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Giugno 2000
Lezione
CONSERVAZIONE DELLA RISORSA IDRICA
Dott.ssa Beatrice Pucci
(Biologo)
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Grazie.
L’acqua
è il composto chimico e la risorsa naturale più abbondante sulla Terra. Due
terzi della crosta terrestre sono costituiti di acqua, così come in percentuali
variabili tutti gli organismi viventi, l’uomo ad esempio è costituito
all’incirca per due terzi da acqua.
L’importanza dell’acqua sulla terra è legata ad alcune sue
caratteristiche chimiche e fisiche che la rendono una sostanza “anomala” che
svolge un ruolo fondamentale nei cicli biologici, chimici e geologici, negli
equilibri climatici, nella organizzazione delle forme viventi ; riveste poi
un ruolo non meno importante nella vita socio - economica e culturale
dell’uomo.
Caratteristiche
principali :
· L’acqua è
l’unica sostanza presente alle temperature e pressioni dell’ambiente
terrestre nei suoi tre stati di aggregazione (solido, liquido, gassoso)
· L’acqua è
l’unica sostanza il cui stato solido è più leggero di quello liquido
· L’acqua ha
un valore di tensione superficiale molto elevato
· L’acqua è
un ottimo conduttore termico, secondo tra i liquidi solo al mercurio
· L’acqua
raggiunge la densità massima alla temperatura di 4°C
· l’acqua è
praticamente un solvente universale, in quanto essendo debolmente ionizzata è
in grado di sciogliere in percentuali variabile qualsiasi sostanza.
Tutte queste caratteristiche associate ad un’unica sostanza
la rendono quell’elemento eccezionale che ha permesso la nascita e lo sviluppo
della vita sulla terra.
L’acqua è una risorsa rinnovabile anche se non inesauribile e il
ciclo dell’acqua permette la costante ridistribuzione e depurazione naturale
di questa risorsa sulla Terra, sfruttando l’energia solare e la forza di
gravità. La ridistribuzione avviene mediante i fenomeni di precipitazione,
evaporazione e condensazione mentre la depurazione dell’acqua avviene
ciclicamente grazie all’azione concomitante del suolo, dell’evaporazione e
dell’autodepurazione biologica all’interno dei corsi d’acqua ; la
capacità di depurazione del ciclo dell’acqua è però limitata e in molte
circostanze e sempre più frequentemente risulta insufficiente a smaltire i
carichi inquinanti di origine umana.
Il vapore acqueo nell’atmosfera è presente solo nei primi
10 - 15 Km (troposfera) e un Kg di
aria umida contiene vicino al suolo circa 2 - 15 g di vapore che è comunque uno
dei costituenti atmosferici più importanti, in quanto alla base dei fenomeni
meteorologici (precipitazioni, condensazione, evaporazione) : i moti
turbolenti, le correnti convettive di origine dinamica o orografica diffondono
il vapore acqueo liberatosi dal suolo verso gli strati atmosferici superiori,
dove nuovamente condensa a causa delle differenze di temperatura, formando le
nubi e eventualmente le precipitazioni. La quantità massima di vapore
(saturazione) che, ad una data pressione atmosferica, può essere contenuta in
un determinato volume d’aria dipende infatti esclusivamente dalla temperatura
dell’aria : le masse d’aria calda possono immagazzinare una quantità
di vapore maggiore rispetto alle masse di aria fredda. Il vapore acqueo presente
nell’atmosfera trasportato dai moti ascendenti può quindi raggiungere la
saturazione e passare così allo stato liquido sotto forma di microscopiche
gocce del diametro di 10 - 50 µm dando così dapprima origine alla nebbia e
alle nubi. Le goccioline microscopiche che si formano possono coagularsi tra
loro favorite dalla presenza in atmosfera di una notevole quantità di
piccolissime particelle igroscopiche di dimensioni di 1 - 2 µm immesse
soprattutto dal vento e dalle attività umane dette nuclei di condensazione : quando le
goccioline acquistano dimensioni tali da non potere più rimanere sospese
nell’atmosfera precipitano a causa della forza di gravità, al suolo sotto
forma di precipitazione liquida o solida a seconda delle condizioni di
temperatura in quota e al suolo.
