e subordinatamente
collinare (alta 12%).
Fasce altimetriche prevalenti: 500-800
m (51%), 800-900 m (13%), 900-1.000 m (10%), 400-500 m (13%), 1.000-1.300 m (5%), 100-400 m (7%).
Quota min-max: 150-1.241 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (85% in aumento; di cui boschi 81% in aumento:
castagneti da frutto 7% in aumento); subordinatamente pascoli (10%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (73%: castagneti da frutto 6%); subordinatamente pascoli
di montagna (8%) e boschi di collina (7%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo:
media 52%, bassa 30%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
1%, alta e molto alta 28%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a severa, in particolare a nord e nelle parti alte.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (1%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo F. Santerno, T. Senio e F. Lamone; fenomeni non ricorrenti sul F. Sieve.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a severo.
Danni forestali di nuovo tipo: da poco
a molto diffusi, in particolare nella zona di M. Faggiola e tra Firenzuola e
Palazzuolo sul Senio, in aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di autoconsumo (39%) e a tempo pieno
(33%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (42%) ed extraziendale (30%).
Superficie aziendale media: 14 ha.
SAU media: 6 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(57%) e 2-3 (25%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (52%) e cereali (28%).
Sottosistema di paesaggio AP8
Monti della Calvana e dorsale tra Mugello e Firenze
ZONE INTERESSATE
Monti della Calvana e dorsale tra Mugello e Firenze, M. Morello e M. Giovi.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Bivigliano, Caldine, Calenzano (per parte), Carraia, Compiobbi, Dicomano
(per parte), Faltona, Fiesole, Firenze (p.p.), Le Sieci, Molino del Piano,
Montebonello, Pian di Bartolo, Pian di Mugnone, Pontassieve, Prato (p.p.),
Pratolino, San Piero a Sieve (p.p.), Santa Brigida, Sesto Fiorentino (p.p.),
Vaglia, Vaiano (p.p.), Vernio (p.p.).
SUPERFICIE 574 kmq.
CLIMA
Umido 86% (B4 40%, B1 22%, B2 21% e B3 3%), subumido C2 10% e perumido 4%.
LITOLOGIA
Variabile, alternanze turbiditiche calcaree (33%), turbiditi con scisti
siltosi e marne (23%) e argilliti scompaginate del Complesso caotico (21%);
subordinatamente arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (11%), marne e
argilliti (6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (bassa 45%, media 16%) e collinare (alta
38%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-500
m (61%), 500-600 m (13%), 100-200 m (12%), 600-700 m (6%), 0-100 m (4%), 700-1.000 m (4%).
Quota min-max: 57-992 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (61% in aumento; di cui boschi 57% in aumento:
castagneti da frutto 1%) e colture agrarie (25%; di cui colture arboree 16% in
aumento, oliveti 14% in aumento); subordinatamente pascoli (8% in diminuzione) e
aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (40%: castagneti da frutto 1%) e di collina (16%);
subordinatamente colture arboree di montagna (8%) e di collina (8%), colture
erbacee di collina (6%) e pascoli di montagna (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 49%, alta 42%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 2%, media 1%, alta e molto
alta 40%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente da media a severa, in particolare nel versante del
Mugello.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (5%) in
aumento lento.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo F. Sieve, T. Marina e T. Faltona; fenomeni non ricorrenti lungo F. Arno,
F. Bisenzio e T. Fistona.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a molto severo.
Danni forestali di nuovo tipo: da
mediamente a molto diffusi, in particolare nella zona di M. Morello, in forte
aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (63%) e a tempo pieno (25%).
Provenienza reddito aziendale: extraziendale (35%), da pensione
(35%).
Superficie aziendale media: 11 ha.
SAU media: 5 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(40%) e 2-3 (35%).
Indirizzo colturale prevalente: foraggere (36%), cereali (34%) e
colture arboree (28%), in prevalenza olivo.
Sottosistema di paesaggio AP9
Dorsale del Pratomagno e del M. Falterona
ZONE INTERESSATE
Pratomagno e versante occidentale del M. Falterona.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Borselli, Capolona (per parte), Castel S.Niccolò, Consuma, Castagno
d'Andrea, Dicomano (p.p.), Donnini, Faltona, Londa, Loro Ciuffenna (p.p.),
Montemignaio, Ortignano, Pelago, Pian di Scò (p.p.), Poppi (p.p.), Pratovecchio
(p.p.), Raggiolo, Rassina (p.p.), Rufina, S.Francesco, S.Godenzo (p.p.),
Sant'Ellero, Stia (p.p.), Talla, Tosi.
SUPERFICIE 796 kmq.
CLIMA
Umido 61% (B2 23%, B4 19%, B3 14% e B1 5%), perumido 38% e subumido C2 1%.
LITOLOGIA
Arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (58%) e turbiditi con scisti
siltosi e marne (28%); subordinatamente argilliti scompaginate del Complesso
caotico (6%) e alternanze turbiditiche calcaree (5%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (bassa 49%, media 30%) e subordinatamente
collinare (alta 20%).
Fasce altimetriche prevalenti: 400-700
m (37%), 700-1.000 m (31%), 300-400 m (9%), 1.000-1.700 m (17%), 0-300 m (6%).
Quota min-max: 85-1.658 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (79% in aumento; di cui boschi 73% in aumento:
castagneti da frutto 3% in diminuzione); subordinatamente colture agrarie (12%
in diminuzione; di cui colture arboree 6%, oliveti 4%) e pascoli (6% in
diminuzione).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (63%: castagneti da frutto 2%); subordinatamente boschi
di collina (10%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 55%, alta 25%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
1%, media 1%, alta e molto alta 28%.
Presenza di terrazzamenti: 4%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente da media a severa, in particolare nei versanti del
Casentino e della Val di Sieve.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Sieve, T. Moscia e F.so Grande; fenomeni non ricorrenti
lungo F. Arno, T. Staggia, T. Solano, T. Rifiglio, T. Teggina, T. Salutio, F.so
Roille.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a molto severo.
Danni forestali di nuovo tipo: da poco
a molto diffusi, in particolare nella zona del Pratomagno, in aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (39%) e a tempo pieno (33%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (42%) ed extraziendale (30%).
Superficie aziendale media: 14 ha.
SAU media: 6 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(57%) e 2-3 (25%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (52%) e cereali (28%), tra le colture arboree prevale l'olivo.
Sottosistema di paesaggio AP10
Dorsali dell'Alpe di Catenaia e dell'Alpe di Serra
ZONE INTERESSATE
Alpe di Catenaia, Alpe di Serra e Foresta di Camaldoli.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Badia Prataglia, Capolona (per parte), Caprese Michelangelo, Chitignano,
Chiusi della Verna, Corsalone (p.p.), Moggiona, Partina (p.p.), Pieve S.Stefano
(p.p.), Ponte alla Piera, Pratovecchio (p.p.), Rassina (p.p.), Stia (p.p.),
Subbiano, Valsavignone.
SUPERFICIE 502 kmq.
CLIMA
Umido 66% (B2 24%, B4 23%, B3 16% e B1 3%) e perumido 34%.
LITOLOGIA
Variabile, turbiditi con scisti siltosi e marne (38%), arenarie turbiditiche
quarzoso-feldspatiche (25%) e alternanze turbiditiche calcaree (16%);
subordinatamente argilliti scompaginate del Complesso caotico (13%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (bassa 52%, media 23%) e subordinatamente
collinare (alta 25%).
Fasce altimetriche prevalenti: 500-800
m (41%), 400-500 m (11%), 800-1.100 m (30%), 200-400 m (7%) e 1.100-1.600 m
(11%).
Quota min-max: 245-1.520 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (70% in aumento; di cui boschi 65% in aumento:
castagneti da frutto 4%); subordinatamente pascoli (17% in aumento) e colture
agrarie (9% in diminuzione; colture arboree 1%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (55%: castagneti da frutto 4%) e di collina (11%);
subordinatamente pascoli di montagna (11%) e di collina (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 56%, alta 29%.
Densità di siepi: alta e molto alta
34%.
Presenza di terrazzamenti: 6%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente da media a molto severa, in particolare nelle zone a
nord e a est.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Arno, T. Rassina, F. Tevere, T. Fiumidello, T. Corsalone
e T. Singerna; fenomeni non ricorrenti lungo T. Archiano, T. Staggia e T. La
Chiassa.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a severo.
Danni forestali di nuovo tipo: da
assenti a molto diffusi, in particolare nella zona del passo dei Mandrioli, in
aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di autoconsumo (39%) e a tempo pieno
(33%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (42%) ed extraziendale (30%).
Superficie aziendale media: 14 ha.
SAU media: 6 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(57%) e 2-3 (25%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (52%) e cereali (28%).
Sottosistema di paesaggio AP11
Rilievi dell'Alpe della Luna e del Simoncello
ZONE INTERESSATE
Alpe della Luna e zona di Sestino.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Badia Tedalda, Pieve S.Stefano (per parte), Sestino.
SUPERFICIE 338 kmq.
CLIMA
Perumido 68%, umido 26% (B4 9%, B1 6%, B2 6% e B3 5%) e subumido C2 6%.
LITOLOGIA
Variabile, turbiditi con scisti siltosi e marne (29%), arenarie turbiditiche
quarzoso-feldspatiche (26%) e alternanze turbiditiche calcaree (24%);
subordinatamente argilliti scompaginate del Complesso caotico (9%) e marne e
argilliti (9%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (bassa 50%, media 17%) e collinare (alta
33%).
Fasce altimetriche prevalenti: 600-900
m (53%), 900-1.100 m (22%), 400-600 m (20%), 300-400 m (3%), 1.100-1.500 m (3%).
Quota min-max: 331-1.459 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (57%; di cui boschi 56%) e pascoli (30% in aumento);
subordinatamente colture agrarie (8% in diminuzione; colture arboree 1%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (44%) e pascoli di montagna (16%) e di collina (14%);
subordinatamente boschi di collina (11%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 56%, alta 24%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
3%, media 1%, alta e molto alta 36%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a molto severa.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo il F. Tevere e il F. Marecchia.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a moderato.
Danni forestali di nuovo tipo: da poco
a molto diffusi, in particolare nella zona dell'Alpe della Luna, in lieve
aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di autoconsumo (39%) e a tempo pieno
(33%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (42%) ed extraziendale (30%).
Superficie aziendale media: 14 ha.
SAU media: 6 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(57%) e 2-3 (25%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (52%) e cereali (28%).
Sottosistema di paesaggio AP12
Exclave di Badia Tedalda
ZONE INTERESSATE
Exclave del comune di Badia Tedalda lungo il F. Marecchia.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Ca' Raffaello.
SUPERFICIE 15 kmq.
CLIMA
Perumido 100%.
LITOLOGIA
Arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (86%); subordinatamente depositi
alluvionali recenti (14%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (bassa 45%, media 30%); subordinatamente
collinare (alta 20%).
Fasce altimetriche prevalenti: 400-500
m (33%), 500-600 m (31%), 600-800 m (31%), 300-400 m (4%), 800-900 m (1%).
Quota min-max: 378-839 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (51% in diminuzione; di cui boschi 50% in diminuzione)
e pascoli (30% in aumento); subordinatamente colture agrarie (10% in
diminuzione; colture arboree assenti) e corpi d'acqua (8% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi (43%) e pascoli di montagna (26%); subordinatamente boschi di collina
(7%) e colture erbacee di montagna (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: alta 46%, media 37%.
Densità di siepi: media 2%, alta e molto alta 40%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a molto severa.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (3%)
costante;
per attività estrattive: non
frequente (1%).
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (39%) e a tempo pieno (33%).
Provenienza reddito aziendale: aziendale (42%) ed extraziendale
(30%).
Superficie aziendale media: 14 ha.
SAU media: 6 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(57%) e 2-3 (25%).
Indirizzo colturale prevalente: foraggere (52%) e cereali (28%).
Sottosistema di paesaggio AP13
Rilievi dell'Alpe di Poti e dell'Alta S. Egidio
ZONE INTERESSATE
Alpe di Poti e Alta S.Egidio.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Arezzo (per parte), Camucia (p.p.), Castiglion Fiorentino (p.p.), Cortona,
Montecchio (Castiglion F.no, p.p.), Olmo (p.p.), Padonchia, Palazzo del Pero,
Puliciano (p.p.), Rigutino (p.p.), San Polo, Sant'Andrea di Sorbello, Tregozzano
(p.p.).
SUPERFICIE 547 kmq.
CLIMA
Umido 84% (B2 45%, B1 21% e B3 18%) e subumido 16% (C2 10% e C1 6%).
LITOLOGIA
Turbiditi con scisti siltosi e marne (49%) e arenarie turbiditiche
quarzoso-feldspatiche (41%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (bassa 51%, media 16%) e collinare (alta
32%).
Fasce altimetriche prevalenti: 300-600
m (61%), 600-700 m (17%), 700-800 m (9%), 200-300 m (7%), 800-1.100 m (6%).
Quota min-max: 254-1.082 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (70% in aumento; di cui boschi 63% in aumento:
castagneti da frutto 5% in aumento) e colture agrarie (25%; di cui colture
arboree 11%, oliveti 8%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (50%: castagneti da frutto 4%) e di collina (13%);
subordinatamente colture erbacee di collina (10%) e di montagna (5%), arbusteti
e cespuglieti di montagna (6%) e colture arboree di collina (5%) e di montagna
(5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 59%, alta 21%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 2%, media 1%, alta e molto
alta 33%.
Presenza di terrazzamenti: 10%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo T. Chiassaccia, T. Castro, T. Fiumicello e T. Cerfone;
fenomeni non ricorrenti lungo T. La Chiassa, F.so Vignone, T. Esse, T. Niccone e
nella Valle Padonchia.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da severo a molto severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (46%) e a tempo parziale (34%).
Provenienza reddito aziendale: aziendale (58%) ed extraziendale
(26%).
Superficie aziendale media: 9 ha.
SAU media: 6 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (59%)
e 2-3 (26%).
Indirizzo colturale prevalente: cereali (43%), colture arboree
(24%), con prevalenza dell'olivo, e colture industriali (21%).
Sottosistema di paesaggio AP14
Collina di Terontola
ZONE INTERESSATE
Collina di Terontola.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Ossaia, Terontola Stazione (per parte).
SUPERFICIE 14 kmq.
CLIMA
Subumido C1 100%.
LITOLOGIA
Arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (60%) e depositi alluvionali
antichi terrazzati (27%); subordinatamente conglomerati (13%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 46%, bassa 17%) e montana
(bassa 29%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-300
m (49%), 300-400 m (25%), 400-500 (22%), 500-600 m (3%).
Quota min-max: 258-539 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (52% in diminuzione; di cui colture arboree 26% in aumento,
oliveti 20%) e formazioni forestali (35% in aumento; di cui boschi 34% in
aumento); subordinatamente aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (22%), colture arboree di collina (20%) e colture erbacee
di collina (20%); subordinatamente boschi di collina (11%), aree urbanizzate di
collina (9%) e colture erbacee di pianura (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 64%, alta 24%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 20%, media 6%, alta e molto
alta 44%.
Presenza di terrazzamenti: 3%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: comune (11%) in
aumento rapido.
Inondabilità: fenomeni non ricorrenti
lungo il T. Esse.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (46%) e a tempo parziale (34%).
Provenienza reddito aziendale: aziendale (58%) ed extraziendale
(26%).
Superficie aziendale media: 9 ha.
SAU media: 6 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (59%)
e 2-3 (26%).
Indirizzo colturale prevalente: cereali (43%), colture arboree
(24%), con prevalenza dell'olivo, e colture industriali (21%).
Sottosistema di paesaggio AP15
Monte Albano
ZONE INTERESSATE
Monte Albano.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Carmignano, Casalguidi (p.p.), Comeana (p.p.), Monsummano Terme (p.p.),
Lamporecchio (p.p.), Larciano (p.p.), Montevettolini, Poggio a Caiano (p.p.),
Quarrata (p.p.), Seano (p.p.), Signa (p.p.), Vinci (p.p.), Vitolini.
SUPERFICIE 158 kmq.
CLIMA
Umido 100% (B1 86%, B2 11% e B3 3%).
LITOLOGIA
Variabile, arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (45%), alternanze
turbiditiche calcaree (23%); subordinatamente argilliti scompaginate del
Complesso caotico (19%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta
57%, bassa 3%) e montana (bassa 34%, media 6%).
Fasce altimetriche prevalenti: 100-200 m (36%), 0-100 m (25%),
200-300 m (20%), 300-400 m (12%), 400-700 m (7%).
Quota min-max: 24-615 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (54% in aumento; di cui colture arboree 46% in aumento,
oliveti 40% in aumento) e formazioni forestali (41%; di cui boschi 38%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture arboree di collina (32%) e boschi di montagna (23%) e di collina
(16%); subordinatamente colture arboree di montagna (14%) e colture erbacee di
collina (7%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 51%, alta 40%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
8%, media 4%, alta e molto alta 47%.
Presenza di terrazzamenti: 16%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente media.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: non frequente (4%) costante.
Inondabilità: fenomeni non ricorrenti lungo il F. Arno.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: molto severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 20%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (40-53%) e a tempo pieno (29-40%).