Il ciclo dell’acqua è quindi strettamente collegato anche alla
temperatura dell’aria e quindi alla radiazione solare : l’equilibrio
termico dell’atmosfera dipende dal bilancio tra l’energia solare incidente
al suolo e quella persa dalla Terra per irraggiamento, convezione, turbolenza,
evaporazione.
· Radiazione
solare diretta (insolazione) :
quantità di energia solare che raggiunge il suolo senza interferire con
l’atmosfera attraversata.
· Radiazione
solare diffusa: quantità di energia
solare che raggiunge il suolo dopo avere subito influenza da parte di molecole
d’aria e impurità atmosferiche.
· Radiazione
solare globale : energia totale
solare (diretta + diffusa) incidente
al suolo.
Di tutta l ‘energia che il sole invia ai limiti
dell’atmosfera il 35 % viene riflesso nello spazio e solo il 16% viene
assorbito dall’atmosfera : L’atmosfera invece assorbe praticamente
tutta la radiazione emessa dalla terra a parte un 15 %.
Nel ciclo dell’acqua è interessante confrontare gli
apporti d’acqua che giungono al suolo mediante le precipitazioni con le
perdite che si verificano mediante l’evaporazione. L’insieme
all’evaporazione del sottosuolo attraverso i pori del terreno, della
traspirazione delle piante e dell’evaporazione che avviene direttamente dalla
superficie terrestre si definisce Evapotraspirazione : questo fenomeno è
chiaramente influenzato dall’umidità del suolo poiché qualsiasi diminuzione
di questa riduce la quantità di acqua evaporabile. La quantità di
precipitazione si esprime in mm anche se l’unità di misura corretta sarebbe
quella di volume per unità di superficie (litri/mq).
Il ciclo dell’acqua non ridistribuisce la risorsa in
maniera costante e uguale rispetto ai fabbisogni, sia dal punto di vista
spaziale che temporale : infatti in
una determinata area esistono differenze a seconda della stagione ed esistono
aree con differenze notevoli di precipitazioni ; anche la temperatura
influenza la distribuzione locale delle precipitazioni : la dipendenza è
tanto più stretta quanto più il clima è continentale, ossia quanto meno il
luogo considerato risulta soggetto alla azione termoregolatrice dei mari ed
oceani ; vengono influenzate anche il tipo, la quantità e la qualità
della vegetazione sia dalla quantità di precipitazioni che dal tasso di
evapotraspirazione strettamente
dipendente dalla temperatura al suolo ; oltre a questo lo sviluppo delle
attività umane ha profondamente modificato le caratteristiche naturali del
ciclo dell’acqua : da una parte la necessità di avere sempre acqua in
quantità sufficiente e in modo costante ha portato ad opere di regimazione dei
corsi d’acqua sempre più frequenti e dall’altra lo sfruttamento eccessivo
della risorsa idrica al di là delle possibilità naturali del ciclo stesso ha
portato a problemi di crisi idriche, soprattutto per problemi di inquinamento,
anche per le zone ricche d’acqua. Bisogna inoltre tenere conto, nello studio del ciclo dell’acqua che
l’acqua in natura non si presenta praticamente mai come una sostanza minerale
ma è sempre associata a delle forme viventi e ad ecosistemi complessi che ne
caratterizzano la qualità e le diverse possibilità di uso da parte di tutti
gli organismi viventi : ecco perché la gestione della risorsa idrica deve
tenere conto di questa complessità.
In totale l’acqua presente sulla terra ammonta a 1,5 miliardi di
chilometri cubi, 365 milioni di chilometri quadrati su 510 complessivi. Se
consideriamo che :
Ø
97% : Mari e Oceani
Ø
2.4% : Ghiacciai, calotte polari , falde
profonde
Ø
0.6% : Acque superficiali, falde
raggiungibili, atmosfera e organismi viventi.
L’uomo e gli altri organismi viventi hanno a disposizione circa 2
milioni di chilometri cubi d’acqua su 1,5
miliardi di chilometri cubi, e come abbiamo già detto quest’acqua non è
equamente distribuita a livello della superficie terrestre creando profonde
differenze nel rapporto tra acque potenzialmente e realmente disponibili.