Provenienza reddito aziendale: aziendale (32-53%) ed extraziendale
(29-43%).
Superficie aziendale media: 5-10 ha.
SAU media: 3-7 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1
(36-50%) e 2-3 (35-46%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (34-48%), foraggere (15-25%) e colture arboree (24-28%), con prevalenza
dell'olivo.
Sottosistema di paesaggio AP16
Rilievi a sudovest di Firenze
ZONE INTERESSATE
Rilievi a sud ovest di Firenze, tra Lastra a Signa e Greve in Chianti.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Falciani, Firenze (per parte), Grassina (p.p.), Greve in Chianti (p.p.), Il
Ferrone (p.p.), Impruneta, Lastra a Signa (p.p.), Malmantile (p.p.), Romola
(p.p.), Scandicci (p.p.), Strada in Chianti, Tavarnuzze.
SUPERFICIE 209 kmq.
CLIMA
Subumido C2 81% e umido B1 19%.
LITOLOGIA
Argilliti scompaginate del Complesso caotico (56%) e arenarie turbiditiche
quarzoso-feldspatiche (20%); subordinatamente marne e argilliti (7%), depositi
alluvionali antichi terrazzati (6%) e alternanze turbiditiche calcaree (6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 95%, bassa 2%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-300 m (34%), 100-200 m (48%),
0-100 m (14%), 300-400 m (4%).
Quota min-max: 26-418 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (57%; di cui colture arboree 46% in aumento, oliveti 35% in
aumento) e formazioni forestali (33%; di cui boschi 32% in aumento);
subordinatamente aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture arboree (45%) e boschi di collina (30%); subordinatamente colture
erbacee (11%) e aree urbanizzate di collina (8%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 50%, alta 42%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
10%, media 6%, alta e molto alta 52%.
Presenza di terrazzamenti: 2%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: comune (8%) in aumento moderatamente veloce.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo il F. Greve; fenomeni non ricorrenti lungo F. Arno, T.
Vingone e T. Ema.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da severo a molto severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (53-63%) e a tempo pieno (25-29%).
Provenienza reddito aziendale:
extraziendale (35%) e da pensione (35%) nella parte meridionale, extraziendale
(43%) e aziendale (32%) nella parte nord, a Firenze, Scandicci e Lastra a Signa.
Superficie aziendale media: 11 ha a
sud e 5 ha a nord.
SAU media: 5 ha a sud e 3 ha a nord.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(40%) e 2-3 (35%) a sud; 1 (50%) e 2-3 (40%) a nord.
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (36%), cereali (39%) e colture arboree (28%), con prevalenza di olivo
a sud; cereali (48%), colture arboree (28%), con prevalenza della vite, e
foraggere (15%) a nord.
Sottosistema di paesaggio AP17
Monti del Chianti e rilievi tra Arno ed Ema
ZONE INTERESSATE
Monti del Chianti, passo del Sugame e zona di S.Donato in Collina.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Ambra (per parte), Antella (p.p.), Bagno a Ripoli (p.p.), Capannole (p.p.),
Casalone, Castelnuovo dei Sabbioni (p.p.), Cavriglia, Firenze (p.p.), Gaiole in
Chianti (p.p.), Incisa in Valdarno (p.p.), Mercatale Valdarno (p.p.), Osteria
Nuova, Rosano, S.Donato in Collina, Vallina.
SUPERFICIE 426 kmq.
CLIMA
Umido B1 69% e subumido C2 31%.
LITOLOGIA
Arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (60%) e alternanze turbiditiche
calcaree (21%); subordinatamente argilliti scompaginate del Complesso caotico
(7%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 52%) e montana (bassa 43%, media 5%).
Fasce altimetriche prevalenti: 300-500
m (46%), 200-300 m (15%), 500-700 m (29%), 700-800 m (5%), 0-200 m (6%).
Quota min-max: 63-787 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (68% in aumento; di cui boschi 63% in aumento:
castagneti da frutto 1% in aumento) e colture agrarie (27%; di cui colture
arboree 20% in aumento, oliveti 16% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (35%: castagneti da frutto 1%) e di collina (28%);
subordinatamente colture arboree di collina (13%) e di montagna (7%) e colture
erbacee di collina (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 50%, alta 28%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
2%, media 1%, alta e molto alta 32%.
Presenza di terrazzamenti: 4%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente media.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: non frequente (2%) costante.
Inondabilità: fenomeni non ricorrenti lungo F. Arno, T. Ema e T.
Ambra.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a molto severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20% nel versante del Chianti e < 10% nel versante
del Valdarno.
Tipologia azienda-famiglia: nel
versante del Chianti a tempo parziale (43%) e a tempo pieno (36%); nel versante
del Valdarno di autoconsumo (63%) e da pensione (35%).
Provenienza reddito aziendale: aziendale (53%) ed extraziendale
(29%).
Superficie aziendale media: 18 ha.
SAU media: 9 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 2-3
(46%) e 1 (43%).
Indirizzo colturale prevalente: colture arboree (67%), tra le quali
prevale l'olivo, e cereali (28%).
Sottosistema di paesaggio AP18
Rilievi occidentali e meridionali del Chianti
ZONE INTERESSATE
Nucleo principale del Chianti geografico, dalla zona a nord di Panzano in
Chianti alla zona di Pievasciata.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti (p.p.), Greve in Chianti (p.p.),
Mercatale (p.p.), Panzano in Chianti, Radda in Chianti, San Donato.
SUPERFICIE 405 kmq.
CLIMA
Umido B1 74% e subumido C2 26%.
LITOLOGIA
Alternanze turbiditiche calcaree (64%) e arenarie turbiditiche
quarzoso-feldspatiche (13%); subordinatamente sabbie (9%) e argilliti
scompaginate del Complesso caotico (9%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 86%); subordinatamente montana (bassa
13%).
Fasce altimetriche prevalenti: 300-400
m (42%), 400-500 m (27%), 200-300 m (18%), 500-700 m (13%), 100-200 m (1%).
Quota min-max: 144-648 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (58% in aumento; di cui boschi 54% in aumento) e
colture agrarie (37%; di cui colture arboree 29% in aumento, vigneti 15% in
aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi (45%) e colture arboree di collina (26%); subordinatamente boschi di
montagna (9%) e colture erbacee di collina (7%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 50%, alta 43%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
2%, media 1%, alta e molto alta 45%.
Presenza di terrazzamenti: 4%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente media.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: non frequente (2%) costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti lungo il F. Pesa e il B.ro dell'Argenna;
fenomeni non ricorrenti lungo il F. Greve e il T. Arbia.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a molto severo nella parte nord.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
parziale (43%) e a tempo pieno (36%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (53%) ed extraziendale (29%).
Superficie aziendale media: 18 ha.
SAU media: 9 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 2-3
(46%) e 1 (43%).
Indirizzo colturale prevalente:
colture arboree (67%) e cereali (28%).
Sottosistema di paesaggio AP19
Rilievi tra Arezzo e le Crete senesi
ZONE INTERESSATE
Monti tra Arezzo e le Crete Senesi, dalla zona di Civitella in Val di Chiana
a Sinalunga.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Ambra (per parte), Battifolle (p.p.), Civitella in Val di Chiana, Lucignano,
Monte San Savino (p.p.), Pergine Valdarno, Rapolano Terme (p.p.), Serre di
Rapolano (p.p.), Sinalunga (p.p.), Viciomaggio (p.p.).
SUPERFICIE 357 kmq.
CLIMA
Subumido 60% (C2 52% e C1 8%) e umido B1 40%.
LITOLOGIA
Variabile, arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (56%), alternanze
turbiditiche calcaree (11%) e sabbie (10%); subordinatamente turbiditi con
scisti siltosi e marne (9%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 84%, bassa 5%) e subordinatamente
montana (bassa 11%).
Fasce altimetriche prevalenti: 300-400
m (46%), 400-500 m (26%), 200-300 m (20%), 400-700 m (8%).
Quota min-max: 213-634 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (67% in aumento; di cui boschi 64% in aumento) e
colture agrarie (27%; di cui colture arboree 13% in aumento, oliveti 8% in
aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di collina (56%); subordinatamente colture erbacee di collina (13%),
colture arboree di collina (12%) e boschi di montagna (9%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 56%, alta 26%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
1%, media 1%, alta e molto alta 34%.
Presenza di terrazzamenti: 5%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente media.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: non frequente (2%) costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e non ricorrenti lungo il T.
Foenna; fenomeni non ricorrenti lungo T. Ambra, T. Esse e F.so Leprone.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a molto severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (36-40%), a tempo parziale (20-43%) e di autoconsumo (21-40%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (45-53%) ed extraziendale (29-33%).
Superficie aziendale media: 10-18 ha.
SAU media: 7-9 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 2-3
(35-46%), 1 (36-43%).
Indirizzo colturale prevalente: colture arboree (24-66%), in cui
prevale l'olivo, e cereali (28-34%).
SISTEMA DI PAESAGGIO AA = ALPI APUANE
ZONE INTERESSATE
Alpi Apuane e Monti Pisani.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Buti, Calci, Camaiore, Careggine, Carrara (per parte), Fabbriche di Vallico,
Gallicano (p.p.), Lucca (p.p.), Massa (p.p.), Massarosa (p.p.), Minucciano,
Montignoso, Pescaglia, Pietrasanta (p.p.), S.Giuliano Terme (p.p.), Seravezza,
Stazzema, Vagli Sotto, Vecchiano (p.p.), Vergemoli, Vicopisano (p.p.).
SUPERFICIE 871 kmq.
CLIMA
Perumido 58% e umido 42% (B4 14%, B3 13%, B2 13% e B1 2%).
LITOLOGIA
Variabile, calcari stratificati e massicci e marmi (36%), scisti metamorfici
(27%) e arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (14%); subordinatamente
Calcare cavernoso (12%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (media 48%, bassa 23%, alta 17%);
subordinatamente collinare (alta 12%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m
(12%), 100-400 m (31%), 400-900 m (39%), 900-1.100 m (9%), 1.100-2.000 m (9%).
Quota min-max: 2-1.946 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (67%; di cui boschi 63% in aumento: castagneti da
frutto 4%); subordinatamente colture agrarie (13%; di cui colture arboree 10% in
aumento, oliveti 8% in aumento), aree nude (7% in aumento) e pascoli (7% in
diminuzione).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (59%: castagneti da frutto 4%); subordinatamente aree
nude ed estrattive di montagna (9%), colture arboree di montagna (7%) e pascoli
di montagna (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 55%, bassa 26%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
4%, media 1%, alta e molto alta
30%.
Presenza di terrazzamenti: 9%.
Sottosistema di paesaggio AA1
Alpi Apuane
ZONE INTERESSATE
Alpi Apuane.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Camaiore, Carrara (per parte), Careggine, Fabbriche di Vallico, Filettole,
Gallicano (p.p.), Gorfigliano, Lucca (p.p.), Massa (p.p.), Massaciuccoli (p.p.),
Massarosa (p.p.), Minucciano, Montignoso, Monzone (p.p.), S.Martino in Freddana,
Pescaglia, Pietrasanta (p.p.), Pozzi (p.p.), Ripa, Seravezza, Stazzema,
Triassitico, Vagli Sopra, Vagli Sotto, Valdottavo, Vecchiano (p.p.), Vergemoli.
SUPERFICIE 706 kmq.
CLIMA
Perumido 71% e umido 29% (B4 15%, B2 12% e B2 2%).
LITOLOGIA
Molto variabile, calcari stratificati, massicci e marmi (34%), scisti
metamorfici (19%) e arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (16%);
subordinatamente Calcare cavernoso (14%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (media 50%, bassa 20%, alta 20%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-800 m (71%), 800-900 m (8%),
900-1.100 m (11%), 1.100-2.000 m (11%).
Quota min-max: 2-1.946 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (68%; di cui boschi 65% in aumento: castagneti da
frutto 5% in aumento); subordinatamente colture agrarie (10%; di cui colture
arboree 7% in aumento, oliveti 6% in aumento), aree nude (9% in aumento) e
pascoli (8% in diminuzione).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (61%: castagneti da frutto 5%); subordinatamente aree
nude e aree estrattive di montagna (11%), pascoli di montagna (7%) e colture
arboree di montagna (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 55%, bassa 27%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 4%, media 1%, alta e molto
alta 29%.
Presenza di terrazzamenti: 9%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a molto severa, in particolare nel versante della
Garfagnana.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (3%)
costante;
per attività estrattive: non frequente (2%).
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo il F. Serchio, il T. Riolano, il T. Edron e il T. Turrite
di Gallicano; fenomeni non ricorrenti lungo T. Freddana, T. Pedagna, T. Vezza,
F.so Carrione e T. Tascio.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a severo nel versante occidentale, moderato
nella parte meridionale del versante orientale.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (53%) e a tempo pieno (29%).
Provenienza reddito aziendale:
extraziendale (43%) e aziendale (32%).
Superficie aziendale media: 5 ha.
SAU media: 3 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (50%)
e 2-3 (40%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (48%) e colture arboree (28%), in prevalenza olivo.
Sottosistema di paesaggio AA2
Monti Pisani
ZONE INTERESSATE
Monti Pisani.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Buti, Calci, Cascine (per parte), Castelvecchio, Colle di Compito (p.p.),
Lucca (p.p.), Molina (p.p.), Ripafratta, S.Andrea di Compito, S.Giuliano Terme
(p.p.), S.Leonardo, S.Lorenzo a Vaccoli, Vicopisano (p.p.).
SUPERFICIE 165 kmq.
CLIMA
Umido 97% (B2 60%, B3 16%, B4 11% e B1 10%) e subumido C2 3%.
LITOLOGIA
Scisti metamorfici (61%), depositi alluvionali recenti (11%) e antichi
terrazzati (9%); subordinatamente arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche
(6%) e calcari massicci (6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (media 42%, bassa 33%) e subordinatamente
collinare (alta 23%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m
(31%), 100-200 m (19%), 200-400 m (28%), 400-500 m (9%), 500-1.000 m (13%).
Quota min-max: 3-915 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (65%; di cui boschi 57% in aumento: castagneti da
frutto 1%) e colture agrarie (25%; di cui colture arboree 21% in aumento,
oliveti 19% in aumento); subordinatamente aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (49%: castagneti da frutto 1%) e colture arboree di
montagna (15%); subordinatamente macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti
di montagna (8%), boschi di collina (8%), colture arboree di collina (6%) e aree
urbanizzate di collina (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 56%, alta 23%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
2%, media 2%, alta e molto alta 32%.
Presenza di terrazzamenti: 11%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente da media a severa, in particolare nella zona ovest.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: comune (7%) in
aumento lento.
Inondabilità: fenomeni non ricorrenti
lungo F. Serchio, F.so Guappero e F.so di Vorno.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da severo a molto severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (53%) e a tempo pieno (29%).
Provenienza reddito aziendale: extraziendale (43%) e aziendale
(32%).
Superficie aziendale media: 5 ha.
SAU media: 3 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (50%)
e 2-3 (40%).
Indirizzo colturale prevalente: cereali (48%) e colture arboree
(28%), in prevalenza olivo.
SISTEMA DI PAESAGGIO RA = RILIEVI DELL'ANTIAPPENNINO
ZONE INTERESSATE
Colline livornesi, zona di Chianni e Riparbella, zona di Gambassi e
Radicondoli, Colline Metallifere, Montagnola Senese, alta Val di Cornia, valle
del Pecora, zona di Tirli, zona di Roccastrada, zona di Montalcino, M. Amiata,
alta valle dell'Albegna, zona di Capalbio, valle del Fiora, dorsale M. Cetona-M.
Follonico.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Campagnatico, Campiglia Marittima,
Capalbio, Casale Marittimo (per parte), Castagneto Carducci, Castel del Piano,
Castell'Azzara, Castellina Marittima, Castelnuovo di Val di Cecina, Castiglione
d'Orcia, Castiglione della Pescaia (p.p.), Cetona (p.p.), Chianciano Terme
(p.p.), Chianni, Chiusdino, Civitella Marittima, Gambassi Terme, Gavorrano,
Guardistallo (p.p.), Livorno (p.p.), Magliano in Toscana (p.p.), Manciano, Massa
Marittima, Montalcino, Montecatini Val di Cecina, Monteriggioni, Monterotondo
Marittimo, Montescudaio (p.p.), Monteverdi Marittimo, Monticiano, Montieri,
Murlo, Piancastagnaio, Pomarance, Radicondoli, Riparbella, Roccalbegna,
Roccastrada, Rosignano Marittimo (p.p.), San Casciano dei Bagni (p.p.), San
Vincenzo (p.p.), Santa Fiora, Santa Luce, Sarteano, Sassetta, Scansano, Scarlino,
Seggiano, Semproniano, Suvereto.
SUPERFICIE 5.465 kmq.
CLIMA
Subumido 57% (C2 41% e C1 16%), umido 42% (B1 27%, B2 24%, B4 16% e B3 9%) e
perumido 1%.
LITOLOGIA
Molto variabile, argilliti scompaginate del Complesso caotico (27%),
conglomerati (11%), arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (11%), argille
(8%) e alternanze turbiditiche calcaree (8%); subordinatamente scisti
metamorfici (6%) e Calcare cavernoso (6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 71%, bassa 4%) e subordinatamente
montana (bassa 25%).
Fasce altimetriche prevalenti: 100-300
m (40%), 300-500 m (31%), 0-100 m (11%), 500-700 m (12%), 700-1.800 m (6%).
Quota min-max: 0-1.738 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (61% in aumento; di cui boschi 42% in diminuzione:
castagneti da frutto 1%) e colture agrarie (22% in diminuzione; di cui colture
arboree 5%, oliveti 4%); subordinatamente pascoli (14% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di collina (29%) e di montagna (13%), colture erbacee di collina
(14%), macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina (13%) e
pascoli di collina (12%); subordinatamente aree nude ed estrattive di montagna
(6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 49%, bassa 28%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
6%, media 3%, alta e molto alta 31%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
Sottosistema di paesaggio RA1
Collina livornese
ZONE INTERESSATE
Colline livornesi.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Castelnuovo Misericordia, Castiglioncello (per parte), Gabbro, Livorno
(p.p.), Montenero, Quercianella, Rosignano Marittimo (p.p.), Vallebenedetta.
SUPERFICIE 166 kmq.
CLIMA
Subumido 61% (C2 58% e C1 3%) e umido B1 39%,
LITOLOGIA
Variabile, argilliti scompaginate del Complesso caotico (46%), rocce
ofiolitiche (14%) e argille (11%); subordinatamente gessi (7%), depositi
alluvionali recenti (7%), marne e argilliti (5%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 69%, bassa 10%); subordinatamente
montana (bassa 20%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m
(41%), 100-200 m (34%), 200-300 m (20%), 300-400 m (5%).
Quota min-max: 0-384 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (60% in aumento; di cui boschi 40% in aumento) e
colture agrarie (26% in diminuzione; di cui colture arboree 4%, oliveti 3%);
subordinatamente aree urbanizzate e pascoli (6% in diminuzione).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi (28%), colture erbacee (19%) e macchia, gariga e altri arbusteti e
cespuglieti di collina (16%); subordinatamente boschi di montagna (12%), aree
urbanizzate di collina (6%), pascoli di collina (5%) e macchia, gariga e altri
arbusteti e cespuglieti di montagna (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 53%, bassa 33%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
4%, media 3%, alta e molto alta 37%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente media.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: comune (7%) in aumento moderatamente veloce;
per attività estrattive: non
frequente (1%).
Insondabili: fenomeni non ricorrenti lungo T. Ugione, R. Vallelunga,
R. Ardenza, R. Nugola, T. Fine.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: severo.
Danni forestali di nuovo tipo: molto
diffusi, in particolare nella zona a nord del T. Chioma.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (63%) e a tempo pieno (25%).
Provenienza reddito aziendale:
extraziendale (35%), da pensione (35%).
Superficie aziendale media: 11 ha.
SAU media: 5 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(40%) e 2-3 (35%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (36%), cereali (34%) e colture arboree (28%), in prevalenza olivo.
Sottosistema di paesaggio RA2
Dorsale tra Val d'Era e Val di Cecina
ZONE INTERESSATE
Dorsale tra Val d'Era e Val di Cecina, di Chianni e Riparbella.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Casale Marittimo (p.p.), Castellina Marittima, Chianni, Guardistallo (p.p.),
Montecatini Val di Cecina, Montescudaio (p.p.), Pomaia, Ponteginòri, Riparbella,
Santa Luce,
SUPERFICIE 290 kmq.
CLIMA
Subumido 55% (C2 46% e C1 9%) e umido B1 45%.
LITOLOGIA
Molto variabile, argilliti scompaginate del Complesso caotico (31%),
ofioliti (13%), argille (9%), alternanze turbiditiche calcaree (9%) e
conglomerati (9%); subordinatamente depositi alluvionali antichi terrazzati (8%)
e travertini (5%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 67%, bassa 2%) e montana (bassa 31%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-300 m (27%), 100-200 m (22%), 300-400 m
(19%), 400-500 m (13%), 0-100 m (11%), 500-700 m (8%).
Quota min-max: 13-675 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (65% in aumento; di cui boschi 44% in diminuzione) e
colture agrarie (23% in diminuzione; di cui colture arboree 7%, oliveti 5%);
subordinatamente pascoli (9%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di collina (29%) e di montagna (15%) e macchia, gariga e altri
arbusteti e cespuglieti di collina (14%); subordinatamente colture erbacee di
collina (12%), macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di montagna (8%),
colture arboree di collina (6%) e pascoli di collina (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 45%, bassa 30%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 2%, media 2%, alta e molto
alta 33%.
Presenza di terrazzamenti: 2%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Cecina, B.ro Corolla, F.so Macinaia, T. Sterza e B.ro di
Pietraia; fenomeni non ricorrenti sul T. Acquerta.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a severo.
Danni forestali di nuovo tipo: molto
diffusi, in particolare nella zona di Poggio Vitalba, in aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (63%) e a tempo pieno (25%).
Provenienza reddito aziendale:
extraziendale (35%), da pensione (35%).
Superficie aziendale media: 11 ha.
SAU media: 5 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(40%) e 2-3 (35%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (36%), cereali (34%) e colture arboree (28%), in prevalenza olivo.
Sottosistema di paesaggio RA3
Dorsale tra Val d'Elsa e Val d'Era
ZONE INTERESSATE
Dorsale tra Val d'Elsa e Val d'Era, dalla zona di Gambassi al F. Cecina.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Gambassi Terme, San Vivaldo.
SUPERFICIE 247 kmq.
CLIMA
Subumido C1 100%.
LITOLOGIA
Molto variabile, conglomerati (21%), argille (20%), argilliti scompaginate
del Complesso caotico (16%) e Calcare cavernoso (14%); subordinatamente
alternanze turbiditiche calcaree (7%), gessi (6%) e rocce ofiolitiche (5%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 83%) e subordinatamente montana
(bassa 17%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-400
m (61%), 400-500 m (23%), 100-200 m (9%), 500-700 m (6%).
Quota min-max: 99-624 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (69%; di cui boschi 47%); subordinatamente colture
agrarie (21% in diminuzione; di cui colture arboree 4%, vigneti 2%) e pascoli
(8% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi (39%), macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti (17%) e
colture erbacee di collina (15%); subordinatamente boschi di montagna (8%),
pascoli di collina (7%) e macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di
montagna (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 55%, bassa 25%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 1%, alta e molto alta 31%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media; localmente severa a nord ovest.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: non frequente (1%) costante.
Effetti di degradazione indotti a valle: interrimento di
canalizzazioni e corsi d'acqua.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo F. Cecina, T. Fossi, T. Le Sellate e T. Capriggine.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a moderato.
Danni forestali di nuovo tipo: da
mediamente a molto diffusi, in particolare nella zona meridionale, in aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20% a sud e 10-20% a nord.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (36-49%) e a tempo parziale (23-43%).
Provenienza reddito aziendale: aziendale (53-60%) ed extraziendale
(21-29%).
Superficie aziendale media: 18-23 ha.
SAU media: 9-13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: a sud 1
(60%) e 2-3 (28), a nord 2-3 (46%) e 1 (43%).
Indirizzo colturale prevalente: a sud
cereali (49%) e foraggere (35%), con prevalenza dell'olivo tra le colture
arboree; a nord colture arboree (67%), con prevalenza della vite, e cereali
(28%).
Sottosistema di paesaggio RA4
Rilievi occidentali e meridionali delle Colline Metallifere
ZONE INTERESSATE
Rilievi occidentali e meridionali delle Colline Metallifere.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Castelnuovo di Val di Cecina, Larderello, Montecerboli, Monterotondo
Marittimo, Monteverdi Marittimo, Montieri, Niccioleta.
SUPERFICIE 644 kmq.
CLIMA
Umido 82% (B1 58% e B2 24%) e subumido C2 18%.
LITOLOGIA
Molto variabile, argilliti scompaginate del Complesso caotico (30%),
alternanze turbiditiche calcaree (20%), Calcare cavernoso (9%), conglomerati
(7%); subordinatamente marne e argilliti (6%) e argille (6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta
64%) e montana (bassa 32%).
Fasce altimetriche prevalenti: 400-500
m (25%), 500-600 m (18%), 200-400 m (30%), 0-200 m (11%), 600-1.100 m (15%).
Quota min-max: 40-1.060 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (73%; di cui boschi 55% in diminuzione: castagneti da
frutto 1%); subordinatamente pascoli (14% in aumento) e colture agrarie (10% in
diminuzione; di cui colture arboree, oliveti, 1%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di collina (34%) e di montagna (21%: castagneti da frutto 1%) e
macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina (11%);
subordinatamente pascoli di collina (10%), macchia, gariga e altri arbusteti e
cespuglieti di montagna (7%) e colture erbacee di collina (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 45%, bassa 37%.
Densità di siepi: alta e molto alta
26%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: non frequente (2%) costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti lungo F. Cornia, F. Cecina, T.
Sterza, T. Trossa e al Piano di Boccheggiano.
Effetti di degradazione indotti a valle: interrimento di
canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a severo nella parte meridionale.
Danni forestali di nuovo tipo: da
mediamente a molto diffusi, in particolare nella zona di M. Aneo, in forte
aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di autoconsumo (45%) e a tempo pieno
(30%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (37%) e da pensione (33%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 11 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(35%), 1 (34%).
Indirizzo colturale prevalente:
prevalenza di foraggere (55%) e cereali (34%), con prevalenza dell'olivo tra le
colture arboree.
Sottosistema di paesaggio RA5
Montagnola senese e Val di Farma
ZONE INTERESSATE
Montagnola Senese e Val di Farma.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Castellina Scalo, Civitella Marittima, Monteriggioni, Monticiano, Murlo, Rosìa
(per parte), San Martino (p.p.), Sovicille, Torniella, Vescovado.
SUPERFICIE 757 kmq.
CLIMA
Umido B1 62% e subumido C2 38%.
LITOLOGIA
Molto variabile, scisti metamorfici (30%), Calcare cavernoso (16%),
argilliti scompaginate del Complesso caotico (12%) e conglomerati (9%);
subordinatamente turbiditi con scisti siltosi, marne e arenarie turbiditiche
(6%) e argille (5%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 76%, bassa 4%) e subordinatamente
montana (bassa 19%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-400
m (64%), 400-500 m (19%), 100-200 m (9%), 500-800 m (7%).
Quota min-max: 95-797 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (74%; di cui boschi 65%: castagneti da frutto 1%);
subordinatamente colture agrarie (16% in diminuzione; di cui colture arboree 4%,
oliveti 2%) e pascoli (8% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di collina (49%: castagneti da frutto 1%) e di montagna (16%);
subordinatamente colture erbacee (12%), pascoli (7%) e macchia, gariga e altri
arbusteti e cespuglieti di collina (7%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 49%, bassa 38%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 2%, media 1%, alta e molto
alta 26%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Merse, F. Ombrone, F. Feccia e T. Farma.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: moderato nella parte sud.
Danni forestali di nuovo tipo: da mediamente a molto diffusi, in
particolare nella zona di Poggio Cerrete, in forte aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 10%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (30-49%) e di autoconsumo (28-45%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (37-60%) e da pensione (19-33%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 11-13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1
(34-60%), 2-3 (28-31%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (35-55%) e cereali (34-49%).
Sottosistema di paesaggio RA6
Parte nord orientale delle Colline Metallifere
ZONE INTERESSATE
Alta Val di Cecina, parte nord orientale delle Colline Metallifere.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Chiusdino, Montalcinello, Montegermoli, Monteguidi, Pomarance, Radicondoli.
SUPERFICIE 268 kmq.
CLIMA
Umido B1 54% e subumido C2 46%.
LITOLOGIA
Variabile, argille (42%), conglomerati (21%) e gessi (14%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 79%, bassa 7%) e subordinatamente
montana (bassa 13%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-400
m (71%), 100-200 m (17%), 400-500 m (8%), 0-100 m (3%), 500-600 m (1%).
Quota min-max: 48-541 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (40% in diminuzione; di cui boschi 29% in diminuzione),
colture agrarie (32% in diminuzione; di cui colture arboree 1%) e pascoli (24%
in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (28%), boschi (24%) e pascoli di collina (22%);
subordinatamente macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina
(8%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 60%, alta 21%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
5%, media 3%, alta e molto alta 49%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: prevalentemente media.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: non frequente (1%) costante;
per attività estrattive: non
frequente (1%).
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo F. Merse, F. Feccia, T. Saio, F. Cecina, T. Trossa, F.so Adio, T. Fodera,
T. Sellate, F.so Vetrialla e F.so Fodera.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (45%) e a tempo pieno (30%).
Provenienza reddito aziendale: aziendale (37%) e da pensione (33%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 11 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(35%), 1 (34%).
Indirizzo colturale prevalente: foraggere (55%) e cereali (34%), tra
le colture arboree prevale l'olivo.
Sottosistema di paesaggio RA7
Rilievi tra valle dell'Ombrone e valle del Fiora
ZONE INTERESSATE
Rilievi tra la valle dell'Ombrone e la valle del Fiora, dalla zona di
Montorgiali a Fonteblanda.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Batignano, Braccagni (per parte), Campagnatico, Istia d'Ombrone, Roccastrada,
Sasso d'Ombrone.
SUPERFICIE 306 kmq.
CLIMA
Subumido 100% (C2 83% e C1 17%).
LITOLOGIA
Molto variabile, scisti metamorfici (26%), conglomerati (22%), arenarie
turbiditiche quarzoso-feldspatiche (16%) e argilliti scompaginate del Complesso
caotico (11%); subordinatamente alternanze turbiditiche calcaree (6%) e Calcare
cavernoso (6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 78%, bassa 7%) e subordinatamente
montana (bassa 14%).
Fasce altimetriche prevalenti: 100-200
m (46%), 200-300 m (22%), 0-100 m (21%), 300-600 m (11%).
Quota min-max: 11-553 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (54%; di cui boschi 33% in diminuzione) e colture
agrarie (27% in diminuzione; di cui colture arboree 7%, oliveti 6%);
subordinatamente pascoli (17% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi (28%), colture erbacee (19%) e macchia, gariga e altri arbusteti e
cespuglieti di collina (16%); subordinatamente pascoli di collina (15%), colture
arboree di collina (6%), boschi di montagna (5%) e macchia, gariga e altri
arbusteti e cespuglieti di montagna (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 44%, alta 34%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 9%, media 3%, alta e molto
alta 35%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (1%)
costante;
per attività estrattive: non
frequente (1%).
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo il F. Ombrone.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (49%) e di autoconsumo (28%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (60%) ed extraziendale (21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (60%),
2-3 (28%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (48%) e foraggi (35%), tra le colture arboree prevale l'olivo.
Sottosistema di paesaggio RA8
Rilievi di Montalcino e Castiglion d'Orcia
ZONE INTERESSATE
Rilievi di Montalcino e Castiglion d'Orcia, da Castiglione d'Orcia al F.
Ombrone.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Castelnuovo dell'Abate, Castiglione d'Orcia, Montalcino.
SUPERFICIE 209 kmq.
CLIMA
Subumido C1 100%.
LITOLOGIA
Argilliti scompaginate del Complesso caotico (51%) e conglomerati (20%);
subordinatamente arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (10%) e argille
(9%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 78%) e subordinatamente montana
(bassa 22%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-400
m (54%), 400-500 m (22%), 100-200 m (12%), 500-700 m (12%), 0-100 m (1%).
Quota min-max: 84-694 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (58% in aumento; di cui macchia, gariga e altri
arbusteti e cespuglieti 30% in aumento) e colture agrarie (31% in diminuzione;
di cui colture arboree 14% in aumento, vigneti 8% in aumento); subordinatamente
pascoli (8% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti (23%), boschi (21%) e
colture erbacee di collina (14%); subordinatamente colture arboree di collina
(11%), pascoli di collina (7%), boschi di montagna (7%) e macchia, gariga e
altri arbusteti e cespuglieti di montagna (7%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 49%, alta 35%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
3%, media 2%, alta e molto alta 40%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media, localmente severa e molto severa.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni non ricorrenti
lungo F. Ombrone, F. Orcia e F.so Rèncula.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: moderato.
Danni forestali di nuovo tipo: molto
diffusi, in particolare nella parte orientale, in forte aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (49%) e di autoconsumo (28%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (60%) ed extraziendale (21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (60%),
2-3 (28%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (48%) e foraggi (35%), tra le colture arboree prevale la vite.
Sottosistema di paesaggio RA9
Rilievi tra l'Ombrone e Magliano in Toscana
ZONE INTERESSATE
Rilievi tra l'Ombrone e Magliano in Toscana, dalla zona di Roccastrada a
Istia d'Ombrone.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Fonteblanda (p.p.), Magliano in Toscana (per parte), Montiano, Pancole,
Polveraia, Santa Maria di Rispescia (p.p.), Sticciano Scalo (p.p.).
SUPERFICIE 300 kmq.
CLIMA
Subumido 89% (C1 64% e C2 25%) e umido B1 11%.