A livello mondiale i principali utilizzi della risorsa idrica
possono essere schematizzati come di seguito riportato.
CONSUMI : 73% agricoltura (3650 Km cubi) :
irrigazione e allevamento
21% industrie
(1050 Km cubi) :
processi, raffreddamento, sevizi
6% civile
(300 Km cubi) :
alimentare e potabile, igienico e per servizi pubblici e privati, lavaggio
strade e uso irriguo dei giardini
etc.
Il fabbisogno idrico per gli usi umani è di circa 5 miliardi di
chilometri cubi l’anno ed è comunque in aumento : all’incirca il 6%
ogni anno, soprattutto nei paesi tecnologicamente più avanzati. I maggiori
consumi per l’agricoltura si hanno comunque in Asia mentre nei paesi
industrializzati prevalgono i consumi per l’industria ; grandi
oscillazioni si hanno anche per quanto riguarda i consumi domestici : si
arriva a 1000 litri di disponibilità media giornaliera per abitante a 2,5
litri per abitante nelle aree prive di gestione della risorsa.
Nella maggior parte dei paesi poveri, in molti casi, oltre a
una minore disponibilità della risorsa idrica spesso siamo di fronte ad una
mancanza di accesso o ad un difficile reperimento dell’acqua potabile. I dati
sono quelli forniti dall’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità); pur non
essendo le cifre fornite sempre attendibili perché spesso ricavate solo dalle
informazioni fornite dai singoli Governi, a titolo orientativo si può
concludere che le percentuali di popolazioni prive d’acqua potabile e
rispettivamente di servizi igienici, e quindi suscettibili di gravissime
malattie, sono quelle riportati in tabella.
|
|
Senza acqua potabile |
Senza
servizi igienici |
||
|
|
zone
urbane |
zone
rurali |
zone
urbane |
zone
rurali |
|
Africa |
19% |
75% |
44% |
85% |
|
Asia orientale e Pacifico |
30% |
70% |
50% |
90% |
|
Asia occidentale |
13% |
67% |
30% |
80% |
|
America latina |
25% |
77% |
46% |
77% |
Chiaramente anche all’interno di un continente come l’Africa ci sono situazioni diversissime: ad esempio in Algeria, dai dati forniti dal Governo, sembra che nelle città l’acqua potabile e i servizi igienici siano disponibili ovunque e che nelle zone rurali siano presenti per il 39 % l’acqua potabile, e per il 60% i servizi igienici; in Marocco, ad esempio nelle zone rurali si arriva alla mancanza di servizi igienici nel 95% e in Senegal sembra che la situazione nelle città sia abbastanza buona, anche se non esistono dati aggiornati. La disponibilità di servizi igienici e di acqua non è comunque sempre in funzione della ricchezza del paese ma anche delle realtà climatiche, chiaramente le maggiori disponibilità in ogni caso si hanno nelle zone urbane; bisogna comunque tenere conto che queste cifre potrebbero essere molto falsate dalle situazioni di affollamento degli agglomerati urbani dove, anche se non dichiarate, si hanno certamente situazioni estreme di carenza idrica e igienico - sanitaria.
Fabbisogno idrico in Italia
In Italia piove circa 1 metro d’acqua all’anno, circa 330
miliardi di Metri Cubi d’acqua che si distribuiscono all’interno dei
diversi bacini idrografici, la disponibilità potenziale è però di 100 miliardi
di Metri Cubi a causa del
deflusso superficiale, del deflusso sotterraneo a mare e delle perdite: se si
considerano le condizioni reali di regolazione (dighe, laghi, depositi,
serbatoi) le risorse utilizzabili sono solo 40 miliardi di Metri Cubi.
Il fabbisogno idrico italiano è
50 miliardi di Metri Cubi : il riepilogo che segue spiega
perché l’Italia è in emergenza idrica cronica e perché è costretta a continui prelievi dalle
acque di falda con impoverimento delle stesse e conseguente progressivo degrado
delle risorse idriche superficiali.
|
Uso della
risorsa |
Bacino dell’Arno |
Italia |
Mondo |
||
|
|
Miliardi MC |
% |
Miliardi
MC |
% |
% |
|
Agrozootecnico
|
0.4 |
47% |
30 |
60% |
73% |
|
Industriale |
0.2 |
23.5% |
14 |
28% |
21% |
|
Civile |
0.25 |
29.5% |
6 |
12% |
6% |
|
Tot
Miliardi MC e % |
0,85 |
100% |
50 |
100% |
100% |
L’inquinamento idrico è una degradazione della qualità
dell’acqua che ne preclude parzialmente o totalmente l’utilizzo da parte
degli organismi viventi.
L’inquinamento
provocato dall’uomo è determinato principalmente da emissioni di tipo
urbano-civile, industriale, agricolo e zootecnico.
Il ciclo dell’acqua permette la ridistribuzione costante della
risorsa idrica sulla terra e una sua naturale depurazione da parte del terreno e
dei corsi d’acqua stessi.
Questo fenomeno di autodepurazione non è però più sufficiente a
smaltire i carichi inquinanti prodotti dall’uomo e dalle sue attività,
inoltre il sistema Aria - Acqua - Suolo é strettamente intercomunicante e il
passaggio degli inquinanti tra compartimenti è estremamente semplice e rende
ancora più problematica la depurazione.
L’acqua è associata ad ecosistemi complessi e la gestione di
questa risorsa deve basarsi sul rispetto delle molteplici peculiari complessità.
Prendiamo
come esempio un FIUME
E’ un corso d‘acqua formato da ecosistemi diversi dalla
sorgente alla foce, la cui successione è condizionata da diversi fattori (es.
temperatura, luce, corrente....) gli organismi viventi che qui vivono richiedono
sostanza organica da demolire per trarne energia. tramite una degradazione
ossidativa in presenza di ossigeno : questi due fattori possono
diventare limitanti in tratti diversi del fiume, a seconda delle sue
caratteristiche e condizionare quindi la vita degli organismi stessi ; in
condizioni normali esiste comunque un equilibrio fra le popolazioni animali,
vegetali e la sostanza organica presenti in un corso d’acqua.
L’incremento eccessivo della sostanza organica che è legato spesso all’azione dell’uomo
(inquinamento), provoca un’alterazione dell’equilibrio dell’ecosistema,
riducendo la sensibilmente la quantità di ossigeno presente e quindi provocando
disastrosi cambiamenti.
Il potere autodepurativo di un corso d’acqua è legato a diversi fattori strettamente interconnessi : morfologia fluviale, tempo di ritenzione idraulica, corrente, presenza di organismi viventi, biodiversità ; l’artificializzazione di un corso d’acqua, la rettifica delle sponde e altre opere possono portare ad una banalizzazione dell’alveo che riduce la biodiversità e modifica gli ecosistemi riducendo notevolmente il potere autodepurativo del fiume.
Le condizioni di eterogeneicità delle caratteristiche
chimico - fisiche e biologiche dell’acqua motivano il fatto che la definizione
di inquinamento venga data spesso in riferimento all’impiego delle diverse
risorse idriche per usi diversi per i quali sono richiesti standards di qualità
diversi che possono essere stabiliti sulla base della “capacità ricettiva”
del corpo idrico e dei potenziali utilizzi.
a)
Corsi
d’acqua
Il 60% dei fiumi italiani risulta inquinato o molto inquinato
secondo la classificazione dell’ IRSA (Istituto di Ricerca sulle Acque) in 4 classi di inquinamento :
I classe :
Acque non inquinate
II classe : Acque
moderatamente inquinate
III classe : Acque inquinate
IV classe :
Acque molto inquinate
con riferimento ai principali parametri :
COD : Ossigeno consumato per ossidazione chimica
da un campione d’acqua inquinato da sostanze
organiche (biodegradabili e non) ed eventualmente inorganiche.
BOD5 : Domanda di ossigeno richiesta dagli
organismi viventi per demolire le sostanze organiche presenti nell’acqua.
(Azoto)
N totale
(Fosforo)
P totale
Le analisi previste dalla metodica IRSA prevedono indagini di tipo
chimico, fisico e microbiologico ; si è visto però che effettuare solo
questo tipo di indagini dà un quadro conoscitivo incompleto di quale sia
veramente lo stato di salute di un corso d’acqua per cui stanno prendendo
campo metodiche che utilizzano gli organismi viventi come indicatori biologici
di qualità delle acque.