LITOLOGIA
Arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (65%) e alternanze turbiditiche
calcaree (16%); subordinatamente argilliti scompaginate del Complesso caotico
(7%) e conglomerati (6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 84%, bassa 10%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-200 m (68%), 200-300 m (21%),
300-700 m (11%).
Quota min-max: 0-601 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (43% in diminuzione; di cui colture arboree 8%, oliveti 5%),
formazioni forestali (30%; di cui macchia, gariga e altri arbusteti e
cespuglieti 16% in aumento) e pascoli (25% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (34%), pascoli (24%) e macchia, gariga e altri arbusteti e
cespuglieti di collina (14%); subordinatamente boschi (13%) e colture arboree di
collina (8%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 56%, alta 24%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
29%, media 9%, alta e molto alta 34%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo il F.so Rispescia e il F.so del Grillese; fenomeni non ricorrenti lungo il
F. Ombrone.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente moderato a sud.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (49%) e di autoconsumo (28%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (60%) ed extraziendale (21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (60%),
2-3 (28%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (48%) e foraggi (35%), tra le colture arboree prevale l'olivo.
Sottosistema di paesaggio RA10
Rilievi a sudovest del Monte Amiata fino a Scansano
ZONE INTERESSATE
Rilievi a sudovest del M. Amiata fino
a Scansano, dalla zona di Castiglioncello Bandini all'alta valle del T.
Trasubbino.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Cana, Monticello Amiata (p.p.), Murci, Poggioferro, Roccalbegna (p.p.),
Scansano.
SUPERFICIE 270 kmq.
CLIMA
Umido 96% (B1 49%, B2 44% e B3 3%) e subumido C2 4%.
LITOLOGIA
Argilliti scompaginate del Complesso caotico (54%) e alternanze turbiditiche
calcaree (20%); subordinatamente arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche
(8%) e conglomerati (7%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 66%) e montana (bassa 33%).
Fasce altimetriche prevalenti: 300-500
m (51%), 500-600 m (19%), 200-300 m (13%), 600-800 m (12%), 0-200 m (2%).
Quota min-max: 105-770 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (49% in aumento; di cui boschi 35% in diminuzione:
castagneti da frutto 1%) e colture agrarie (34% in aumento; di cui colture
arboree, oliveti, 3%); subordinatamente pascoli (17% in diminuzione).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee di collina (23%) e boschi di collina (21%) e di montagna
(13%); subordinatamente pascoli di collina (11%) e di montagna (5%), colture
erbacee di montagna (8%) e macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di
collina (8%) e di montagna (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 54%, alta 40%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
7%, media 3%, alta e molto alta 48%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: prevalentemente media, numerose aree a erosione severa e molto
severa.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (1%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo il F. Albegna e il T. Ribusieri.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente moderato a nord.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (49%) e di autoconsumo (28%).
Provenienza reddito aziendale: aziendale (60%) ed extraziendale
(21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (60%),
2-3 (28%).
Indirizzo colturale prevalente: cereali (48%) e foraggi (35%), tra
le colture arboree prevale l'olivo.
Sottosistema di paesaggio RA11
Monte Amiata
ZONE INTERESSATE
Monte Amiata.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Bagni San Filippo, Bagnolo, Campiglia d'Orcia,
Castel del Piano, Montelaterone, Monticello Amiata (per parte), Piancastagnaio,
Santa Fiora, Saragiolo, Seggiano, Vivo d'Orcia.
SUPERFICIE 329 kmq.
CLIMA
Umido 84% (B4 42%, B2 19%, B1 12% e B3 9%), perumido 13% e subumido C2 3%.
LITOLOGIA
Argilliti scompaginate del Complesso caotico (60%) e rocce ignee effusive
(25%); subordinatamente arenarie turbiditiche quarzoso-fedspatiche (10%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: montana (bassa 46%, media 5%) e collinare (alta 49%).
Fasce altimetriche prevalenti: 600-900 m (46%), 500-600 m (12%),
900-1.000 m (11%), 200-500 m (14%),
1.000-1.800 m (17%).
Quota min-max: 200-1.738 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (66% in aumento; di cui boschi 57%: castagneti da
frutto 5% in aumento); subordinatamente pascoli (19%) e colture agrarie (11% in
diminuzione; di cui colture arboree 5%, oliveti 4%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di montagna (33%: castagneti da frutto 3%) e di collina (25%:
castagneti da frutto 2%); subordinatamente pascoli di collina (11%) e di
montagna (9%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 46%, alta 29%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
6%, media 3%, alta e molto alta 35%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: scarsa nelle parti boscate; media e localmente severa e molto
severa nelle altre zone.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (4%)
in aumento lento.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo F. Fiora, T. Ente e F.so Stridone.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a severo.
Danni forestali di nuovo tipo: da
mediamente a molto diffusi, in particolare nella parte a nord est, in forte
aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20% in genere, < 10% nella zona di Abbadia
S.Salvatore.
Tipologia azienda-famiglia: di autoconsumo e a tempo pieno,
rispettivamente 45% e 30% in genere e 63% e 25% nella zona di Abbadia
S.Salvatore.
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (37%) e di autoconsumo (33%) in genere, nella zona di Abbadia
S.Salvatore da pensione (35%) ed extraziendale (35%), con proventi anche dalle
attività turistiche.
Superficie aziendale media: 23 ha in
genere, 11 ha ad Abbadia S.Salvatore.
SAU media: 11 ha in genere, 5 ha ad
Abbadia S.Salvatore.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(35%) e 1 (34%) in genere, nella zona di Abbadia S.Salvatore 1 (60%) e 2-3
(28%).
Indirizzo colturale prevalente: in
genere foraggere (55%) e cereali (34%), con prevalenza dell'olivo tra le colture
arboree; nella zona di Abbadia S.Salvatore foraggere (36%), cereali (34%) e
colture arboree (28%), con prevalenza dell'olivo.
Sottosistema di paesaggio RA12
Alta valle del Fiora
ZONE INTERESSATE
Alta valle del Fiora, da M. Civitella alla zona di Manciano.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Castell'Azzara, Elmo, Manciano, Montemerano, Petricci, Poggio Murella,
Roccalbegna (per parte), S.Martino sul Fiora, Semproniano, Selvena.
SUPERFICIE 367 kmq.
CLIMA
Umido 68% (B4 28%, B2 21%, B3 11% e B1 6%) e subumido C2 32%.
LITOLOGIA
Molto variabile, argilliti scompaginate del Complesso caotico (44%),
conglomerati (10%), marne e argilliti (9%) e arenarie turbiditiche
quarzoso-feldspatiche (7%); subordinatamente sabbie (6%) e argille (5%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 69%, bassa 4%) e subordinatamente
montana (bassa 27%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-300
m (26%), 300-400 m (18%), 400-700 m (34%),
0-200 m (8%), 700-1.200 m (14%).
Quota min-max: 91-1.107 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (43% in aumento; di cui boschi 39% in aumento) e
pascoli (29% in aumento); subordinatamente colture agrarie (26% in diminuzione;
di cui colture arboree, oliveti, 3% in diminuzione).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi (26%), pascoli (24%) e colture erbacee di collina (17%);
subordinatamente boschi (13%), pascoli (5%) e colture erbacee di montagna (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 60%, alta 23%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
12%, media 6%, alta e molto alta 47%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media, localmente severa e molto severa.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (1%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo il F. Fiora e il F.so Fuliggine.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%:
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (49%) e di autoconsumo (28%)
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (60%) ed extraziendale (21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (60%),
2-3 (28%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (48%) e foraggi (35%), tra le colture arboree prevale l'olivo.
Sottosistema di paesaggio RA13
Rilievi tra l'Elsa la Laguna di Orbetello e Capalbio
ZONE INTERESSATE
Rilievi tra l'Elsa, la Laguna di Orbetello e Capalbio, Poggio del Leccio, M.
Cavallo, Monteti e Montebellino.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Ansedonia, Capalbio, La Campigliola, Marsiliana (per parte).
SUPERFICIE 217 kmq.
CLIMA
Subumido C1 100%.
LITOLOGIA
Variabile, Calcare cavernoso (41%), conglomerati (18%) e scisti metamorfici
(12%); subordinatamente argilliti scompaginate del Complesso caotico (9%) e
depositi alluvionali recenti (9%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 78%, bassa 7%) e subordinatamente
montana (bassa 14%).
Fasce altimetriche prevalenti: 100-200
m (43%), 0-100 m (33%), 200-300 m (17%), 300-600 m (7%).
Quota min-max: 0-516 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (68% in aumento; di cui boschi 43% in aumento);
subordinatamente colture agrarie (17% in diminuzione; di cui colture arboree 5%,
oliveti 3%) e pascoli (13% in diminuzione).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi (37%), macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti (18%), pascoli
(12%) e colture erbacee di collina (12%); subordinatamente macchia, gariga e
altri arbusteti e cespuglieti (8%) e boschi di montagna (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 57%, bassa 30%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
14%, media 4%, alta e molto alta 34%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20 %.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (49%) e di autoconsumo (28%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (60%) ed extraziendale (21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (60%),
2-3 (28%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (48%) e foraggi (35%), tra le colture arboree prevale l'olivo.
Sottosistema di paesaggio RA14
Dorsale tra il bacino dell'Ombrone e la Val di Chiana
ZONE INTERESSATE
Dorsale tra il bacino dell'Ombrone, la
Val di Chiana e la valle dell'Astrone, da M. Cetona a Montefollonico.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Cetona (per parte), Chianciano Terme (p.p.), Palazzone (p.p.), Petroio, San
Casciano dei Bagni (p.p.), Sant'Albino (p.p.), Sarteano.
SUPERFICIE 204 kmq.
CLIMA
Subumido 52% (C1 46% e C2 6%) e umido 48% (B2 31% e B1 17%).
LITOLOGIA
Molto variabile, sabbie (27%), argilliti scompaginate del Complesso caotico
(27%) e argille (13%); subordinatamente travertini (9%), calcari stratificati
nodulari (9%) e conglomerati (7%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare
(alta 69%) e montana (bassa 27%, media 3%).
Fasce altimetriche prevalenti: 400-600 m (56%), 600-700 m (21%),
700-800 m (11%), 200-400 m (8%), 800-1200 m (3%).
Quota min-max: 270-1148 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (56% in
aumento; di cui boschi 53% in aumento) e colture agrarie (28% in diminuzione; di
cui colture arboree 5%, oliveti 3%); subordinatamente pascoli (13%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media
47%, bassa 42%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 2%, media 2%, alta e
molto alta 43%.
Presenza di terrazzamenti: 3%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media, localmente severa e molto severa.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di autoconsumo (45%) e a tempo pieno
(30%).
Provenienza reddito aziendale: in
parti uguali per le tre tipologie, con leggera prevalenza di quella aziendale
(37%).
Superficie aziendale media: 10-23 ha.
SAU media: 7-11 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(35%), 1 (34%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (55%) e cereali (34%), tra le colture arboree prevale la vite.
Sottosistema di paesaggio RA15
Rilievi costieri dalla bassa Val di Cecina alla valle del Pecora
ZONE INTERESSATE
Rilievi costieri interni dalla bassa Val di Cecina alla valle del Pecora, da
Poggio al Pruno a M. Calvi e a Poggio Chiecco.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Bolgheri, Campiglia Marittima, Castagneto Carducci, Riotorto (p.p.), San
Carlo, San Vincenzo (per parte), Sassa, Sassetta, Suvereto.
SUPERFICIE 362 kmq.
CLIMA
Subumido 87% (C2 75% e C1 12%) e umido B1 13%.
LITOLOGIA
Molto variabile, argilliti scompaginate del Complesso caotico (28%),
alternanze turbiditiche calcaree (13%), depositi alluvionali antichi terrazzati
(10%), marne e argilliti (10%), turbiditi con scisti siltosi, marne e arenarie
turbiditiche (9%); subordinatamente conglomerati (6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 73%, bassa 4%) e montana (bassa 22%).
Fasce altimetriche prevalenti: 100-200
m (40%), 0-100 m (28%), 200-400 m (27%), 400-700 m (5%).
Quota min-max: 0-646 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (72% in aumento; di cui macchia, gariga e altri
arbusteti e cespuglieti 37% in aumento); subordinatamente colture agrarie (22%;
di cui colture arboree 10% in aumento, oliveti 9% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina (28%) e di
montagna (10%) e boschi di collina (24%) e di montagna (10%); subordinatamente
colture erbacee (10%) e arboree di collina (9%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 40%, bassa 40%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
3%, media 1%, alta e molto alta 26%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (1%)
costante;
per attività estrattive: non
frequente (1%).
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo il T. Sterza e il F. Cornia; fenomeni non ricorrenti lungo
B.ro del Campo di Sasso, Fossa Camilla e F.so Carestia Vecchia.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a moderato.
Danni forestali di nuovo tipo: da poco
a molto diffusi, in particolare nella zona di M. Pozzacchera.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (40-53%) e a tempo pieno (20-49%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (32-50%) ed extraziendale (26-43%).
Superficie aziendale media: 9-10 ha.
SAU media: 6-7 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1
(36-59%), 2-3 (26-40%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (34-48%), colture arboree (24-28%), con prevalenza dell'olivo, e
foraggere (15-25%).
Sottosistema di paesaggio RA16
Rilievi tra la valle del Pecora e la valle della Bruna
ZONE INTERESSATE
Rilievi tra la valle del Pecora e la valle della Bruna, dall'alto corso del
T. Milia alla zona di Montemassi e a quella di Castiglione della Pescaia.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Bagno di Gavorrano (per parte), Caldana, Capanne, Castiglione della Pescaia
(p.p.), Gavorrano, Giuncarico, Massa Marittima, Montebamboli, Montemassi,
Puntone, Roccatederighi, Sassofortino, Scarlino, Tirli, Valpiana, Vetulonia.
SUPERFICIE 540 kmq.
CLIMA
Subumido 99% (C2 67% e C1 32%) e umido B1 1%.
LITOLOGIA
Molto variabile, argilliti scompaginate del Complesso caotico (29%),
arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (25%) e conglomerati (14%);
subordinatamente depositi alluvionali antichi terrazzati (7%) e alternanze
turbiditiche calcaree (6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 66%, bassa 5%) e subordinatamente
montana (bassa 25%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m
(24%), 100-300 m (57%), 300-400 m (13%), 400-700 m (6%).
Quota min-max: 0-631 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (63%; di cui macchia, gariga e altri arbusteti e
cespuglieti 41% in aumento; boschi 22% in diminuzione: castagneti da frutto 1%)
e colture agrarie (21% in diminuzione; di cui colture arboree 9%, oliveti 6%);
subordinatamente pascoli (14% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina (25%) e di
montagna (17%), boschi di collina (15%) e pascoli di collina (12%);
subordinatamente colture erbacee di collina (11%), colture arboree di collina
(7%) e boschi di montagna (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 43%, bassa 34%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
6%, media 3%, alta e molto alta 29%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti a
Piano della Ghirlanda, al lago dell'Accesa e lungo il F.so Alma; fenomeni non
ricorrenti lungo il F.so Venelle.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a moderato.
Danni forestali di nuovo tipo: da poco
a molto diffusi, in particolare nella zona di M. D'Alma, in aumento.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di autoconsumo (45%) e a tempo pieno
(30%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (37%) e da pensione (33%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 11 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(35%) e 1 (34%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (55%) e cereali (34%), con prevalenza dell'olivo tra le colture
arboree.
STEMA DI PAESAGGIO CP = COLLINE PLIOCENICHE
ZONE INTERESSATE
Colline pisane, Val di Cecina, Le Cerbaie, Val d'Elsa, Val di Pesa, Val d'Arbia,
Crete Senesi, Val d'Orcia, Val di Paglia, zona di Montepulciano e Chiusi, alta
valle della Bruna, valle dell'Ombrone grossetano, valle dell'Albegna e zona di
Pescia Fiorentina.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Altopascio, Asciano, Barberino Val d'Elsa, Bibbona, Buonconvento, Capannoli
(per parte), Capraia (FI), Casale Marittimo (p.p.), Casciana Terme, Casole
d'Elsa, Castelfiorentino, Castelnuovo Berardenga, Cerreto Guidi, Certaldo,
Cetona (p.p.), Chianciano Terme (p.p.), Chiusi, Cinigiano, Colle di Val d'Elsa,
Collesalvetti (p.p.), Crespina, Fauglia, Fucecchio (p.p.), Guardistallo (p.p.),
Lajatico, Lamporecchio (p.p.), Larciano (p.p.), Lari, Limite (p.p.), Lorenzana,
Magliano in Toscana (p.p.), Montaione, Montecarlo, Montelupo Fiorentino,
Montepulciano, Monteroni d'Arbia, Montescudaio (p.p.), Montespertoli, Montopoli
in Valdarno (p.p.), Orciano Pisano, Paganico, Palaia, Peccioli, Pienza,
Poggibonsi (p.p.), Porcari (p.p.), Radicofani, Rapolano Terme (p.p.), Rosignano
Marittimo (p.p.), S.Giovanni d'Asso, San Casciano dei Bagni (p.p.), San Casciano
in Val di Pesa, San Gimignano, San Miniato (p.p.), San Quirico d'Orcia (p.p.),
Santa Maria a Monte, Siena (p.p.), Sinalunga (p.p.), Tavarnelle Val di Pesa,
Terricciola, Torrita di Siena, Trequanda, Vinci (p.p.), Volterra.
SUPERFICIE 4.020 kmq.
CLIMA
Subumido 83% (C2 64% e C1 19%) e umido 17% (B1 11%, B2 4%, B3 1% e B4 1%).
LITOLOGIA
Variabile, argille (40%) e sabbie (27%); subordinatamente conglomerati
(10%), depositi alluvionali recenti (10%) e antichi terrazzati (7%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 74%, bassa 18%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-200 m (59%), 200-300 m (23%),
300-400 m (12%), 400-800 m (6%).
Quota min-max: 0-800 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (63% in diminuzione; di cui colture arboree 13% in aumento,
vigneti 6%); subordinatamente formazioni forestali (19%; di cui boschi 15%) e
pascoli (13% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee di collina (46%), boschi di collina (15%), pascoli di
collina (13%) e colture arboree di collina (12%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 45%, alta 30%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 28%, media 10%, alta e molto
alta 34%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
Sottosistema di paesaggio CP1
Colline delle Cerbaie e zona di Altopascio
ZONE INTERESSATE
Le Cerbaie e zona di Altopascio.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Altopascio, Borgonuovo (per parte), Gragnano, Marginone, Massarella,
Montecalvoli, Montecarlo, Montefalcone, Orentano (p.p.), Porcari (p.p.), Quattro
Strade, Santa Maria a Monte, Spianate, Staffoli.
SUPERFICIE 160 kmq.
CLIMA
Umido 100% (B1 70%, B2 27% e B3 3%).
LITOLOGIA
Depositi alluvionali antichi terrazzati (66%) e sabbie (11%);
subordinatamente conglomerati (9%), argille (7%) e depositi alluvionali recenti
6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (bassa 40%, alta 27%) e di pianura (33%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m
(97%), 100-200 m (3%).
Quota min-max: 7-163 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (49% in diminuzione; di cui colture arboree 18% in aumento,
vigneti 10% in aumento) e formazioni forestali (38%; di cui boschi 37%);
subordinatamente aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi di collina (30%) e colture erbacee di collina (16%) e di pianura
(15%); subordinatamente colture arboree di collina (14%), boschi di pianura (7%)
e aree urbanizzate di collina (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 59%, alta 28%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
3%, media 5%, alta e molto alta 55%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: comune (9%) in
aumento moderatamente veloce.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti lungo la F.sa Navareccia;
fenomeni ricorrenti e non ricorrenti lungo R. Valico, R. Tassinara, R.
Ponticelli e T. Pescia di Collodi e nella zona del lago di Sibolla; fenomeni non
ricorrenti lungo il R. Vaiano e il R. del Ramone.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a molto severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10% in genere, > 20% a Montecarlo.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (53%) e a tempo pieno (29%) in genere; di autoconsumo (46%) e a
tempo parziale (34%) a Montecarlo.
Provenienza reddito aziendale:
extraziendale (43%) e aziendale (32%) in genere; aziendale (58%) ed
extraziendale (26%) a Montecarlo.
Superficie aziendale media: 5 ha in
genere e 9 ha a Montecarlo.
SAU media: 3 ha in genere e 6 ha a
Montecarlo.
Numero di corpi dell'azienda: 1 e 2-3, rispettivamente 50% e 40% in
genere e 59% e 26% a Montecarlo.
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (43-48%) e colture arboree (24-28%), in prevalenza vite.
Sottosistema di paesaggio CP2
Colline di Cerreto Guidi e Lamporecchio
ZONE INTERESSATE
Zona di Cerreto Guidi e Lamporecchio.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Bassa (per parte), Capraia (FI), Cerreto Guidi, Fucecchio (p.p.),
Lamporecchio (p.p.), Larciano (p.p.), Lazzaretto, Le Botteghe (p.p.), Limite
(p.p.), Mastromarco, Ponte di
Masino (p.p.), Sovigliana (p.p.), Spicchio (p.p.), S.Rocco (p.p.), Vinci (p.p.).
SUPERFICIE 89 kmq.
CLIMA
Umido B1 77% e subumido C2 23%.
LITOLOGIA
Sabbie (65%) e argille (18%); subordinatamente depositi alluvionali recenti
(12%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 58%, bassa 36%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m (99%), 100-200 m (1%).
Quota min-max: 16-142 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (82%; di cui colture arboree 37% in aumento, vigneti 28% in
aumento) e subordinatamente formazioni forestali (rappresentate da boschi, 8%) e
aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (43%) e colture arboree di collina (36%); subordinatamente
boschi (7%) e aree urbanizzate di collina (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 59%, alta 24%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 8%, media 10%, alta e molto
alta 74%.
Presenza di terrazzamenti: 3%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: comune (7%) costante.
Inondabilità: fenomeni non ricorrenti
lungo F. Arno, T. Vincio, T. Streda e R. D'Ansano.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente da scarso a moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (36-40%), a tempo parziale (20-43%) e di autoconsumo (21-40%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (45-53%) ed extraziendale (29-33%).
Superficie aziendale media: 10-18 ha.
SAU media: 7-9 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 2-3
(35-46%) e 1 (36-43%).
Indirizzo colturale prevalente: colture arboree (24-66%), con
prevalenza della vite, e cereali (28-34%).
Sottosistema di paesaggio CP3
Colline pisane da Collesalvetti alla valle del Fine
ZONE INTERESSATE
Colline pisane da Collesalvetti alla valle del Fine.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Castell'Anselmo, Castiglioncello (per parte), Collesalvetti (p.p.), Luciana,
Nugola Nuova, Orciano Pisano, Pieve di Santa Luce, Rosignano Marittimo (p.p.),
Rosignano Solvay (p.p.).
SUPERFICIE 153 kmq.
CLIMA
Subumido 89% (C2 84% e C1 5%) e umido B1 11%.
LITOLOGIA
Argille (60%) e depositi alluvionali antichi terrazzati (18%);
subordinatamente depositi alluvionali recenti (9%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 60%, bassa 37%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m (79%), 100-200 m (20%).
Quota min-max: 0-142 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (75% in diminuzione; di cui colture arboree 5%, vigneti 3%);
subordinatamente pascoli (9% in aumento), formazioni forestali (8%; di cui
boschi 7%) e aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee di collina (68%); subordinatamente pascoli (9%), boschi
(7%), colture arboree (5%) e aree urbanizzate di collina (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: bassa 60%, media 32%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
46%, media 12%, alta e molto alta 33%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: prevalentemente media.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: non frequente (6%) in aumento moderatamente veloce.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo il T. Tora e il T. Lespa; fenomeni non ricorrenti lungo il
T. Morra, il T. Tanna, il R. Nugola, il F. Fine e gran parte dei suoi affluenti,
T. Savalano, B.ro della Sanguigna, T. Marmolaio, T. Tripesce e T. Acquerta.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente da scarso a severo a nord.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 10% in genere e < 10% a Collesalvetti e
Rosignano Marittimo.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (40-49%) e di autoconsumo (28-40%) in genere; di autoconsumo (63%) e a
tempo pieno (25%) a Collesalvetti e Rosignano Marittimo.
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (45-60%) ed extraziendale (21-33%) in genere; extraziendale (35%) e da
pensione (35%) a Collesalvetti e Rosignano Marittimo.
Superficie aziendale media: 10-23 ha.
SAU media: 7-13 ha in genere, 5 ha a Collesalvetti e Rosignano Marittimo.
Numero di corpi dell'azienda: 1
(36-60%) e 2-3 (28-35%) in genere; > 3 (40%) e 2-3 (35%) a Collesalvetti e
Rosignano Marittimo.
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (34-49%), foraggere (25-36%) e colture arboree (10-28%), con prevalenza
della vite.
Sottosistema di paesaggio CP4
Colline pisane da Fauglia a Palaia
ZONE INTERESSATE
Colline pisane da Fauglia a Palaia.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Capannoli (per parte), Capavoli, Casciana Alta, Casciana Terme, Castelfalfi,
Crespina, Fauglia, Forcoli (p.p.), Ghizzano, Lajatico (p.p.), Lari, Lorenzana,
Montecchio, Palaia, Selvatelle, Sughera, Terricciola.
SUPERFICIE 282 kmq.
CLIMA
Subumido C2 100%.
LITOLOGIA
Variabile, sabbie (38%), argille (22%) e depositi alluvionali antichi
terrazzati (19%); subordinatamente depositi alluvionali recenti (15%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 81%, bassa 15%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m (58%), 100-200 m (39%),
200-300 (3%).
Quota min-max: 11-290 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (60% in diminuzione; di cui colture arboree 24% in aumento,
oliveti 10% in aumento) e formazioni forestali (24%; di cui boschi 22% in
aumento); subordinatamente pascoli (10% in aumento) e aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (34%), colture arboree (24%) e boschi di collina (21%);
subordinatamente pascoli (10%) e aree urbanizzate di collina (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 49%, alta 38%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 14%, media 8%, alta e molto
alta 55%.
Presenza di terrazzamenti: 2%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media; prevalentemente media e localmente severa e
molto severa nella parte orientale.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (5%)
in aumento lento.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Era, T. Sterza, T. Cascina e T. Tora; fenomeni non ricorrenti lungo
F. Cascina, T. Crespina, T. Isola e R. Tavola.
Effetti di degradazione indotti a valle: interrimento di
canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (40%) e di autoconsumo (40%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (45%) ed extraziendale (33%).
Superficie aziendale media: 10 ha.
SAU media: 7 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (36%)
e 2-3 (35%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (34%), foraggere (25%) e colture arboree (24%).
Sottosistema di paesaggio CP5
Val di Pesa, Val d'Egola e bassa Val d'Elsa
ZONE INTERESSATE
Val di Pesa, Val d'Egola e Val d'Elsa a valle di Poggibonsi.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Badia a Cerreto, Barberino Val d'Elsa, Capannoli (per parte), Case Nuove
(p.p.), Castelfiorentino, Castelnuovo d'Elsa, Castel S.Gimignano, Cerbaia,
Certaldo, Forcoli (p.p.), Ginestra Fiorentina, Il Ferrone (p.p.), Malmantile
(p.p.), Marti, Mercatale (p.p.), Montaione, Montelupo Fiorentino, Monterappoli,
Montespertoli, Montopoli in Valdarno (p.p.), Peccioli, Poggibonsi (p.p.), Romola
(p.p.), San Casciano in Val di Pesa, San Gimignano, San Miniato (p.p.),
Sant'Andrea, Tavarnelle Val di Pesa, Treggiana, Ulignano.
SUPERFICIE 807 kmq.
CLIMA
Subumido C2 92% e umido B1 8%.
LITOLOGIA
Sabbie (51%) e argille (19%); subordinatamente conglomerati (18%) e depositi
alluvionali recenti (8%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 91%, bassa 6%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m (30%), 100-200 m (45%),
200-300 m (19%), 300-500 m (5%).
Quota min-max: 21-404 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (63%; di cui colture arboree 29% in aumento, vigneti 14%) e
formazioni forestali (26%; di cui boschi 23% in aumento); subordinatamente aree
urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (33%), colture arboree (28%) e boschi di collina (23%);
subordinatamente aree urbanizzate di collina (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 47%, alta 45%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
18%, media 8%, alta e molto alta 48%.
Presenza di terrazzamenti: 3%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media; prevalentemente media e localmente severa e
molto severa nella parte centro-nord.
Consumo di territorio, per urbanizzazione:
non frequente (5%) costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Pesa, T. Virginio, F. Elsa e T. di Casciani; fenomeni
non ricorrenti lungo T. Pesciola, R. del Pian Grande, T. Egola e T. Chiecina.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a molto severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20% all'interno, < 10% nel versante del Valdarno
e lungo l'Elsa (Castelfiorentino e Certaldo).
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
parziale (43%) e a tempo pieno (36%) all'interno; di autoconsumo (53-63%) e a
tempo pieno (25-29%) a nord e lungo l'Elsa.
Provenienza reddito aziendale: aziendale (53%) ed extraziendale
(29%) all'interno; extraziendale (35%) e da pensione (35%) lungo l'Elsa;
extraziendale (43%) e aziendale (32%) a nord.
Superficie aziendale media: 18 ha all'interno, 11 ha lungo l'Elsa e
5 ha a nord.
SAU media: 9 ha all'interno, 5 ha lungo l'Elsa e 3 ha a nord.
Numero di corpi dell'azienda: 2-3
(40-46%) e 1 (43%-50%) all'interno e a nord; > 3 (40%) e 2-3 (35%) lungo
l'Elsa.
Indirizzo colturale prevalente:
colture arboree (67%), tra le quali prevale la vite, e cereali (28%)
all'interno; foraggere (36%), cereali (34%) e colture arboree (28%), con
prevalenza dell'olivo, lungo l'Elsa; cereali (49%), colture arboree (28%), con
prevalenza della vite, e foraggere (15%) a nord.
Sottosistema di paesaggio CP6
Volterrano e alta Val d'Era
ZONE INTERESSATE
Zona di Volterra e alta Val d'Era.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Lajatico (per parte), Mazzolla, Saline, Villamagna, Volterra.
SUPERFICIE 279 kmq.
CLIMA
Subumido C2 97% e umido B1 3%.
LITOLOGIA
Argille (72%); subordinatamente depositi alluvionali recenti (11%), sabbie
(7%) e gessi (5%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 80%, bassa 12%).
Fasce altimetriche prevalenti: 100-200
m (59%), 0-100 m (17%), 200-300 m (16%), 300-600 m (9%).
Quota min-max: 52-554 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (63% in diminuzione; di cui colture arboree 2% in
diminuzione, oliveti 1%); subordinatamente pascoli (18% in aumento) e formazioni
forestali (12%; di cui boschi 7% in diminuzione).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee di collina (59%); subordinatamente pascoli (17%) e boschi di
collina (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: bassa 41%, media 41%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
32%, media 12%, alta e molto alta 42%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da media a molto severa.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante;
per attività estrattive: non
frequente (1%).
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Cecina, Botro Corolla, T. Fossera, F. Era, T. Sterza, T.
Fosce, F.so Macinaia e T. Capriggine; fenomeni non ricorrenti lungo T. Cascina e
T. Ragone.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (49%) e di autoconsumo (28%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (60%) ed extraziendale (21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (60%),
2-3 (28%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (48%) e foraggi (35%), tra le colture arboree prevale l'olivo.
Sottosistema di paesaggio CP7
Valle dello Staggia e Pian di Rosìa
ZONE INTERESSATE
Valle dello Staggia e Pian di Rosìa, da Casole d'Elsa alla zona di
Poggibonsi e da Siena al Piano di Rosìa.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Campiglia, Casole d'Elsa, Colle di Val d'Elsa, Poggibonsi (per parte),
Quercegrossa, Rosìa (p.p.), San Martino (p.p.), S.Rocco a Pilli, Siena (p.p.),
Staggia.
SUPERFICIE 318 kmq.
CLIMA
Subumido C2 87% e umido B1 13%.
LITOLOGIA
Variabile, sabbie (40%), argille (20%) e travertini (16%); subordinatamente
depositi alluvionali recenti (11%) e conglomerati (5%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 67%, bassa 23%) e subordinatamente di
pianura (10%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-300
m (60%), 100-200 m (28%), 300-400 m (10%), 0-100 m (1%).
Quota min-max: 87-389 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (67% in diminuzione; di cui colture arboree 13%, vigneti 8%)
e subordinatamente formazioni forestali (12%; di cui boschi 10%), pascoli (10%
in aumento) e aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (47%) e colture arboree di collina (13%); subordinatamente
pascoli di collina (10%), boschi di collina (10%), aree urbanizzate di collina
(9%) e colture erbacee di pianura (8%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 50%, bassa 31%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
32%, media 11%, alta e molto alta 43%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: comune (10%) in
aumento moderatamente veloce.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Merse, T. Staggia, T. Corfini e F.so Ruota.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente moderato a nord.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (63%) e a tempo pieno (25%).
Provenienza reddito aziendale: extraziendale (35%), da pensione
(35%).
Superficie aziendale media: 11 ha.
SAU media: 5 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(40%) e 2-3 (35%).
Indirizzo colturale prevalente: foraggere (36%), cereali (34%) e
colture arboree (28%), in prevalenza vite.
Sottosistema di paesaggio CP8
Val d'Arbia e Val d'Asso
ZONE INTERESSATE
Val d'Arbia e Val d'Asso.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Arbia, Asciano, Buonconvento, Castelnuovo Berardenga, Monteroni d'Arbia,
Ponte a Tressa, Ponte d'Arbia, Rapolano Terme (per parte), San Quirico d'Orcia
(p.p.), S.Giovanni d'Asso, Serre di Rapolano (p.p.), Siena (p.p.), Torrenieri,
Trequanda.
SUPERFICIE 706 kmq.
CLIMA
Subumido 100% (C2 56% e C1 44%).