METODO DI ANALISI (I.B.E)
Lo studio delle
variazioni dei popolamenti di Macroinvertebrati che vivono nelle acque,
rappresenta con buona sensibilità le variazioni indotte nell’ambiente
dall’inquinamento ; la variazione quali-quantitativa permette infatti di fornire un giudizio
sintetico sulla qualità dell’ambiente e dà una stima dell’impatto che le diverse cause di alterazione
determinano sulle comunità.
Permette inoltre di valutare la capacità autodepurativa di un
tratto d’acqua soggetto a carichi inquinanti continui o discontinui.
Il corso d’acqua viene suddiviso in classi di qualità lungo un profilo longitudinale
cui corrispondono 12 valori di indice I.B.E.
Valore IBE
CLASSE I
10-11-12
Ambiente non inquinato
AZZURRO
CLASSE II
8-9
Ambiente con alcuni segni di inquinamento
VERDE
CLASSE III
6-7
Ambiente inquinato
GIALLO
CLASSE IV
4-5
Ambiente molto inquinato
ARANCIONE
CLASSE V
1-2-3
Ambiente fortemente inquinato
ROSSO
b)
acque
sotterranee
Le acque sotterranee possono essere contaminate da scarichi
industriali, discariche abusive (metalli pesanti, sostanze tossiche e nocive) e
dalle pratiche agricole (pesticidi, fertilizzanti) e da corsi d’acqua
inquinati durante il loro scorrimento.
La presenza di inquinanti può essere rilevata presso gli impianti
di captazione degli acquedotti che prelevano dalle falde.
La protezione delle acque di falda si può effettuare proteggendo il bacino di alimentazione con fasce di rispetto.
Non esistono dati nazionali sull’inquinamento delle acque di
falda.
c)
laghi
La classificazione dei laghi viene effettuata a seconda delle
concentrazioni di nutrienti in :
OLIGOTROFI - MESOTROFI - EUTROFI.
La condizione normale sarebbe quella di oligotrofia.
Secondo dati IRSA non troppo recenti (1985) su 500 laghi esaminati in Italia si hanno :
19%
OLIGOTROFI
40%
MESOTROFI
41%
EUTROFI
La migliore opera di tutela delle risorse idriche sarebbe la
prevenzione sia dei dissesti che degli squilibri
quali le siccità e le alluvioni ma anche la prevenzione
dell’inquinamento quando possibile o almeno la sua riduzione e controllo. In
primo luogo risulta quindi fondamentale mantenere la capacità autodepurativa
del fiume, (evitando arginature, impermeabilizzazione dei fondi e degli argini,
etc.) e l’utilizzo dell’acqua secondo le proprie vocazioni : è assurdo
usare acqua di falda per l’industria e
usare acqua di fiume inquinata e sottoposta a drastici trattamenti di
depurazione per distribuirla come potabile ; non è razionale riversare le
acque di depurazione, che magari contengono ancora nitrati e fosfati in
concentrazione elevata in un corso d’acqua superficiale e non utilizzarle in
agricoltura .
Una
corretta opera di tutela delle risorse idriche dovrebbe quindi tenere conto dei
seguenti punti:
1. prevenzione
sia dei dissesti che degli squilibri quali
le siccità e le alluvioni
2. Forestazione
3. Modificare
alcune pratiche agricole
4. Gestione dei
prelievi
5. Prevenzione
dell’inquinamento quando possibile o almeno la sua riduzione e controllo
6. Gestione del
territorio vincolando le attività umane all’interno dei bacini idrografici
7. Mantenere la
capacità autodepurativa del fiume, (evitando arginature, impermeabilizzazione
dei fondi e degli argini, etc.)