LITOLOGIA
Argille (64%) e sabbie (23%); subordinatamente depositi alluvionali recenti
(9%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 82%, bassa 15%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-300
m (51%), 100-200 m (27%), 300-400 m (18%), 400-600 m (4%).
Quota min-max: 116-545 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (64% in diminuzione; di cui colture arboree 4%, vigneti 2%);
subordinatamente formazioni forestali (18%; di cui boschi 15%) e pascoli (15% in
aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee di collina (59%); subordinatamente pascoli (15%) e boschi di
collina (15%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 44%, bassa 37%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 32%, media 10%, alta e molto
alta 40%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: prevalentemente media, con numerose aree a erosione severa e molto
severa.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Ombrone, T. Arbia e T. Asso.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20% in genere; > 20% a sud.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (45%) e a tempo pieno (30%) in genere; a tempo pieno (49%) e di
autoconsumo (28%) a sud.
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (37%) e da pensione (33%) in genere; aziendale (60%) ed extraziendale
(21%) a sud.
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 11-13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(35%) e 1 (34%) in genere; 1 (60%) e 2-3 (28%) a sud.
Indirizzo colturale prevalente: in
genere foraggere (55%) e cereali (34%), con prevalenza dell'olivo tra le colture
arboree; a sud cereali (49%) e foraggere (35%), con prevalenza della vite tra le
colture arboree.
Sottosistema di paesaggio CP9
Alta e media Val d'Orcia e Val di Paglia
ZONE INTERESSATE
Alta e media Val d'Orcia e Val di Paglia.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Gallina, Monticchiello, Pienza, Radicofani, San Casciano dei Bagni (per
parte), San Quirico d'Orcia (p.p.).
SUPERFICIE 294 kmq.
CLIMA
Umido 62% (B2 30%, B4 12%, B3 11% e B1 9%) e subumido 38% (C1 34% e C2 4%).
LITOLOGIA
Argille (86%); subordinatamente depositi alluvionali recenti (7%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 78%, bassa 10%) e subordinatamente
montana (bassa 10%).
Fasce altimetriche prevalenti: 300-400
m (42%), 400-500 m (32%), 500-600 m (13%), 200-300 (8%), 600-900 m (5%).
Quota min-max: 236-834 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (51% in diminuzione; di cui colture arboree, oliveti, 1%) e
pascoli (24% in aumento); subordinatamente formazioni forestali (19%; di cui
boschi 11% in diminuzione).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (46%) e pascoli di collina (20%); subordinatamente boschi
(9%) e arbusteti e cespuglieti di collina (7%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 40%, alta 39%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
33%, media 11%, alta e molto alta 38%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da media a molto severa.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: non frequente (1%) costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e non ricorrenti lungo il F.
Orcia e gran parte dei suoi affluenti, lungo il T. Paglia e i suoi affluenti e
lungo il T. Formone.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente da scarso a moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (49%) e di autoconsumo (28%).
Provenienza reddito aziendale: aziendale (60%) ed extraziendale
(21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (60%),
2-3 (28%).
Indirizzo colturale prevalente: cereali (48%) e foraggi (35%), tra
le colture arboree prevale l'olivo.
Sottosistema di paesaggio CP10
Colline sud occidentali della Val di Chiana
ZONE INTERESSATE
Colline sud occidentali della Val di Chiana, dalla zona di Torrita di Siena
a Chiusi e alla valle del T. Astrone.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Cetona (per parte), Chianciano Terme (p.p.), Chiusi, Chiusi Scalo,
Gracciano, Montefollonico, Montepulciano, Montepulciano Stazione (p.p.),
Palazzone (p.p.), Sant'Albino (p.p.), Sinalunga (p.p.), Torrita di Siena.
SUPERFICIE 224 kmq.
CLIMA
Subumido 77% (C1 72% e C2 5%) e umido B1 23%.
LITOLOGIA
Sabbie (68%); subordinatamente argille (20%) e depositi alluvionali recenti
(8%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 71%, bassa 22%).
Fasce altimetriche prevalenti: 300-400
m (48%), 200-300 m (39%), 400-500 m (10%), 500-700 m (3%).
Quota min-max: 231-607 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (66% in diminuzione; di cui colture arboree 16%, vigneti
10%); subordinatamente formazioni forestali (16%; di cui boschi 15% in
diminuzione), pascoli (12% in aumento) e aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (47%) e colture arboree di collina (15%); subordinatamente
boschi (14%), pascoli (12%) e aree urbanizzate di collina (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: alta 45%, media 44%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
27%, media 11%, alta e molto alta 44%.
Presenza di terrazzamenti: 6%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media, localmente severa.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (5%) in
aumento lento.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo T. Astrone, T. Fossalto e F.so di Gragnano; fenomeni non
ricorrenti lungo T. Parce, F.so Segavene e F.so Monaco.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo pieno (40%) e di autoconsumo
(40%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (45%) ed extraziendale (33%).
Superficie aziendale media: 10 ha.
SAU media: 7 ha a nord di Chianciano,
3 ha a sud.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (36%),
2-3 (35%).
Indirizzo colturale prevalente: cereali (43%), foraggere (35%) e
colture arboree (21%), in cui prevale la vite.
Sottosistema di paesaggio CP11
Rilievi tra Bibbona e Ponteginòri
ZONE INTERESSATE
Zona tra Bibbona e Ponteginòri.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Bibbona, Casale Marittimo (per parte), Guardistallo (p.p.), Montescudaio
(p.p.).
SUPERFICIE 69 kmq.
CLIMA
Subumido 99% (C2 81% e C1 18%) e umido B1 1%.
LITOLOGIA
Variabile, argille (42%), depositi alluvionali antichi terrazzati (27%) e
recenti (15%); subordinatamente conglomerati (8%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 70%, bassa 21%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m (73%), 100-200 m (24%),
200-300 m (3%).
Quota min-max: 21-268 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (73%; di cui colture arboree 11%, oliveti 7%);
subordinatamente formazioni forestali (15%; di cui boschi 13% in aumento) e
pascoli (8%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee di collina (57%); subordinatamente boschi (13%), colture arboree
(10%) e pascoli di collina (7%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 51%, alta 25%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 25%, media 14%, alta e molto
alta 45%.
Presenza di terrazzamenti: 2%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo il F. Cecina; fenomeni non ricorrenti lungo T. Sterza, F.so della Madonna
e Botro del Campo di Sasso.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 10%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (30-49%) e di autoconsumo (28-45%).
Provenienza reddito aziendale: aziendale (37-60%) ed extraziendale
(20-21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 11-13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1
(34-60%) e 2-3 (28-31%).
Indirizzo colturale prevalente: foraggere (35-55%), cereali (34-49%)
e colture arboree (10%) con prevalenza di olivo.
Sottosistema di paesaggio CP12
Valle del Carsia
ZONE INTERESSATE
Valle del T. Carsia nella zona di Ribolla.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Ribolla.
SUPERFICIE 64 kmq.
CLIMA
Subumido C2 100%.
LITOLOGIA
Conglomerati (38%) e depositi alluvionali antichi terrazzati (33%);
subordinatamente depositi
alluvionali recenti (15%) e argille (12%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (bassa 44%, alta 31%) e subordinatamente di
pianura (25%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m
(88%), 100-200 m (12%).
Quota min-max: 22-150 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (61% in diminuzione; di cui colture arboree 8%, vigneti 3%)
e pascoli (24% in aumento); subordinatamente formazioni forestali (12% in
diminuzione; di cui boschi 10% in diminuzione).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (38%) e pascoli di collina (20%); subordinatamente colture
erbacee di pianura (16%), boschi di collina (8%) e colture arboree di collina
(7%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 57%, bassa 32%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
43%, media 11%, alta e molto alta 31%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo il T. Carsia.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (45%) e a tempo pieno (30%).
Provenienza reddito aziendale: in
parti pressoché‚ uguali per le tre tipologie, con leggera prevalenza di
quella aziendale (37%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 11 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(35%), 1 (34%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (55%) e cereali (34%), tra le colture arboree prevale la vite.
Sottosistema di paesaggio CP13
Rilievi dalla bassa Val d'Orcia alla bassa valle del Trasubbie
ZONE INTERESSATE
Rilievi dalla valle del T. Gretano alla bassa valle dell'Orcia e alle basse
valli del T. Mellacce e del T. Trasubbie.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Baccinello, Cinigiano, Paganico.
SUPERFICIE 357 kmq.
CLIMA
Subumido 90% (C2 84% e C1 6%) e umido B1 10%.
LITOLOGIA
Argille (38%) e conglomerati (33%); subordinatamente depositi alluvionali
recenti (18%) e sabbie (6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 74%, bassa 17%) e subordinatamente di
pianura (7%).
Fasce altimetriche prevalenti: 100-200
m (48%), 0-100 m (35%), 200-300 m (16%), 300-500 m (1%).
Quota min-max: 14-409 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (69%; di cui colture arboree 5% in diminuzione, oliveti 3%);
subordinatamente formazioni forestali (15%; di cui boschi 12% in diminuzione) e
pascoli (13%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee di collina (59%); subordinatamente pascoli di collina (12%),
boschi di collina (11%), colture arboree di collina (5%) e colture erbacee di
pianura (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: alta 43%, media 42%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 29%, media 11%, alta e molto
alta 33%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media, localmente severa e molto severa.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: non frequente (1%) costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e non ricorrenti lungo F.
Ombrone, F. Orcia, T. Gretano, T. Gretanessa, T. Trisolla, T. Ribusieri, T.
Melacce, T. Melacciole, T. Trasubbie, T. Maiano, T. Trasubbino, T. Ente, F.so
Lanzo e F.so Senna.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente da moderato a severo nella parte nord.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (49%) e di autoconsumo (28%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (60%) ed extraziendale (21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (60%),
2-3 (28%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (48%) e foraggi (35%).
Sottosistema di paesaggio CP14
Alta e media valle dell'Albegna
ZONE INTERESSATE
Alta e media valle dell'Albegna.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Magliano in Toscana (per parte), Pomonte, Saturnia.
SUPERFICIE 259 kmq.
CLIMA
Subumido 83% (C2 44% e C1 39%) e umido 17% (B1 11% e B2 6%).
LITOLOGIA
Variabile, argille (34%), conglomerati (29%) e sabbie (11%);
subordinatamente depositi
alluvionali recenti (10%) e travertini (7%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 61%, bassa 32%) e subordinatamente di
pianura (6%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m
(45%), 100-200 m (40%), 200-500 m (14%).
Quota min-max: 7-432 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (50% in diminuzione; di cui colture arboree 4%, vigneti 2%)
e pascoli (31% in aumento); subordinatamente formazioni forestali (16%; di cui
boschi 15%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (41%) e pascoli di collina (30%); subordinatamente boschi di
collina (14%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 46%, bassa 41%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 39%, media 12%, alta e molto
alta 35%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: non frequente (2%) costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti lungo F. Albegna, F. Osa, F.
Elsa, T. Fiascone, F.so dell'Asinarco e F.so Mozzapiedi.
Effetti di degradazione indotti a valle:
interrimento di canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (49%) e di autoconsumo (28%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (60%) ed extraziendale (21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (60%),
2-3 (28%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (48%) e foraggi (35%).
Sottosistema di paesaggio CP15
Colline tra la bassa valle del Fiora e Capalbio
ZONE INTERESSATE
Colline tra la bassa valle del Fiora e Capalbio, zona di Pescia Fiorentina,
da Poggio Capalbiaccio a Poggio Costone.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Borgo Carige, Pescia Fiorentina.
SUPERFICIE 86 kmq.
CLIMA
Subumido 100% (C1 56% e C2 44%).
LITOLOGIA
Molto variabile, sabbie (25%), conglomerati (22%), depositi alluvionali
antichi terrazzati (22%) e recenti (13%); subordinatamente travertini (6%) e argilliti scompaginate
del Complesso caotico (5%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 44%, bassa 40%) e subordinatamente di
pianura (12%).
Fasce altimetriche prevalenti: 0-100 m
(69%), 100-200 m (27%), 200-300 m (4%).
Quota min-max: 14-299 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (56% in diminuzione; di cui colture arboree 8%, vigneti 6%)
e pascoli (31% in aumento); subordinatamente formazioni forestali (12%; di cui
macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti 6%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (40%) e pascoli di collina (28%); subordinatamente colture
erbacee di pianura (8%), colture arboree di collina (6%), boschi di collina (5%)
e macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: bassa 58%, media 37%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 56%, media 11%, alta e molto alta 23%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media, localmente severa e molto severa.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (1%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo il F.so del Lasco delle Vene e il F.so del Tafone.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da scarso a moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (49%) e di autoconsumo (28%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (60%) ed extraziendale (21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (60%),
2-3 (28%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (48%) e foraggi (35%), tra le colture arboree prevale la vite.
SISTEMA DI PAESAGGIO RT = RIPIANI TUFACEI
ZONE INTERESSATE
Zona di Pitigliano e Sorano, dal T. Stridone a F.so della Nova.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Pitigliano, San Giovanni delle Contee, San Quirico, Sorano.
SUPERFICIE 211 kmq.
CLIMA
Umido 71% (B1 43%, B2 25% e B3 3%) e subumido C1 29%.
LITOLOGIA
Rocce ignee effusive (86%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 68%, bassa 27%).
Fasce altimetriche prevalenti: 400-500 m (39%), 200-300 m (29%),
300-400 m (20%), 100-200 m (5%), 500-700 m (7%).
Quota min-max: 135-612 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (37% in diminuzione; di cui colture arboree 7%, vigneti 6%),
pascoli (31% in aumento) e formazioni forestali (29%; di cui boschi 28%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Pascoli di collina (29%), boschi di collina (28%) e colture erbacee di
collina (27%); subordinatamente colture arboree di collina (7%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 52%, alta 26%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
15%, media 7%, alta e molto alta 49%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (2%)
costante;
per attività estrattive: non
frequente (1%).
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
lungo il F. Fiora e il T. Stridone.
Effetti di degradazione indotti a valle: interrimento di
canalizzazioni e corsi d'acqua.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente da scarso a moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (49%) e di autoconsumo (28%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (60%) ed extraziendale (21%).
Superficie aziendale media: 23 ha.
SAU media: 13 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (60%),
2-3 (28%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (48%) e foraggi (35%), tra le colture arboree prevale la vite.
SISTEMA DI PAESAGGIO CI = CONCHE INTERMONTANE
ZONE INTERESSATE
Conche della Lunigiana, della Garfagnana, del Mugello, del Casentino, della
Valtiberina e del Valdarno Superiore, piana di Arezzo e Val di Chiana.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Anghiari, Arezzo (per parte), Aulla, Barberino di Mugello, Barga (p.p.),
Bibbiena, Borgo S.Lorenzo, Bucine, Castelfranco di Sopra, Castelnuovo in
Garfagnana, Castiglion Fibocchi, Castiglion Fiorentino (p.p.), Figline Valdarno,
Filattiera, Foiano della Chiana, Gallicano (p.p.), Incisa in Valdarno (p.p.),
Laterina, Licciana Nardi (p.p.), Loro Ciuffenna (p.p.), Marciano, Monte San
Savino (p.p.), Monterchi, Montevarchi, Pian di Scò (p.p.), Pieve Fosciana,
Pontremoli (p.p.), Poppi (p.p.), Pratovecchio (p.p.), Reggello, Rignano
sull'Arno, S.Giovanni Valdarno, San Piero a Sieve (p.p.), Sansepolcro,
Scarperia, Sinalunga (p.p.), Terranuova Bracciolini, Vicchio, Villafranca in
Lunigiana.
SUPERFICIE 1.537 kmq.
CLIMA
Subumido 66% (C2 34% e C1 32%), umido 27% (B1 15%, B2 5%, B4 5% e B3 2%) e
perumido 7%.
LITOLOGIA
Variabile, sabbie (25%), depositi alluvionali recenti (24%) e antichi
terrazzati (21%); subordinatamente argille (10%) e conglomerati (8%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 47%, bassa 22%) e di pianura (27%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-300
m (63%), 100-200 m (19%), 300-400 m (14%), 400-600 m (3%), 0-100 m (1%).
Quota min-max: 51-557 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (66% in diminuzione; di cui colture arboree 10%, vigneti
5%); subordinatamente formazioni forestali (16%; di cui boschi 15%), aree
urbanizzate (8% in aumento) e pascoli (6%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee di collina (35%) e di pianura (21%) e boschi di collina
(13%); subordinatamente colture arboree (7%) e pascoli di collina (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 45%, bassa 31%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
24%, media 11%, alta e molto alta 48%.
Presenza di terrazzamenti: 3%.
Sottosistema di paesaggio CI1
Conca della Lunigiana
ZONE INTERESSATE
Conca della Lunigiana.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Aulla, Filattiera, Licciana Nardi (per parte), Malgrate, Monteluscio, Monti,
Pallerone, Pontremoli (p.p.), Terrarossa, Villafranca in Lunigiana.
SUPERFICIE 132 kmq.
CLIMA
Perumido 50% e umido B4 50%.
LITOLOGIA
Variabile, alternanze turbiditiche calcaree (31%), conglomerati (23%) e
depositi alluvionali antichi terrazzati (21%) e recenti (9%); subordinatamente
argilliti scompaginate del Complesso caotico (10%) e argille (6%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 82%, bassa 9%).
Fasce altimetriche prevalenti: 100-200
m (56%), 200-300 m (28%), 0-100 m (12%), 300-500 m (4%).
Quota min-max: 51-494 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (48% in aumento; di cui boschi 47% in aumento:
castagneti da frutto 2%) e colture agrarie (27% in diminuzione; di cui colture
arboree 8% in aumento, vigneti 6% in aumento); subordinatamente pascoli (13% in
aumento) e aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi (42%: castagneti da frutto 1%) e colture erbacee di collina (18%);
subordinatamente pascoli di collina (12%), aree urbanizzate di collina (8%),
colture arboree di collina (7%) e boschi di montagna (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: alta 49%, media 45%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 4%, media 4%, alta e molto
alta 51%.
Presenza di terrazzamenti: 7%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: comune (9%) in
aumento moderatamente veloce;
per attività estrattive: non frequente (1%).
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Magra, T. Verde, T. Gordana, T. Caprio, T. Teglia, T.
Bagnone, F.so Osca, T. Penolo, T. Ciniglia, T. Tanerone, T. Aulella, T. Rosaro e
T. Bardine.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a molto severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (63%) e a tempo pieno (25%).
Provenienza reddito aziendale:
extraziendale (35%), da pensione (35%).
Superficie aziendale media: 11 ha.
SAU media: 5 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(40%) e 2-3 (35%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (36%), cereali (34%) e colture arboree (28%), in prevalenza vite.
Sottosistema di paesaggio CI2
Conca della Garfagnana
ZONE INTERESSATE
Conca della Garfagnana.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Barga (per parte), Castelnuovo in Garfagnana, Fornaci di Barga, Gallicano
(p.p.), Pieve Fosciana.
SUPERFICIE 46 kmq.
CLIMA
Perumido 100%.
LITOLOGIA
Molto variabile, depositi alluvionali antichi terrazzati (37%) e recenti
(16%) e conglomerati (13%); subordinatamente arenarie turbiditiche
quarzoso-feldspatiche (9%), argilliti scompaginate del Complesso caotico (7%) e
sabbie (5%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 80%, bassa 3%) e subordinatamente
montana (bassa 15%).
Fasce altimetriche prevalenti: 100-300
m (58%), 300-400 m (26%), 400-500 m (14%), 500-600 m (3%).
Quota min-max: 119-557 m.
USO DEL SUOLO
Formazioni forestali (39% in aumento, di cui boschi 38% in aumento) e
colture agrarie (35% in diminuzione; di cui colture arboree 5% in aumento,
vigneti 3% in aumento); subordinatamente aree urbanizzate e pascoli (7%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Boschi (30%) e colture erbacee di collina (27%); subordinatamente aree
urbanizzate di collina (17%) e boschi di montagna (9%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 58%, alta 30%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
3%, media 4%, alta e molto alta 58%.
Presenza di terrazzamenti: 8%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: frequente (18%) in aumento moderatamente veloce.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo F. Serchio, T. di Castiglione, T. Corsonna e T. Ania.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (63%) e a tempo pieno (25%).
Provenienza reddito aziendale: extraziendale (35%), da pensione
(35%).
Superficie aziendale media: 11 ha.
SAU media: 5 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(40%) e 2-3 (35%).
Indirizzo colturale prevalente: foraggere (36%), cereali (34%) e
colture arboree (28%), in prevalenza vite.
Sottosistema di paesaggio CI3
Conca del Mugello
ZONE INTERESSATE
Conca del Mugello.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Barberino di Mugello, Borgo S.Lorenzo, Cavallina, Galliano, Grazzano, Luco
Mugello, Panicaglia, Ronta (per parte), San Piero a Sieve (p.p.), Scarperia,
Vicchio.
SUPERFICIE 164 kmq.
CLIMA
Umido 100% (B1 70%, B2 19% e B3 11%).
LITOLOGIA
Depositi alluvionali antichi terrazzati (62%) e argille (14%);
subordinatamente conglomerati (7%) e turbiditi con scisti siltosi e marne (7%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 62%, bassa 27%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-300
m (62%), 300-400 m (23%), 100-200 m (12%), 400-600 m (3%).
Quota min-max: 163-506 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (63% in diminuzione; di cui colture arboree 4% in
diminuzione, oliveti 2%); subordinatamente formazioni forestali (19%; di cui
boschi 18%), aree urbanizzate e pascoli (7% in aumento).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (53%) e boschi di collina (16%); subordinatamente aree
urbanizzate di collina (9%), pascoli di collina (6%) e colture erbacee di
pianura (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 53%, alta 33%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
21%, media 10%, alta e molto alta 50%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: comune (10%) in
aumento moderatamente veloce;
per attività estrattive: non
frequente (1%).
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo il F. Sieve e il T. Muccione; fenomeni non ricorrenti lungo
T. Bagnone, T. Bosso, T. Faltona, T. Le Cale, T. Fistona, F.so di Strulla e T.
Ensa.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente da moderato a severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (63%) e a tempo pieno (25%).
Provenienza reddito aziendale:
extraziendale (35%), da pensione (35%).
Superficie aziendale media: 11 ha.
SAU media: 5 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(40%) e 2-3 (35%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (36%), cereali (34%) e colture arboree (28%), in prevalenza olivo.
Sottosistema di paesaggio CI4
Conca del Casentino
ZONE INTERESSATE
Conca del Casentino, da Pratovecchio a Bibbiena.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Bibbiena, Corsalone (per parte), Partina (p.p.), Poppi (p.p.), Pratovecchio
(p.p.), Soci.
SUPERFICIE 53 kmq.
CLIMA
Umido 100% (B2 68%, B3 28% e B4 4%).
LITOLOGIA
Sabbie (43%) e depositi alluvionali antichi terrazzati (34%);
subordinatamente argilliti scompaginate del Complesso caotico (15%) e alternanze
turbiditiche calcaree (8%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 77%, bassa 13%) e subordinatamente di
pianura (6%).
Fasce altimetriche prevalenti: 300-400
m (61%), 400-500 m (34%), 500-600 m (5%).
Quota min-max: 316-553 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (60% in diminuzione; di cui colture arboree 2%, vivai,
pioppeti e simili 1%); subordinatamente formazioni forestali (15%; di cui boschi
14%), pascoli (13% in aumento) e aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (52%) e boschi di collina (13%); subordinatamente pascoli di
collina (12%), aree urbanizzate di collina (9%) e colture erbacee di pianura
(5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 69%, bassa 22%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
11%, media 9%, alta e molto alta 65%.
Presenza di terrazzamenti: 3%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: comune (10%) in
aumento moderatamente veloce.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e non ricorrenti lungo il F.
Arno; fenomeni non ricorrenti lungo T. Solano, T. Sova, T. Archiano e T.
Teggina.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: di autoconsumo (39%) e a tempo pieno
(33%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (42%) ed extraziendale (30%).
Superficie aziendale media: 14 ha.
SAU media: 6 ha.
Numero di corpi dell'azienda: > 3
(57%) e 2-3 (25%).
Indirizzo colturale prevalente:
foraggere (52%) e cereali (28%), tra le colture arboree prevale la vite.
Sottosistema di paesaggio CI5
Conca della Valtiberina
ZONE INTERESSATE
Conca della Valtiberina, zona di Sansepolcro, Anghiari e Monterchi.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Anghiari, Gricignano, Monterchi, Prato (AR), Sansepolcro, Trebbio.
SUPERFICIE 80 kmq.
CLIMA
Subumido C2 64% e umido 36% (B1 35% e B2 1%).
LITOLOGIA
Depositi alluvionali antichi terrazzati (49%) e recenti (44%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: di pianura (44%) e collinare (alta 42%, bassa 12%).
Fasce altimetriche prevalenti: 300-400
m (87%), 200-300 m (5%), 400-600 m (7%).
Quota min-max: 290-506 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (79%; di cui colture arboree 4%, vigneti 3%);
subordinatamente aree urbanizzate e formazioni forestali (rappresentate da
boschi, 8% in diminuzione).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee di pianura (38%) e di collina (37%); subordinatamente boschi
(7%) e aree urbanizzate di collina (7%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: bassa 54%, media 40%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
29%, media 17%, alta e molto alta 42%.
Presenza di terrazzamenti: 2%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: localmente da scarsa a media.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: comune (10%) in
aumento moderatamente veloce;
per attività estrattive: non
frequente (1%).
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e non ricorrenti lungo il F.
Tevere e il T. Sovara; fenomeni non ricorrenti lungo il T. Cerfone e la Valle
Padonchia.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: localmente moderato.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20%.
Tipologia azienda-famiglia: a tempo
pieno (40%) e di autoconsumo (40%).
Provenienza reddito aziendale:
aziendale (45%) ed extraziendale (33%).
Superficie aziendale media: 10 ha.
SAU media: 3-7 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (36%),
2-3 (35%).
Indirizzo colturale prevalente:
cereali (34%), foraggere (25%) e colture arboree (24%) in cui prevale la vite;
è presente la coltura del tabacco soprattutto nel comune di Montieri.
Sottosistema di paesaggio CI6
Conca del Valdarno superiore
ZONE INTERESSATE
Conca del Valdarno Superiore, da Laterina a Rignano sull'Arno.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Bucine, Capannole (per parte), Castelfranco di Sopra, Castelnuovo dei
Sabbioni (p.p.), Castiglion Fibocchi, Figline Valdarno, Incisa in Valdarno
(p.p.), Laterina, Leccio, Levane, Loro Ciuffenna (p.p.), Mercatale Valdarno
(p.p.), Montevarchi, Pian di Scò (p.p.), Reggello, Rignano sull'Arno,
S.Giovanni Valdarno, S.Giustino Valdarno, Santa Barbara, Terranuova Bracciolini.
SUPERFICIE 408 kmq.
CLIMA
Subumido C2 81% e umido 19% (B1 17% e B2 2%).
LITOLOGIA
Variabile, argille (29%), sabbie (29%) e conglomerati (14%);
subordinatamente depositi alluvionali recenti (10%) e antichi terrazzati (5%) e
arenarie turbiditiche quarzoso-feldspatiche (9%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (alta 76%, bassa 15%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-300 m (48%), 100-200 m (44%),
300-400 m (7%), 400-600 m (1%).
Quota min-max: 100-522 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (52% in diminuzione; di cui colture arboree 17%, oliveti 8%)
e formazioni forestali (25%; di cui boschi 22% in aumento); subordinatamente
pascoli (11% in aumento) e aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee (32%), boschi (21%) e colture arboree di collina (14%);
subordinatamente pascoli (11%) e aree urbanizzate di collina (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 49%, alta 44%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
7%, media 6%, alta e molto alta 60%.
Presenza di terrazzamenti: 2%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media, localmente severa.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: comune (7%) in
aumento lento;
per attività estrattive: non
frequente (2%).
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e
non ricorrenti lungo il T. Resco; fenomeni non ricorrenti lungo F. Arno, T.
Chiesimone, Borro Cesto, T. Ciuffenna, T. Agna, T. Oreno, Borro Fornace e Borro
Riofi.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a molto severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: 10-20% nelle zone più alte, < 10% più in basso.
Tipologia azienda-famiglia: nelle zone
più alte a tempo parziale (43%) e a tempo pieno (36%), più in basso di
autoconsumo (63%) e a tempo pieno (25%).
Provenienza reddito aziendale: nelle zone più alte aziendale (53%)
ed extraziendale (29%), più in basso extraziendale (35%) e da pensione (35%).
Superficie aziendale media: 18 ha in
alto, 11 ha in basso.
SAU media: 9 ha in alto e 5 ha in
basso.
Numero di corpi dell'azienda: nelle
zone più alte 2-3 (46%) e 1 (43%), più in basso > 3 (40%) e 2-3 (35%).
Indirizzo colturale prevalente: nelle
zone più alte colture arboree (67%) e cereali (28%); più in basso foraggere
(36%) e colture arboree (28%).
Sottosistema di paesaggio CI7
Piana di Arezzo
ZONE INTERESSATE
Piana di Arezzo.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Arezzo (per parte), Chiassa, Indicatore, Ponte alla Chiassa, Ponte Buriano,
Tregozzano (p.p.).
SUPERFICIE 87 kmq.
CLIMA
Subumido C2 78% e umido 22% (B1 16% e B2 6%).
LITOLOGIA
Depositi alluvionali antichi terrazzati (61%) e recenti (22%);
subordinatamente turbiditi con scisti siltosi e marne (8%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: collinare (bassa 38%, alta 24%) e di pianura (38%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-300
m (99%), 300-400 m (1%).
Quota min-max: 202-343 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (65% in diminuzione; di cui colture arboree 9% in
diminuzione, vigneti 6%) e aree urbanizzate; subordinatamente formazioni
forestali (rappresentate da boschi, 7%).
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee di collina (34%) e di pianura (21%); subordinatamente aree
urbanizzate di pianura (11%) e di collina (11%), colture arboree di collina (8%)
e boschi di collina (6%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: media 55%, bassa 28%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa
14%, media 10%, alta e molto alta 68%.
Presenza di terrazzamenti: 1%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Consumo di territorio, per
urbanizzazione: frequente (22%) in aumento rapido;
per attività estrattive: non
frequente (1%).
Inondabilità: fenomeni ricorrenti e non ricorrenti lungo F. Arno,
T. La Chiassa, T. Vingone, T. Castro e canale Maestro della Chiana.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: < 10%.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (53%) e a tempo pieno (29%).
Provenienza reddito aziendale: extraziendale (43%) e aziendale
(32%).
Superficie aziendale media: 5 ha.
SAU media: 3 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 (50%)
e 2-3 (40%).
Indirizzo colturale prevalente: cereali (48%) e colture arboree
(28%), in prevalenza vite.
Sottosistema di paesaggio CI8
Val di Chiana
ZONE INTERESSATE
Val di Chiana.
PRINCIPALI CENTRI ABITATI
Badia al Pino, Barullo Centoia, Battifolle (per parte), Bettolle, Camucia
(p.p.), Castiglion Fiorentino (p.p.), Cesa, Guazzino, Foiano della Chiana,
Marciano, Monsignolo, Montecchio (Castiglion F.no, p.p.), Montecchio (Cortona),
Montepulciano Stazione (p.p.), Monte San Savino (p.p.), Olmo (p.p.), Osteria,
Pieve al Toppo, Pozzo della Chiana, Puliciano (p.p.), Rigutino (p.p.), Santa
Caterina, Sinalunga (p.p.), Terontola Stazione (p.p.), Valiano, Viciomaggio
(p.p.).
SUPERFICIE 568 kmq.
CLIMA
Subumido 98% (C1 85% e C2 13%) e umido B2 2%.
LITOLOGIA
Depositi alluvionali recenti (45%) e sabbie (41%); subordinatamente depositi
alluvionali antichi terrazzati (9%).
RILIEVO
Intensità di rilievo: di pianura (55%) e collinare (bassa 31%, alta 14%).
Fasce altimetriche prevalenti: 200-300
m (94%), 300-400 m (6%).
Quota min-max: 225-346 m.
USO DEL SUOLO
Colture agrarie (88%; di cui colture arboree 9%, vigneti 5%);
subordinatamente aree urbanizzate.
PROFILO DEL PAESAGGIO
Colture erbacee di pianura (45%) e di collina (35%); subordinatamente
colture arboree di pianura (5%).
CARATTERISTICHE DEL PAESAGGIO
Eterogeneità dell'uso del suolo: bassa 59%, media 37%.
Densità di siepi: bassa e molto bassa 45%, media 18%, alta e molto
alta 32%.
Presenza di terrazzamenti: 3%.
DEGRADAZIONE DEL SUOLO
Erosione: da scarsa a media nelle colline della parte meridionale,
localmente media in quelle a nord.
Consumo di territorio, per urbanizzazione: non frequente (5%)
costante.
Inondabilità: fenomeni ricorrenti
prevalenti nella pianura della Val di Chiana a sud della confluenza con il T.
Esse; fenomeni ricorrenti e non ricorrenti con prevalenza dei secondi nella
pianura a nord di Cesa e lungo il T. Esse, oltre che lungo gran parte dei loro
affluenti, tra cui F.so Vignone, R. di Cozzano, R. di Vitiano, F.so di Loto, R.
Riola, F.so Il Leprone e F.so Gargaiolo, nella piana tra canale Renello e canale
Montecchio e a nord di Monsigliolo.
ALTRI RISCHI NATURALI
Rischio d'incendio: da moderato a severo.
CARATTERISTICHE DELL'AGRICOLTURA
Indice di ruralità: > 20% in genere, 10-20% nella zona occidentale, di
Foiano della Chiana e Battifolle.
Tipologia azienda-famiglia: di
autoconsumo (46%) e a tempo parziale (34%) in genere, a tempo pieno (40%) e di
autoconsumo (40%) nella zona occidentale.
Provenienza reddito aziendale: aziendale ed extraziendale,
rispettivamente 58% e 26% in genere e 45% e 33% nella zona occidentale.
Superficie aziendale media: 9-10 ha.