8. Utilizzo
dell’acqua secondo le proprie vocazioni
USI CIVILI :
Campagne per ridurre gli sprechi
Riduzione delle perdite in rete
Sistemi distributivi separati
Riutilizzo acque usate
USI AGRICOLI :
Sistemi di irrigazione efficienti
Riutilizzo delle acque di depurazione
USI INDUSTRIALI : Utilizzo di fonti appropriate
Riduzione dell’uso di acqua di falda
Riciclo dell’acqua di processo
Riutilizzo delle acque di depurazione
STATO :
Indirizzo tecnico e di programmazione, determinazione degli
standards di qualità attraverso un Comitato
Interministeriale formato da rappresentanti dei Ministeri dei Lavori
Pubblici, Ambiente, Marina Mercantile, Protezione Civile, Agricoltura e Foreste.
Molto importante a livello statale è l’Autorità di Bacino, che è un comitato
tecnico misto formato da rappresentanti dei suddetti Ministeri e delle Regioni
che progettano attività finalizzate alla conservazione e la tutela
dell’ambiente, al risanamento delle acque superficiali e sotterranee e ad un
razionale utilizzo delle risorse idriche attraverso la definizione del PIANO
DI BACINO (L .183/89, L.253/90, L.493/93) strumento conoscitivo, operativo e
tecnico per la difesa del suolo e delle acque: le sue prescrizioni hanno
carattere di vincolo per Amministrazioni, Enti pubblici e privati. I programmi
triennali, vengono finanziati dallo Stato in compartecipazione con Regioni e
Comuni.
Suddivide il territorio in BACINI IDROGRAFICI (Nazionali, Regionali
e Interregionali)
REGIONE :
Esercita il suo ruolo attraverso la Giunta e il Consiglio Regionale
con funzioni di tutela e disciplina
delle risorse idriche.
Per la tutela delle acque dall’inquinamento detta i criteri per
un corretto e razionale utilizzo dell’acqua, effettua i Piani Regionali di
Tutela, rileva le caratteristiche dei corpi idrici in collaborazione con il
Genio Civile e ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).
Il Genio Civile è una struttura tecnico-operativa a servizio della Giunta
Regionale, le cui competenze possono variare da Regione a Regione ; in
Toscana ha la concessione di acque pubbliche sotto forma di attingimenti,
effettua verbali di accertamento e contravvenzioni in materia di acque pubbliche
ed è in contatto con la Prefettura (Protezione Civile) e i VVFF in caso di
calamità.
ARPAT (L.R. 66/95
in attuazione della L.61/94) è
l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana. Esercita
funzioni di controllo dell’inquinamento e delle sue fonti, campionamenti e
analisi, controlli ispettivi per il rispetto delle norme ambientali ; è
formata da una Struttura Operativa Centrale a livello regionale e da
Dipartimenti Provinciali operativi.
Ha inoltre funzione di segnalare alle Autorità competenti i casi di pericolo e
di danno all’ambiente.
PROVINCIA :
Ha competenze direttamente dallo Stato e delegate dalla Regione ;
ha essenzialmente funzioni di tipo amministrativo di tutela e valorizzazione
delle risorse idriche, delle Riserve naturali e di rilevamento, disciplina e controllo
degli scarichi delle acque.
COMUNE :
Ha come funzioni dirette la gestione dell’acquedotto, fognatura e
depurazione delle acque e smaltimento dei fanghi all’interno degli Ambiti
Territoriali Ottimali (L. 36/94 “Legge
Galli” e L.R.81/95).
COMUNITA’
MONTANE :
Sono Enti Locali costituiti da Comuni associati per promuovere la
valorizzazione delle zone montane dotati di autonomia statutaria con funzioni
dirette (Definizione del piano di sviluppo socio-economico della propria zona) e
delegate da Regione e Provincia .
Sono diverse le soluzioni adottabili per la riduzione
dell’inquinamento, tenendo conto che la soluzione migliore sarebbe sempre quella preventiva come descritto
più indietro, ad esempio :
INDUSTRIA : una gestione razionale delle acque di scarico e
l’utilizzo di cicli produttivi con tecnologie meno inquinanti.
AGRICOLTURA : riduzione dell’uso di pesticidi e
fertilizzanti e riutilizzo delle acque depurate.
INSEDIAMENTI CIVILI : riduzione della quantità di detersivi e
dell’uso di prodotti chimici
e per tutte queste categorie è fondamentale il buon funzionamento degli impianti di depurazione.
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