SAU media: 6-7 ha.
Numero di corpi dell'azienda: 1 e 2-3,
rispettivamente 59% e 26% in genere e 36% e 35% nella zona occidentale.
Indirizzo colturale prevalente: in
genere cereali (43%), colture arboree (24%) e colture industriali (21%); nella
zona occidentale cereali (34%) foraggere (25%) e colture arboree (24%), con
prevalenza di vite.
Toscana
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (23%), e di collina (16%) e colture erbacee di collina (17%);
subordinatamente colture erbacee di pianura (7%), pascoli di collina (7%) e
colture arboree di collina (6%).
Sistema di paesaggio AP "Appennino"
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (51%) e di collina (15%); subordinatamente colture arboree di
collina (7%) e pascoli di montagna (6%).
Sistema di paesaggio AA "Alpi Apuane"
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (59%); subordinatamente aree nude ed estrattive di montagna
(9%), colture arboree di montagna (7%) e pascoli di montagna (6%).
Sistema di paesaggio RA "Rilievi dell'antiappennino"
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di collina (29%) e di montagna (13%), colture erbacee di collina (14%) e
macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina (13%);
subordinatamente pascoli di collina (12%) e macchia, gariga e altri arbusteti e
cespuglieti di montagna (6%).
Sistema di paesaggio CP "Colline plioceniche"
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di collina (46%), boschi di collina (15%), pascoli di collina
(13%) e colture arboree di collina (12%).
Sistema di paesaggio RT "Ripiani tufacei"
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Pascoli di collina (29%), boschi di collina (28%) e colture erbacee di collina
(27%); subordinatamente colture arboree di collina (7%).
Sistema di paesaggio CI "Conche
intermontane"
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di collina (35%) e di pianura (21%) e boschi di collina (13%);
subordinatamente colture arboree (7%) ed erbacee di collina (6%).
Sistema di paesaggio PA "Pianure alluvionali"
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di pianura (47%) e aree urbanizzate di pianura (21%);
subordinatamente colture arboree di pianura (8%), colture erbacee di collina
(7%) e aree urbanizzate di collina (5%).
Sistema di paesaggio PC "Pianure costiere"
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di pianura (48%) e aree urbanizzate di pianura (14%);
subordinatamente boschi di pianura (8%), colture arboree di collina (7%) e
pascoli di pianura (5%).
Sistema di paesaggio IP "Isole e promontori"
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di montagna (34%) e di collina
(17%) e boschi di montagna (11%); subordinatamente colture erbacee di collina
(9%), aree urbanizzate di collina (7%) e boschi di collina (6%).
SOTTOSISTEMI
AA1
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (61%); subordinatamente aree nude e aree estrattive di
montagna (11%), pascoli di montagna (7%) e colture arboree di montagna (6%).
AA2
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (49%) e colture arboree di montagna (15%);
subordinatamente macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di montagna
(8%), boschi di collina (8%), colture arboree di collina (6%) e aree urbanizzate
di collina (6%).
AP1
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (65%); subordinatamente pascoli di montagna (8%) e boschi di
collina (7%).
AP2
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (70%); subordinatamente pascoli di montagna (14%).
AP3
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (74%); subordinatamente pascoli di montagna (13%).
AP4
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (63%) e di collina (10%); subordinatamente colture arboree di
montagna (8%) e di collina (6%).
AP5
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (76%); subordinatamente pascoli di montagna (7%) e boschi di
collina (5%).
AP6
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (28%) e di collina (19%), pascoli di collina (19%) e di
montagna (17%); subordinatamente arbusteti e cespuglieti di montagna (6%).
AP7
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (73%); subordinatamente pascoli di montagna (8%) e boschi di
collina (7%).
AP8
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (40%) e di collina (16%); subordinatamente colture arboree di
montagna (8%) e di collina (8%), colture erbacee di collina (6%) e pascoli di
montagna (5%).
AP9
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (63%); subordinatamente boschi di collina (10%).
AP10
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (55%) e di collina (11%); subordinatamente pascoli di
montagna (11%) e di collina (6%).
AP11
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (44%) e pascoli di montagna (16%) e di collina (14%);
subordinatamente boschi di collina (11%).
AP12
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi (43%) e pascoli di montagna (26%); subordinatamente boschi di collina
(7%) e colture erbacee di montagna (5%).
AP13
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (50%) e di collina (13%); subordinatamente colture erbacee di
collina (10%) e di montagna (5%), arbusteti e cespuglieti di montagna (6%) e
colture arboree di collina (5%) e di montagna (5%).
AP14
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (22%), colture arboree di collina (20%) e colture erbacee di
collina (20%); subordinatamente boschi di collina (11%), aree urbanizzate di
collina (9%) e colture erbacee di pianura (6%).
AP15
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture arboree di collina (32%) e boschi di montagna (23%) e di collina (16%);
subordinatamente colture arboree di montagna (14%) e colture erbacee di collina
(7%).
AP16
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture arboree (45%) e boschi di collina (30%); subordinatamente colture
erbacee (11%) e aree urbanizzate di collina (8%).
AP17
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (35%) e di collina (28%); subordinatamente colture arboree di
collina (13%) e di montagna (7%) e colture erbacee di collina (6%).
AP18
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi (45%) e colture arboree di collina (26%); subordinatamente boschi di
montagna (9%) e colture erbacee di collina (7%).
AP19
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di collina (56%); subordinatamente colture erbacee di collina (13%),
colture arboree di collina (12%) e boschi di montagna (9%).
CI1
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi (42%) e colture erbacee di collina (18%); subordinatamente pascoli di
collina (12%), aree urbanizzate di collina (8%), colture arboree di collina (7%)
e boschi di montagna (5%).
CI2
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi (30%) e colture erbacee di collina (27%); subordinatamente aree
urbanizzate di collina (17%) e boschi di montagna (9%).
CI3
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (53%) e boschi di collina (16%); subordinatamente aree
urbanizzate di collina (9%), pascoli di collina (6%) e colture erbacee di
pianura (5%).
CI4
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (52%) e boschi di collina (13%); subordinatamente pascoli di
collina (12%), aree urbanizzate di collina (9%) e colture erbacee di pianura
(5%).
CI5
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di pianura (38%) e di collina (37%); subordinatamente boschi
(7%) e aree urbanizzate di collina (7%).
CI6
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (32%), boschi (21%) e colture arboree di collina (14%);
subordinatamente pascoli (11%) e aree urbanizzate di collina (6%).
CI7
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di collina (34%) e di pianura (21%); subordinatamente aree
urbanizzate di pianura (11%) e di collina (11%), colture arboree di collina (8%)
e boschi di collina (6%).
CI8
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di pianura (45%) e di collina (35%); subordinatamente
colture arboree di pianura (5%).
CP1
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di collina (30%) e colture erbacee di collina (16%) e di pianura
(15%); subordinatamente
colture arboree di collina (14%), boschi di pianura (7%) e aree urbanizzate di
collina (5%).
CP2
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (43%) e colture arboree di collina (36%); subordinatamente
boschi (7%) e aree urbanizzate di collina (6%).
CP3
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di collina (68%); subordinatamente pascoli (9%), boschi
(7%), colture arboree (5%) e aree urbanizzate di collina (5%).
CP4
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (34%), colture arboree (24%) e boschi di collina (21%);
subordinatamente pascoli (10%) e aree urbanizzate di collina (5%).
CP5
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (33%), colture arboree (28%) e boschi di collina (23%);
subordinatamente aree urbanizzate di collina (5%).
CP6
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di collina (59%); subordinatamente pascoli (17%) e boschi di
collina (6%).
CP7
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (47%) e colture arboree di collina (13%); subordinatamente
pascoli di collina (10%), boschi di collina (10%), aree urbanizzate di collina
(9%) e colture erbacee di pianura (8%).
CP8
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di collina (59%); subordinatamente pascoli (15%) e boschi di
collina (15%).
CP9
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (46%) e pascoli di collina (20%); subordinatamente boschi
(9%) e arbusteti e cespuglieti di collina (7%).
CP10
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (47%) e colture arboree di collina (15%); subordinatamente
boschi (14%), pascoli (12%) e aree urbanizzate di collina (5%).
CP11
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di collina (57%); subordinatamente boschi (13%), colture
arboree (10%) e pascoli di collina (7%).
CP12
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (38%) e pascoli di collina (20%); subordinatamente colture
erbacee di pianura (16%), boschi di collina (8%) e colture arboree di collina
(7%).
CP13
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di collina (59%); subordinatamente pascoli di collina (12%),
boschi di collina (11%), colture arboree di collina (5%) e colture erbacee di
pianura (5%).
CP14
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (41%) e pascoli di collina (30%); subordinatamente boschi di
collina (14%).
CP15
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (40%) e pascoli di collina (28%); subordinatamente colture
erbacee di pianura (8%), colture arboree di collina (6%), boschi di collina (5%)
e macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina (5%).
IP1
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di montagna (37%) e di
collina (11%) e boschi di montagna (14%); subordinatamente aree urbanizzate di
collina (9%), colture erbacee di collina (7%), boschi di collina (5%) e aree
nude o estrattive di montagna (5%).
IP3
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti (47%) e pascoli di montagna
(28%); subordinatamente macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di
collina (8%) e aree nude di montagna (8%).
IP6
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di montagna (58%);
subordinatamente boschi di montagna (20%) e macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina
(9%).
IP8
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (27%), aree urbanizzate (19%) e macchia, gariga e altri
arbusteti e cespuglieti di collina (12%); subordinatamente boschi di montagna
(12%) e di collina (11%) e colture arboree di collina (9%).
IP9
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina (36%) e di
montagna (17%) e colture erbacee di collina (14%); subordinatamente boschi (10%)
e aree urbanizzate di collina (5%).
IP10
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di montagna (37%) e di
collina (27%); subordinatamente boschi di collina (9%) e di montagna (5%), colture arboree di
collina (9%) e colture erbacee di collina (6%).
IP11
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di montagna (41%) e di
collina (18%); subordinatamente boschi di montagna (9%), colture arboree di
montagna (6%) e di collina (5%) e colture erbacee di collina (6%).
PA1
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (32%) e aree urbanizzate di pianura (28%); subordinatamente
colture arboree di pianura (13%) e di collina (5%), aree urbanizzate di collina
(10%) e colture erbacee di collina (6%).
PA2
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di pianura (61%); subordinatamente aree urbanizzate (18%) e
pascoli di pianura (5%).
PA3
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (53%) e aree urbanizzate di pianura (20%); subordinatamente
colture erbacee di collina (6%) e pascoli di pianura (5%).
PA4
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (45%), aree urbanizzate (12%) e colture arboree di pianura
(11%); subordinatamente colture erbacee di collina (8%), arbusteti e cespuglieti
di pianura (7%) e aree urbanizzate di collina (6%).
PA5
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (45%) e aree urbanizzate di pianura (17%); subordinatamente
colture erbacee di collina (12%), aree urbanizzate di collina (6%) e colture arboree di pianura (5%) e di
collina (5%).
PC1
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Aree urbanizzate (29%), colture erbacee (27%) e boschi di pianura (20%);
subordinatamente corpi d'acqua (5%).
PC2
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (53%) e aree urbanizzate di pianura (14%); subordinatamente
colture erbacee di collina (12%), boschi di pianura (7%) e colture arboree di
pianura (5%).
PC3
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di pianura (67%); subordinatamente aree urbanizzate di
pianura (10%) e colture erbacee di collina (12%).
PC4
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di pianura (28%) e di collina (19%) e pascoli di pianura
(14%) e di collina (10%); subordinatamente aree urbanizzate di pianura (9%) e
colture arboree di pianura (5%) e di collina (5%).
PC5
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di pianura (60%); subordinatamente colture erbacee di
collina (8%), pascoli di pianura (8%), boschi di pianura (5%) e aree urbanizzate
di pianura (5%).
PC6
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di pianura (48%) e corpi d'acqua (22%); subordinatamente
colture erbacee di collina (6%), pascoli di pianura (5%) e aree urbanizzate di
pianura (5%).
PC7
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di pianura (73%); subordinatamente macchia, gariga e altri
arbusteti e cespuglieti di pianura (12%).
RA1
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi (28%), colture erbacee (19%) e macchia, gariga e altri arbusteti e
cespuglieti di pianura (16%); subordinatamente boschi di montagna (12%), aree
urbanizzate di collina (6%), pascoli di collina (5%) e macchia, gariga e altri
arbusteti e cespuglieti di montagna (5%).
RA2
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di collina (29%) e di montagna (15%) e macchia, gariga e altri
arbusteti e cespuglieti di collina (14%); subordinatamente colture erbacee di
collina (12%), macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di montagna (8%),
colture arboree di collina (6%) e pascoli di collina (6%).
RA3
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi (39%), macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti (17%) e
colture erbacee di collina (15%); subordinatamente boschi di montagna (8%),
pascoli di collina (7%) e macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di
montagna (5%).
RA4
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di collina (34%) e di montagna (21%) e macchia, gariga e altri
arbusteti e cespuglieti di collina (11%); subordinatamente pascoli di collina
(10%), macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di montagna (7%) e
colture erbacee di collina (6%).
RA5
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di collina (49%) e di montagna (16%); subordinatamente colture
erbacee (12%), pascoli (7%) e macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di
collina (7%).
RA6
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (28%), boschi (24%) e pascoli di collina (22%);
subordinatamente macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina
(8%).
RA7
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi (28%), colture erbacee (19%) e macchia, gariga e altri arbusteti e
cespuglieti di collina (16%); subordinatamente pascoli di collina (15%), colture
arboree di collina (6%), boschi di montagna (5%) e macchia, gariga e altri
arbusteti e cespuglieti di montagna (5%).
RA8
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti (23%), boschi (21%) e
colture erbacee di collina (14%); subordinatamente colture arboree di collina
(11%), pascoli di collina (7%), boschi di montagna (7%) e macchia, gariga e
altri arbusteti e cespuglieti di montagna (7%).
RA9
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee (34%), pascoli (24%) e macchia, gariga e altri arbusteti e
cespuglieti di collina (14%); subordinatamente boschi (13%) e colture arboree di
collina (8%).
RA10
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Colture erbacee di collina (23%) e boschi di collina (21%) e di montagna
(13%); subordinatamente pascoli di collina (11%) e di montagna (5%), colture
erbacee di montagna (8%) e macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di
collina (8%) e di montagna (5%).
RA11
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di montagna (33%) e di collina (25%); subordinatamente pascoli di
collina (11%) e di montagna (9%).
RA12
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi (26%), pascoli (24%) e colture erbacee di collina (17%);
subordinatamente boschi (13%), pascoli (5%) e colture erbacee di montagna (5%).
RA13
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi (37%), macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti (18%), pascoli
(12%) e colture erbacee di collina (12%); subordinatamente macchia, gariga e
altri arbusteti e cespuglieti (8%) e boschi di montagna (6%).
RA14
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Boschi di collina (33%) e di montagna (20%) e colture erbacee di collina
(18%); subordinatamente pascoli di collina (10%) e colture erbacee di montagna
(5%).
RA15
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina (28%) e di
montagna (10%) e boschi di collina (24%) e di montagna (10%); subordinatamente
colture erbacee (10%) e arboree di collina (9%).
RA16
PROFILO DEL PAESAGGIO:
Macchia, gariga e altri arbusteti e cespuglieti di collina (25%) e di
montagna (17%), boschi di collina (15%) e pascoli di collina (12%);
subordinatamente colture erbacee di collina (11%), colture arboree di collina
(7%) e boschi di montagna (6%).
AUTORI
Roberto Rossi, geologo, è dirigente del
Dipartimento delle politiche territoriali e ambientali, responsabile dell'Unità
operativa complessa "Tutela della diversità ecologica" dell'Area
"Tutela e valorizzazione delle risorse ambientali".
Gli altri due autori sono funzionari del Servizio
"Foreste e patrimonio agroforestale" del Dipartimento dello sviluppo
economico.
Giovanni Ariberto Merendi, forestale, è
responsabile dell'Unità operativa organica "Piani forestali".
Andrea Vinci, geologo, ricopre la posizione
individuale (equiparata a Unità operativa organica) "Risorse del
territorio agricolo-forestale".
La Carta dei sistemi di paesaggio della
Toscana a scala 1:250.000 (Rossi e Merendi, 1992), da cui sono tratte le
illustrazioni di questo studio, è reperibile presso l'Area SIT e cartografia
del Dipartimento delle politiche territoriali e ambientali.
Catalogazione nella pubblicazione (CIP) a cura
della Biblioteca della Giunta regionale toscana:
I sistemi di paesaggio della Toscana
I. Rossi, Roberto II. Merendi, Giovanni Ariberto
III. Vinci, Andrea IV. Toscana. Dipartimento agricoltura e foreste 1.
Toscana-Paesaggio naturale
Presumibilmente la pubblicazione andrà
definita come: seconda edizione riveduta e ampliata
dopo quella stampata dalla Litografia della
Giunta Regionale nell'agosto 1996
[GUARDIE AMBIENTALI VOLONTARIE - SERVIZIO VIGILANZA AMBIENTALE].